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Non ci sono dubbi sul fatto che bere una buona quantità di acqua per rimanere idratati è importante per diverse ragioni. Alcune di queste sono: prevenire l’affaticamento, regolare la pressione sanguigna, stimolare le attività del metabolismo e controllare il senso di sazietà e, in generale, garantire le funzioni vitali.

 

 

È possibile, però, bere dosi di acqua tali da risultare dannose? La risposta è sì. L’intossicazione da acqua è considerata una condizione molto seria che ha bisogno di essere diagnosticata e trattata in modo repentino per evitare la comparsa di gravi complicazioni.

 

 

Essa è conosciuta con diverse denominazioni, quali: iponatremia, iperidratazione o accumulo eccessivo di liquidi. Tutte però si riferiscono al tipico squilibrio di elettroliti che si verifica quando l’acqua che si beve è decisamente troppa per il corretto funzionamento del nostro sistema vitale.

 

 

 

Esistono diversi fattori in grado di causare un’intossicazione da acqua, ma è anche possibile prevenirla con semplici mosse. Spesso interessa le persone già affette da altre patologie a causa delle quali hanno subito cure mediche oppure coloro con disturbi mentali, ma può colpire anche i soggetti senza una particolare storia clinica alle spalle.

 

Capiamo meglio cos’è questo disturbo e quali sono le informazioni necessarie da conoscere per scongiurare la sua comparsa.

 

Cos’è l’intossicazione da acqua?

 

L’intossicazione da acqua è un abbassamento della concentrazione di sodio nel sangue (iponatremia) che avviene in seguito al consumo di un’elevata quantità di liquido senza un adeguato ricambio del sodio precedentemente diminuito. L’iponatremia è, in ambito medico, il contrario dell’ipernatremia, cioè il processo di disidratazione del corpo.

Principali cause del’intossicazione da acqua

 

Questo tipo di disturbo è stato riscontrato in presenza di diverse situazioni cliniche:

  • Bisogno compulsivo di bere continuamente. Si verifica soprattutto in presenza di malattie mentali o gravi handicap
  • Grande assunzione d’acqua in combinazione con un aumento della vasopressina, un ormone antidiuretico
  • Incidenti legati al calore. I soggetti che subiscono lesioni del genere tendono a bere grosse quantità di acqua per prevenire la possibile disidratazione. Questa mossa può rivelarsi controproducente se le dosi raggiungono livelli molto elevati e l’azione viene protratta per lungo tempo
  • Disfunzione dei reni, diabete o gastroenterite. In situazioni del genere, l’intossicazione da acqua è tipicamente trattata con lavande gastriche
  • Interventi chirurgici, in particolare alcune complicazioni derivanti dall’utilizzo di classiche tecniche operative
  • L’assunzione di certe sostanze stupefacenti. Esse infatti mettono a rischio l’equilibrio di elettroliti nel corpo. Aumentano inoltre la sete e causano una maggiore perdita di sodio attraverso l’urina

 

 

Sintomi del’intossicazione da acqua

 

I principali sintomi dell’intossicazione da acqua includono:

  • Mal di testa, confusione e perdita del senso dell’orientamento
  • Nausea e vomito
  • Sintomi psicotici, quali delirio, comportamenti inappropriati e allucinazioni
  • Debolezza muscolare, crampi, spasmi e affaticamento cronico
  • Difficoltà nella respirazione
  • Battito cardiaco irregolare

 

Alcuni di questi sintomi possono facilmente venir confusi con quelli di una seria infezione virale. Per questo motivo, al suo primo stadio, l’intossicazione da acqua non è facile da diagnosticare con certezza. Questo disturbo può colpire anche neonati e bambini. I sintomi dell’intossicazione da acqua negli infanti includono anche pianto continuo e convulsioni.

 

Rimanere idratati senza il rischio di un’intossicazione da acqua

 

Qual è, quindi, la quantità giusta di acqua da bere per mantenere in salute il nostro organismo senza il rischio di iponatremia? Per prevenire un’intossicazione da acqua è importante limitare la sua assunzione a non più di 1 litro e mezzo in un’ora, anche durante o dopo un’attività fisica.

Quando sentite di non riuscire più a ingerire altra acqua all’interno del corpo, non sforzatevi di bere ad ogni costo. Cercate di bilanciare la quantità di liquidi assunti con quelli persi: è bene bere acqua in proporzione al sodio che si sta consumando e alle sostanze che vengono espulse attraverso sudore e urina.

Un altro accorgimento per evitare l’intossicazione d’acqua è quello di seguire una dieta bilanciata che comprenda cibi ricchi di acqua, ma anche alimenti contenenti sodio. Ricordate poi di tenere sempre sotto osservazione eventuali disfunzioni legate a reni, diabete e infiammazioni intestinali.

L’acqua non è l’unico liquido in grado di causare uno squilibrio degli elettroliti. Anche tè, bevande energetiche, e succhi di frutta possono contribuire alla diminuzione del livello di sodio e provocare un’intossicazione da acqua.

Non esiste una quantità di acqua da bere che sia standard per tutti. Ogni persona ha differenti esigenze che determinano la dosi ottimali di liquidi da ingerire. Tuttavia, in linea di massima, si consiglia di bere dai 6 ai 7 bicchieri di acqua al giorno, che possono però diminuire nel caso si mangino moltissimi alimenti particolarmente ricchi di liquidi, come insalate, frutta o centrifugati.

 

Pubblicato in Consigli
29 Marzo 2018
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In molte case, la televisione è posta nella sala da pranzo. Solitamente di fronte al tavolo su cui si mangia. Tra gli adulti, è poi comune consumare i pasti davanti al computer, spesso per ottimizzare i tempi e continuare a lavorare.

 

Queste abitudini così diffuse nella società moderna, possono portare a conseguenze dannose per il nostro benessere.

 

Effetti collaterali di mangiare guardando la Tv

È sicuramente piacevole godersi il proprio programma preferito mangiando snack o cenando. Tuttavia, non è una situazione salutare. Secondo i medici, le due attività non sono compatibili. Guardare la Tv, infatti, inibisce la sensazione di soddisfazione data dal cibo, perché il cervello è focalizzato da ciò che si sta guardando.

Davanti allo schermo televisivo si è rilassati, si allontanano per un po’ di tempo i problemi e lo stress quotidiano e si viene immersi in un mondo che non è più il nostro. È per questo che non realizziamo bene ciò che stiamo mangiando. Un’altra cosa da tenere a mente è che il cibo viene introdotto nella cavità orale meccanicamente.

Ciò può causare obesità e problemi allo stomaco. Tutte queste cattive condizioni peggiorano quando sullo schermo che state guardando vengono mostrare pubblicità di prodotti alimentari. Esse infatti stimolano a mangiare ancora di più.

La gente che guarda molta televisione tende ad avere un regime alimentare peggiore di coloro che passano davanti allo schermo meno tempo, oltre a una vita più sedentaria. Cambiate la vostra abitudine di portare degli snack sul divano quando accendete la televisione e cercate di tenerla spenta in sala da pranzo durante i pasti. Se possibile, riducete anche il tempo passato davanti allo schermo.

Il rischio per i bambini

I bambini sviluppano una tendenza particolare a mangiare grassi e zuccheri di fronte alla televisione. Ciò comporta un eccessivo apporto di calorie, aumentando il rischio di obesità.

La loro soglia di attenzione non è ancora ben sviluppata e, dedicarla tutta alla televisione, fa perdere di vista il controllo del cibo che si sta ingerendo.

Non ci sono dubbi che questi comportamenti contribuiscono a problemi legati al peso e a cambiamenti del comportamento del bambino.

In media, i bambini trascorrono due ore davanti alla televisione ogni giorno. Durante questo arco di tempo, in genere consumano pasti o snack. In particolare, tendono ad ingerire grandi quantità di patatine, biscotti, merendine, bevande gasate e il cosiddetto cibo spazzatura.

Tutto questo conduce definitivamente verso problemi di salute che portano ad un aumento del livello di colesterolo nel sangue o, addirittura, al diabete.

Invece di cibi poco salutari, sarebbe meglio abituare i bambini a mangiare carote, mele, cereali e succhi di frutta naturali. Cercate poi di ridurre il loro tempo davanti alla televisione, stimolandoli a compiere altre attività, meglio ancora se all’aperto.

 

Mangiare di fronte al computer

Esattamente come per la televisione, il computer può diventare un nemico per la nostra salute a causa di diversi fattori, due su tutti: la promozione di una vita troppo sedentaria e possibili problemi alla vista. Alcuni studi hanno dimostrato che l’abitudine di mangiare davanti al computer aumenta il rischio di infezioni e allergie.

Oltre, ovviamente, alla già citata probabilità di disturbi quali obesità e colesterolo alto nel sangue. Non è insolito consumare il proprio pasto alla scrivania per finire presto un lavoro. Con il piatto posizionato sulla tastiera, si rispondo a email o si scrivono relazioni prendendo bocconi di cibo.

In questo modo, il piano di lavoro avrà una presenza di batteri 400 volte superiore a quella di un normale bagno. Non è tutto, le radiazioni elettromagnetiche del computer distruggono le strutture molecolari di cibo e acqua, rendendoli poco salutari. Ciò significa che essi perdono i loro nutrienti, aumentando il rischio di contrarre malattie come Alzheimer e Parkinson.

Quindi, fate un regalo ala vostra salute e provate a spegnere televisione e computer e godetevi semplicemente il cibo che state ingerendo. Rimarrete sorpresi di quanto vi apparirà più gustoso e salutare.

Pubblicato in Consigli
31 Maggio 2017
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La banana è uno di quei frutti che non manca quasi mai in casa per vari motivi: si trova tutto l’anno, è ricca di sali minerali – soprattutto potassio – e vitamine che le conferiscono indiscusse proprietà benefiche per l’organismo e la salute; infine è facile da sbucciare e mangiare, anche per uno spuntino fuori casa, un aspetto che soprattutto i più pigri non sottovalutano.

 

Purtroppo le banane mano a mano che maturano diventano sempre più scure, di un colore tra il marroncino e il nero e non tutti gradiscono il sapore e la consistenza tipici di questo “stadio finale” di vita della banana. Anche matura e prossima ad essere gettata nel secchio dell’umido la banana racchiude una serie di vantaggi, trasformandosi in ingrediente base per la preparazioni di prodotti per la cura della persona, della casa e del giardino, basta conoscere gli usi alternativi per riutilizzare la polpa e la buccia della banana.

 

1. Scrub e maschera alla banana

La polpa della banana è ricca di sostanze nutritive e idratanti per la pelle e una volta schiacciata (quando è matura è molto più facile) con una consistenza cremosa diventa la base sia per uno scrub per il corpo che per una maschera per il viso. Per lo scrub la polpa di una banana va mescolata con tre cucchiai di zucchero semolato e qualche goccia di estratto di vaniglia (facoltativo un cucchiaino d’olio per rendere il composto più cremoso) da applicare sulla pelle umida con movimenti circolari e poi risciacquato; banana e vaniglia (senza zucchero) possono essere usati come maschera idratante per il viso, avendo cura di evitare il contorno occhi.

Una maschera antirughe si prepara con una piccola banana schiacciata, due cucchiai di panna da montare, un cucchiaio di miele biologico, un cucchiaio di farina d’avena con un po’ d’ acqua o acqua di rose necessaria a rendere il composto cremoso da tenere in posa per 30 minuti sul viso pulito prima di risciacquare.

 

2. Gelato veloce

La banana congelata è il modo più rapido per preparare anche senza gelatiera un dessert gustoso e fresco; basta sbucciare una banana, tagliarla a pezzi o rondelle e surgelarle. All’occorrenza si prendono i pezzetti dal congelatore e si frullano direttamente aggiungendo eventualmente altra frutta o del cacao in polvere.

 

3. Sbiancare i denti

Prendere l’abitudine di sfregare un pezzettino di buccia di banana dalla parte interna sui denti per due minuti prima di lavarli li farà diventare brillanti e bianchi.

 

4. Punture di insetti

In caso di punture di insetti, soprattutto zanzare, per alleviare il fastidioso prurito basta strofinare sulla zona colpita la buccia della banana dalla parte interna.

 

5. Graffi e lividi

Il potassio di cui la banana è ricca aiuta a trattare piccoli graffi, su cui si strofina la buccia dalla parte interna per favorirne la guarigione, e i lividi con un impacco di polpa schiacciata che ne velocizza la scomparsa.

Pubblicato in Alimentazione
25 Febbraio 2017
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La mela è un frutto molto importante per il nostro organismo e la salute. Alcuni ricercatori sostengono che mangiare una mela al giorno può allontanare il rischio di ammalarsi di cancro. La mela è ricchissima di proprietà benefiche (pectina) efficaci per contrastare i livelli di colesterolo alto, diabete e regolarizzare l’attività intestinale.

In questo articolo vi proponiamo diverse ricette utilizzando come ingrediente principale la mela.

 

Insalate

Aggiungete una mela tagliata a spicchi alle insalate di verdure. Condite con un filo di olio extra vergine di oliva e qualche gheriglio di noci. Il risultato sarà un piatto veloce, buono e leggero.

 

Risotto

Tante persone pensano che la mela possa essere utilizzata solo per confetture, marmellate e dolci. Sbagliato, con la mela possiamo creare dei piatti unici e creativi (dall’antipasto al dolce). Vediamo come fare un ottimo risotto alle mele.

Prendete la mela verde, tagliatela a dadini e fatela rosolare con dell’olio di oliva. A parte preparate del brodo vegetale. Quando le mele sono cotte irroratele con del succo di limone per non farle annerire. Rimettere tutto in padella con il brodo e aggiungere al riso precedentemente cotto.

Per le dosi è opportuno capire quante persone siete. Per 2 persone è sufficiente una mela verde grande e 300 gr di riso. 

 

Frittelle di mele al forno

Preparare le frittelle di mele al forno è facilissimo. Per prima cosa create una pastella con uova, farina, zucchero, cannella e latte. Immergete le fette di mela in questo composto e fate cuocere al forno fino a quando non saranno dorate e morbide.

 

Mele essiccate

Avete mai assaggiato le mele essiccate che troviamo in commercio? Sono molto simili alla frutta secca e possono essere consumate da sole come snack oppure in abbinamento a piatti particolari (come decorazione). Come prepararle in casa?. Tagliare le fette di mela sottili e metterle a bagno nel limone.

Successivamente infornarle a 60° e fate cuocere fino a quando non sembreranno essiccate al punto giusto. Per utilizzare le mele per i dolci? Vedi ricetta di torta di mele, un classico che non passa mai di moda. 

Pubblicato in Alimentazione
27 Novembre 2016
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In cosmetica vengono utilizzate tantissime sostanze diverse, che di per se possono essere innocue, ma mixate ad altre possono risultare altamente “irritanti” per le pelli più sensibili o addirittura tossiche causando allergie acute.

 

Alcuni ingredienti possono dare molto fastidio alla cute, anche se sono naturali.Anche i prodotti “bio-nature” se non vengono rispettate le dosi di utilizzo del Comitato scientifico per la Sicurezza, possono provocare danni e fastidi all’epidermide. Vediamo insieme quali sono le sostanze irritanti e soprattutto quelle che vanno tenute sotto controllo (e da escludere nella formulazione dei prodotti per l’estetica e la bellezza) per la massima sicurezza. 

 

Profumi

Sono i principali indiziati della sicurezza della propria cute. Sia i sintetici che i naturali possono causare irritazioni, pruriti e arrossamenti alla pelle. Spesso viene consigliato un cosmetico inodore, che anche se meno piacevole all’olfatto, è considerato più sicuro da usare.

 

Oli minerali

Gli oli essenziali sono sostanzialmente miscele di idrocarburi, alcuni di essi vengono prodotti dalla raffinazione del petrolio e vengono impiegati nella formulazione dei prodotti cosmetici grazie alla loro azione lenitiva e emolliente.

Queste sostanze minerali in pratica possono provocare una scorretta traspirazione della pelle e contenere sostanze impure e irritanti. Altri problemi? Oltre al danno alla pelle sono di forte impatto negativo sull’ambiente. Prima di acquistare un cosmetico valutare le dosi di oli minerali, che devono essere tendenzialmente ai minimi termini.

 

Formaldeide

E’ la sostanza principale responsabile di numerose allergie della cute. Essa è contenuta in creme viso, oli da bagno, tinture per capelli etc. E’ un conservante utilizzato soprattutto nelle formulazioni a risciacquo.

La formaldeide (in dosi minime) non è un pericolo per la pelle, i problemi sussistono se invece di essere impiegata per uso topico, viene inalata accidentalmente.

 

Alcol

Quante volte vi siete trovati in farmacie e profumerie e avete notato prodotti con la scritta “no-alcol”? Questi prodotti, in genere deodoranti e spray corpo, sono tendenzialmente sicuri e al pari dei cosmetici senza profumo non creano danni alla pelle.

 

Coloranti

Queste sostanze vengono impiegate in cosmetica per dare colore ai prodotti (creme, fondotinta etc). Queste sostanze se impiegate al minimo dosaggio non creano danni, ma secondo il Comitato per la sicurezza, possono essere tranquillamente evitate.

Quali altre sostanze sono considerate irritanti e potenzialmente dannose per la cute? Ci son i conservanti e i parabeni, che meritano una menzione a parte.

 

Conservanti e parabeni sicuri?

Cominciamo a parlare dei conservanti, sostanze importanti per la formulazione di prodotti cosmetici in quanto permettono la conservazione stabile della crema,senza alterazioni. I conservanti non sono pericolosi in se per se, lo diventano se non vengono rispettate le raccomandazioni europee in termini di utilizzo.

Stesso discorso per i parabeni, che non sono altro che un gruppo particolare di conservanti. Anche queste sostanze, considerate da molti tossiche, in realtà se vengono rispettate le regole di utilizzoe di concentrazione, non hanno nessun rischio irritante per la nostra pelle. Come in ogni caso è la coscienza delle case produttrici di cosmetica a fare la differenza. A tutti coloro che decidono di provare un cosmetico invece di un altro consigliamo di valutare un insieme di parametri:

 

  • dosaggio di sostanze
  • storia dell’azienda
  • professionalità dell’azienda
  • opinioni dei clienti
  • rapporto qualità/prezzo
  • INCI del prodotto

Per non errare nella scelta chiedete consiglio al vostro dermatologo di fiducia.

 

Pubblicato in Beauty
27 Novembre 2016
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La depressione post-partum è la stessa depressione che colpisce soggetti comuni, in seguito a traumi o eventi patologici. C’è un’unica differenza nella depressione successiva al parto: la causa scatenante è il neonato!

In genere la depressione post-partum colpisce donne che in passato hanno già sofferto di disturbi depressivi e malinconici, ma non è una regola. La depressione può anche comparire per la prima volta in donne “insospettabili”.

Nei casi di recidiva i medici (ginecologi e psicologi) consigliano una terapia farmacologica preventiva antidepressiva subito dopo la nascita del bambino. Con quali sintomi si presenta la depressione post-partum? Ci sono modi alternativi alla farmacologia per affrontarla? Vediamoli insieme.

 

Sintomi della depressione post-partum

I sintomi della depressione post-partum sono simili alla depressione unipolare con alcune differenze legate alla speciale condizione di essere mamma, che in senso intimo significa “prendersi cura di un altro individuo indifeso”. E’ questa forte responsabilità che nella maggior parte dei casi scatena la depressione femminile manifestandosi con questi sintomi:

 

  • umore sottotono per l’intera giornata senza ragioni motivate
  • calo di interesse per le normali attività quotidiane
  • difficoltà o incapacità di provare piacere e gioia per situazioni di norma stimolanti ed euforiche
  • diminuzione o aumento dell’appetito con conseguenze aumento di peso o perdita ingiustificate da diete e attività sportive
  • insonnia costante
  • sensazione di agitazione o ansia costante
  • senso di affaticamento e stanchezza ingiustificati
  • calo della fiducia in se stessi
  • desiderio di piangere spesso
  • senso di colpa immotivato
  • calo della concentrazione e difficoltà a ricordare cose o eventi (anche importanti)
  • calo del desiderio sessuale
  • forte stress
  • sbalzi d’umore repentino 
  • irritabilità
  • frustrazione
  • pensieri di morte (nei casi limite)
  • problemi fisici che spesso non rispondono neanche a cure farmacologiche
  • mancanza di interesse per la creatura che si è messa al mondo

    Come curare la depressione post-partum? In genere le terapie più usate sono quelle basate sui farmaci (in particolare anti-depressivi). Perchè non provare con rimedi alternativi e meno invasivi per cercare di combattere gli stati depressivi e ricominciare a vivere?. Ecco alcuni consigli per affrontare la quotidianità delle neo-mamme che manifestano i primi sintomi di questo disturbo.

 

4 modi per affrontare la depressione post-partum

La neo-mamma sensibile alla depressione post-partum, non deve essere mai lasciata sola. Marito o compagno, familiari e amici devono fare di tutto per stare accanto alla donna e aiutarla nella quotidianità (cominciando dal donarle immenso affetto). I nostri 4 consigli per superare il momento buio e godersi il proprio bambino con gioia e serenità:

 

  1. organizzazione della giornata: tutte le persone attorno alla neo-mamma devono organizzarsi in modo da farla riposare almeno 7/8 ore e di notte fare i turni per dare da mangiare al piccolo
  2. aiuto giornaliero nell’accudimento del piccolo e nelle faccende domestiche
  3. ambiente sereno: nessuno dovrà far pesare alla neo-mamma la sua condizione temporanea. Mostrarsi gioiosi, calmi e pazienti e magari coinvolgerla in attività ludiche e shopping sfrenato (il metodo antidepressivo per eccellenza, infallibile)
  4. somministrazione di farmaci e aiuto psicologico: entrambi devono essere fatti in maniera giusta e d equa senza eccessi

 

La depressione post-partum, anche se in forma moderata, non deve mai essere trascurata. Sia le neo-mamme che i familiari già ai primi sintomi non devono vergognarsi, ma chiedere subito il parere di uno specialista e essere uniti per combattere questo disagio che nella maggior parte dei casi è solo passeggero. Provate anche con la ginnastica (MammaFit).

 

Con l’aiuto di tutti (medicina, affetti e sostegno morale) la neo-mamma tornerà presto a svolgere il mestiere più bello del mondo e crescere la propria creatura senza timore, ma solo ed esclusivamente con tanto amore.

Pubblicato in Consigli
1 Ottobre 2016
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Pensavate che la Coca Cola, bevanda più discussa e consumata al mondo, fosse solo da bere? Sbagliato! Possiamo anzi affermare che la Coca Cola è più efficace in altri usi che come bevanda. Vi abbiamo già parlato degli effetti della Coca Cola sul nostro organismo, quello che non vi avevamo ancora detto è che la bevanda più amata al mondo ha anche degli usi insospettabili ed originali degni di nota. Scopriamo insieme l’efficacia dellaCoca Cola in casa e non solo.

 

Anti-macchia

Panni sporchi con aloni che non vanno via? Niente paura c’è la Coca Cola. La bevanda infatti viene usata per eliminare le macchie impossibili dagli indumenti.

Prima di procedere al lavaggio vero e proprio, consigliamo di far agire un po’ di Coca Cola sulla macchia da trattare (soprattutto macchie di grasso) in modo che abbia il tempo di agire sullo sporco. Successivamente lavare normalmente l’indumento senza più presenza di alcuna macchia.

La Coca Cola è anche un efficace metodo contro i cattivi odori della biancheria e indumenti.

 

Elettrodomestici

Quante volte abbiamo dovuto lavare pentole con fondi bruciati? Di solito usiamo l’aceto oppure l’acqua bollente. La Coca Cola è un valido alleato contro i fondi bruciati di pentole e padelle.

 

Basta far bollire all’interno la Coca Cola. In seguito con l’aiuto di una presina o spazzola per le pulizie è possibile rimuovere le tracce in modo definitivo dalle stoviglie.

 

Anti-calcare

La Coca Cola viene impiegata per eliminare il calcare dai sanitari del bagno. Quante volte con il tempo o per colpa della pigrizia si sono formate incrostazioni nel wc, doccia o bidè. La Coca Cola le rimuove con efficacia grazie alle bollicine dell’acido fosforico.

 

Oggetti come nuovi

Problemi di argenteria opaca e ruggine? La Coca Cola risolverà ogni tipo di problema. Inumidendo un panno di cotone e usando la Coca Cola gli oggetti di argenteria torneranno a risplendere come nuovi.

Con lo stesso procedimento è possibile pulire anche gli oggetti e gioielli in rame, compreso le monete. Il consiglio è di usare la Coca Cola aperta da un po’ di tempo.

 

Ruggine

Le macchie di ruggine eventualmente presenti sul paraurti dell’auto vengono rimosse inumidendole con un panno imbevuto di Coca Coca e poi strofinandole subito dopo con un foglio d’alluminio.

La vostra auto apparirà con carrozzeria e paraurti come fossero nuovi.

 

Alimentatore automobile

Non molto tempo fa, la bevanda è stata impiegata, accompagnata dalle note caramelle alla menta, come carburante per alimentare l’automobile.

Dopo aver letto gli usi improbabili, originali ed efficaci della Coca Cola siete ancora convinti che faccia bene alla vostra salute e al vostro organismo? In ogni caso ricordatevi che l’uso è sempre meglio di un abuso.

 

 

Pubblicato in Consigli
30 Settembre 2016
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Dimagrire vi sempre impossibile? Vi assicuriamo che non lo è: basta sapere come fare.

Vi suggeriamo in questo articolo dei piccoli stratagemmi possibili da attuare che, sebbene possano apparire banali alla semplice lettura, nella pratica possono realmente essere da supporto per affrontare e vivere con meno fatica le diverse limitazioni.

1. Utilizzate posate piccole, quelle della vostra infanzia o “da dolce” per esempio: sarete obbligati ad inforchettare e masticare più volte, così da averela sensazione mentale di mangiare molto e più di quanto fate in realtà. Potete anche provare a mangiare solo utilizzando una posata come indicato dalla dieta della forchetta

2. Utilizzate piatti con diametro stretto, soprattutto per i piatti fondi: il cibo contenuto vi sembrerà di più.

3. Usate maggiormente le spezie, l’origano ad esempio: scoprirete che danno molto gusto e vi servirà poi meno sale (ossia, meno ritenzione idrica e meno cellulite quindi!);

4. Sostituite lo zucchero con il miele, scoprendoche la dolcezza è la medesima sia nelle bevande (anche per ilcaffè) sia nei dolci (anzi, ne potete utilizzare di meno) anche se più delicata, o con la stevia, un dolcificante naturale che ha poche caloria ma un potere dolcificante maggiore dello zucchero.

5. Eliminate il burro ed il soffritto: il primo potete sostituirlo con olio (nei dolci), vino bianco, salsa di pomodoro, latte (per le scaloppine ad esempio) o altre vostre preferenze meno caloriche e che “inventerete da sole”. Il secondo, invece, potete realizzarlo con vino o acqua e spezie o brodo etc., aggiungendo poi alla fine dell’olio extra vergine a crudo (sicuramente ne avrete bisogno anche di una minor quantità). Potete sostituire anche l’aceto con il limone.

6. Preferite cibi che fanno volume! Ai gnocchetti sardi o ai ravioli preferite le penne, le pipe o le reginette, che riempiono il piatto. Preferite l’insalata alle carote o ancora le michette vuote rispetto al bocconcino colmo di mollica (da evitare caldamente) che ha un peso specifico notevole. Vedrete che pur potendo mangiare la stessa quantità (a livello di peso) dei due cibi fra loro equivalenti, con i primi vi sembrerà di mangiare e sentirvi sazi molto di più.

7. Createvi delle ricette ad hoc che diano colore (vi deprimerete altrimenti nel vedere piatti spazialmente non colmi e monocolore: tristezza già in partenza, senza neanche aver assaggiato!). Nella salsa di pomodoro per la pasta ad esempio, aggiungete della verdura o ciò che vi è consentito mangiare come secondo, a pezzetti: vi sembrerà di poter mangiare un vero e ricco sugo (sempre per questione di volume e colore).

8. Tagliate il cibo a pezzi il più possibile (secondo i gusti): rispetto ad una bistecca di pollo intera, dei bocconcini o straccetti (sempre dello stesso peso totale) vi appariranno molto di più.

9. Cucinate le pietanze arricchendole con funghi salsa di pomodoro, pomodorini, basilico, etc.: rispetto ad una bistecca ai ferri o in pentola con solo vino per cuocere, se si aggiunge un ingrediente “irrilevante” a livello calorico come i sopracitati (quindi qualche pomodorino tagliuzzato o qualche fungo secco), il cibo verrà più gustoso, meno triste a vedersi e più voluminoso e attraente;

 

10. Cercate di sedervi a tavola per ultimi e mangiate con calma, masticate molto e lentamente, e intervallate il più possibile con un bel bicchiere d’acqua (soprattutto cominciate a bere ancor prima di mangiare: attenua la fame). Altrettanto, cercate di alzarvi per prime da tavola (per sparecchiare o pulire o servire) o, durante pranzi/cene in compagnia, fate spesso delle uscite o “passeggiate” lontano dal vostro piatto.

11. Non sfiorate pane e grissini quando partecipate a pranzi/cene sociali: ingurgiterete già abbastanza calorie con le semplici portate che vi serviranno.

12. Cercate di star lontano fisicamente da panettieri, pasticcerie, gelaterie o a ciò che vi fa gola: è sufficiente camminare sul marciapiede opposto o evitare il reparto o passando, guardare e concentrarsi su altro o limitare/saltare/ridurre le pause colazione/caffè/merenda/aperitivo a cui c’è del cibo allettante, facile da assumere (anche solo per la “compagnia”) e acerrimo nemico per la dieta. Questo trucco è utile soprattutto durante il primo periodo di dieta, che è il più duro, e fino a quando non sarete tanto forti e soprattutto abituate a saper rinunciare.

13. Quando avete davanti a voi una tentazione, pensate che quel minuscolo miscuglio di ingredienti, in meno di 30 secondi, vanifica tutta la fatica e le rinunce che avete fatto in una settimana!

14. Concedetevi una volta alla settimana un premio. Cosa è più importante per voi? A cosa non potete rinunciare o vivere senza? Ecco, una volta alla settimana, mangiatelo! Una porzione normale, anche solo “per farvi il gusto in bocca”, ma fatelo: lo apprezzerete ancor più e vi sentirete ancor più soddisfatte di voi stesse e di quello che state facendo per voi stesse.

15. Quando avete di fronte cibi allettanti, chiedetevi se ne vale la pena: “è davvero così buono da poter rovinare tutto quello che ho fatto?” oppure “è più importante del risultato a cui voglio arrivare?” oppure “questo è ciò a cui proprio non posso rinunciare o preferisco concedermi qualcos’altro?”. Ponetevi 1/2 settimane come tempo per la vostra concessione di gola: vi servirà come tempistica di resistenza per decidere cosa concedervi (e aspettare il premio) e per trattenervi poi dal mangiare ancora qualcos’altro in quell’arco di tempo. Segnatelo anche sul calendario, saranno scadenze gradite e attese poi!!!

16. Riflettete sul valore che date al cibo: è un piacere e dà soddisfazione certo, ma non è tutto! E alla fine, non vi regala la felicità vera. Cercate di capire cosa sostituisce in realtà e dategli un’importanza più appropriata. Sicuramente capirete che i problemi si possono solo risolvere in altro modo, direttamente, e non attraverso un espediente come il cibo. E vi accorgerete che voi ed il vostro benessere anche fisico, siete molto più importanti del vostro palato;

17. Ascoltate il vostro corpo! Soprattutto quando comincerete ad abituarvi al nuovo regime alimentare (di gusto e di quantità; e se è una dieta seria, non patirete di certo la fame!), sarà lui stesso a  moderarsi nella richiesta di cibo e a farvi capire di esser sazio e che alcuni cibi non sono sani o ideali per il suo benessere.

Non aver voglia di mangiare, sentire lo stomaco gonfio o far fatica a digerire sono chiari segnali che il nostro corpo non gradisce più nient’altro o certi tipi di alimenti: seguite le sue indicazioni, starete meglio nelle ore seguenti e a lungo termine; avrete sicuramente un’altra occasione per poter mangiare quella pietanza e sicuramente, con più voglia e predisposizione fisica.

18. Non demordete. All’inizio i risultati non si vedranno e avrete molta insoddisfazione (e nervoso) perché vi sforzate per qualcosa che non arriva. Ma proprio questo migliorare poco a poco, sarà ciò che apprezzerete di più perché poi non lo recupererete (a meno che non ricominciate a mangiare come prima, certo…)

19. Non entrate in conflitto con il vostro corpo, guardate alla dieta come ad un gioco, come ad una sfida fra voi e lei: chi vince? Pensate che voi siete intelligenti però e potete escogitare molti stratagemmi per “fregare” la dieta: inventate da voi altre tecniche pratiche e psicologiche o ricette che, con gli ingredienti consentiti, vi piacciano e non vi facciano pesare le restrizioni imposte. Sarà una partita sempre aperta e vi divertirete anche a provare e studiare i vari modi possibili;

20.Tenete sempre a mente perché lo fate e volete farlo. E’ più importante il vostro obiettivo della vostra voglia di mangiare e cedere! Siete forti e ce la fate!!!

Se considerate la dieta come un nuovo modo di mangiare, di considerare il cibo ed il vostro corpo, di conoscere ed imparare le proprietà dell’uno e i bisogni dell’altro, diventerà essa stessa il vostro nuovo modo di cucinare, alimentarvi e autolimitarvi, senza alcun bisogno di regole e controlli esterni.

Diverrà il vostro modo normale di mangiare, apprezzerete molto di più quello che mangerete quando lo mangerete, affinerete il vostro palato e i vostri gusti (scoprendo anche nuovi sapori che non immaginavate: ad esempio, conoscete il vero sapore della verdura?).

Insomma, la dieta sarà parte di voi, neanche la leggerete più da quanto la conoscete, e non sarà più una fatica!!!

 

Pubblicato in Consigli
6 Settembre 2016
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Siamo rientrati dalle vacanze al mare e la fine delle ferie rischia di coincidere con la perdita della tanto faticata tintarella che rende la nostra pelle più bella e luminosa. Esistono però alcuni semplici passi che consentono di prolungare gli effetti del sole sulla pelle del corpo e del viso, uno modo naturale, sfruttando l’azione di sostante semplici e facilmente reperibili in casa. 

 

  • Il primo modo per prendersi cura della nostra pelle è seguire una buona alimentazione. Facciamo in modo che la nostra dieta preveda frutta e verdura di colore giallo-arancio, frutti rossi, preziosi antiossidanti e curativi, frutta secca ed olio di oliva, ricchi di vitamina B ed E e cerchiamo di bere almeno 2 litri di acqua al giorno, per mantenere la nostra pelle elastica e ben idratata.
  • Evitiamo di fare il bagno sopratutto a temperature troppo calde, perché il contatto prolungato con l’acqua favorisce la desquamazione. Meglio preferire la doccia, con acqua tiepida
  • Molto utile l’uso di un olio per il corpo, prima di mettersi sotto la doccia, così da creare una barriera idrolipidica adeguata, contro l’azione disidratante del calcare.
  • Mentre ci asciughiamo cerchiamo di tamponare la pelle con l’asciugamano piuttosto che sfregarla, per evitare di stressarla troppo ed agevolare la perdita del colorito.
  • Applicare quotidianamente una crema idratante, e durante il periodo di esposizione ai raggi solari un doposole specifico. 
  • evitiamo il più possibile l’uso di prodotti a base di alcool, come i profumi d esempio che rischiano di inaridire la nostra pelle. Preferiamo acque profumate e creme agli oli essenziali che mantengono inalterata l’idratazione della nostra cute. 
  • Infine, è utile approfittare degli ultimi scampoli d’estate per mantenere il colore della nostra pelle, il più a lungo possibile. Utilizziamo qualsiasi momento libero all’aria aperta per sfruttare il più possibile i raggi del sole di fine estate che stimolano positivamente la nostra melanina. Bastano infatti anche soli venti minuti trascorsi al sole per fissare e mantenere il colore ottenuto in vacanza. 
Pubblicato in Consigli
27 Agosto 2016
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Al mare i capelli si seccano e sfibrano molto facilmente, a causa del sole, del aria salmastra e del vento: come fare per proteggerli?

 

  • Prima di partire concedetevi qualche trattamento nutritivo e rinforzante. Non stressate i capelli con tinte, maches o messe in piega, cose che li rendono più fragili all’azione aggressiva del sole, mare e sabbia.

 

  • Sotto il sole cercate di proteggere i capelli con un foulard annodato in testa o un cappello di paglia. Potete spalmare sui capelli l’olio di cocco, ingrediente in grado di garantire la giusta protezione dai raggi uva e che donerà inoltre alla vostra chioma un buonissimo profumo. Infine dopo ogni bagno in mare risciacquare sempre la salsedine dai capelli con una doccia fresca: questo li proteggerà dall’azione aggressiva del sale, che sfibra e indebolisce il cuoio capelluto.

 

  • Dopo l’esposizione al sole lavate bene i capelli con degli shampoo naturali e delicati. Dopo lo shampoo usare sempre il balsamo, magari a base di semi di lino o olio di argàn. Se si vuole concludere il trattamento in bellezza, applicate delle maschere ricostituenti fai da te sui capelli, a base di yogurt, limone e miele oppure con impacchi ai semi di lino.

 

  • In estate evitare di utilizzare il phon, preferite invece un asciugatura naturale
Pubblicato in Consigli
29 Luglio 2016
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