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Non ci sono dubbi sul fatto che bere una buona quantità di acqua per rimanere idratati è importante per diverse ragioni. Alcune di queste sono: prevenire l’affaticamento, regolare la pressione sanguigna, stimolare le attività del metabolismo e controllare il senso di sazietà e, in generale, garantire le funzioni vitali.

 

 

È possibile, però, bere dosi di acqua tali da risultare dannose? La risposta è sì. L’intossicazione da acqua è considerata una condizione molto seria che ha bisogno di essere diagnosticata e trattata in modo repentino per evitare la comparsa di gravi complicazioni.

 

 

Essa è conosciuta con diverse denominazioni, quali: iponatremia, iperidratazione o accumulo eccessivo di liquidi. Tutte però si riferiscono al tipico squilibrio di elettroliti che si verifica quando l’acqua che si beve è decisamente troppa per il corretto funzionamento del nostro sistema vitale.

 

 

 

Esistono diversi fattori in grado di causare un’intossicazione da acqua, ma è anche possibile prevenirla con semplici mosse. Spesso interessa le persone già affette da altre patologie a causa delle quali hanno subito cure mediche oppure coloro con disturbi mentali, ma può colpire anche i soggetti senza una particolare storia clinica alle spalle.

 

Capiamo meglio cos’è questo disturbo e quali sono le informazioni necessarie da conoscere per scongiurare la sua comparsa.

 

Cos’è l’intossicazione da acqua?

 

L’intossicazione da acqua è un abbassamento della concentrazione di sodio nel sangue (iponatremia) che avviene in seguito al consumo di un’elevata quantità di liquido senza un adeguato ricambio del sodio precedentemente diminuito. L’iponatremia è, in ambito medico, il contrario dell’ipernatremia, cioè il processo di disidratazione del corpo.

Principali cause del’intossicazione da acqua

 

Questo tipo di disturbo è stato riscontrato in presenza di diverse situazioni cliniche:

  • Bisogno compulsivo di bere continuamente. Si verifica soprattutto in presenza di malattie mentali o gravi handicap
  • Grande assunzione d’acqua in combinazione con un aumento della vasopressina, un ormone antidiuretico
  • Incidenti legati al calore. I soggetti che subiscono lesioni del genere tendono a bere grosse quantità di acqua per prevenire la possibile disidratazione. Questa mossa può rivelarsi controproducente se le dosi raggiungono livelli molto elevati e l’azione viene protratta per lungo tempo
  • Disfunzione dei reni, diabete o gastroenterite. In situazioni del genere, l’intossicazione da acqua è tipicamente trattata con lavande gastriche
  • Interventi chirurgici, in particolare alcune complicazioni derivanti dall’utilizzo di classiche tecniche operative
  • L’assunzione di certe sostanze stupefacenti. Esse infatti mettono a rischio l’equilibrio di elettroliti nel corpo. Aumentano inoltre la sete e causano una maggiore perdita di sodio attraverso l’urina

 

 

Sintomi del’intossicazione da acqua

 

I principali sintomi dell’intossicazione da acqua includono:

  • Mal di testa, confusione e perdita del senso dell’orientamento
  • Nausea e vomito
  • Sintomi psicotici, quali delirio, comportamenti inappropriati e allucinazioni
  • Debolezza muscolare, crampi, spasmi e affaticamento cronico
  • Difficoltà nella respirazione
  • Battito cardiaco irregolare

 

Alcuni di questi sintomi possono facilmente venir confusi con quelli di una seria infezione virale. Per questo motivo, al suo primo stadio, l’intossicazione da acqua non è facile da diagnosticare con certezza. Questo disturbo può colpire anche neonati e bambini. I sintomi dell’intossicazione da acqua negli infanti includono anche pianto continuo e convulsioni.

 

Rimanere idratati senza il rischio di un’intossicazione da acqua

 

Qual è, quindi, la quantità giusta di acqua da bere per mantenere in salute il nostro organismo senza il rischio di iponatremia? Per prevenire un’intossicazione da acqua è importante limitare la sua assunzione a non più di 1 litro e mezzo in un’ora, anche durante o dopo un’attività fisica.

Quando sentite di non riuscire più a ingerire altra acqua all’interno del corpo, non sforzatevi di bere ad ogni costo. Cercate di bilanciare la quantità di liquidi assunti con quelli persi: è bene bere acqua in proporzione al sodio che si sta consumando e alle sostanze che vengono espulse attraverso sudore e urina.

Un altro accorgimento per evitare l’intossicazione d’acqua è quello di seguire una dieta bilanciata che comprenda cibi ricchi di acqua, ma anche alimenti contenenti sodio. Ricordate poi di tenere sempre sotto osservazione eventuali disfunzioni legate a reni, diabete e infiammazioni intestinali.

L’acqua non è l’unico liquido in grado di causare uno squilibrio degli elettroliti. Anche tè, bevande energetiche, e succhi di frutta possono contribuire alla diminuzione del livello di sodio e provocare un’intossicazione da acqua.

Non esiste una quantità di acqua da bere che sia standard per tutti. Ogni persona ha differenti esigenze che determinano la dosi ottimali di liquidi da ingerire. Tuttavia, in linea di massima, si consiglia di bere dai 6 ai 7 bicchieri di acqua al giorno, che possono però diminuire nel caso si mangino moltissimi alimenti particolarmente ricchi di liquidi, come insalate, frutta o centrifugati.

 

Pubblicato in Consigli
29 Marzo 2018
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ll sonno gioca un ruolo importante nel benessere psicofisico. Dormire abbastanza ore, al momento giusto, aiuta a proteggere la salute mentale, a permettere il corretto svolgimento dei processi fisiologici e a migliorare la qualità della vita.

 

 

Il modo in cui ci si sente da svegli, dipende in parte da cosa è accaduto durante il sonno. In questa fase, il corpo lavora per supportare il lavoro del cervello e mantenere le funzioni vitali. In bambini e adolescenti, il sonno è fondamentale anche per un corretto sviluppo.

 

 

I danni derivati da un deficit del sonno possono manifestarsi all’improvviso – è il caso, ad esempio di un repentino calo dell’attenzione o dei riflessi motori – o danneggiare l’organismo a lungo termine. Dormire meno ore del necessario, causa inoltre difficoltà nel pensare, lavorare, studiare e relazionarsi con gli altri.

 

Funzioni cerebrali e benessere emozionale

Dormire aiuta il cervello a lavorare nel modo appropriato. Mentre si dorme, il cervello si prepara ad affrontare la giornata che verrà e costruisce nuovi sentieri per aiutare ad apprendere e ricordare informazioni. Molti studi hanno dimostrato come una buona qualità del sonno migliori la capacità di apprendimento e di risoluzione dei problemi.

Dormire bene aiuta inoltre a prestare maggiore attenzione, prendere decisioni ed essere creativi. Al contrario, poche ore di sonno a notte alterano l’attività di alcune zone del cervello e possono condurre a stati di malessere psicologico come la depressione, che può poi sfociare in atteggiamenti dannosi per se stessi e per gli altri.

I bambini che soffrono di un deficit del sonno, potrebbero avere problemi nell’interazione con i loro coetanei: è più facile, per loro, sviluppare infatti rabbia e impulsività.

 

Salute fisica

Anche il benessere fisico dipende molto dalla qualità del nostro sonno. Ad esempio, l’atto del dormire è legato alla guarigione e alla cura di cuore e vasi sanguigni. Di conseguenza, dormire poco può condurre a un aumento di malattie cardiovascolari, malattie ai reni, pressione alta, diabete e infarto.

Inoltre, chi dorme un numero di ore non sufficienti è maggiormente a rischio obesità: ad ogni ora di sonno persa, le probabilità aumentano. Dormire aiuta a mantenere bilanciati i livelli di ormoni che stimolano il senso di fame e di sazietà. Quando non si dorme abbastanza, i primi salgono, mentre i secondi si abbassano, facendoci sentire più affamati di quanto in realtà non siamo.

Un buon sonno ha effetti anche sul modo in cui il corpo reagisce all’insulina, l’ormone che controlla il livello di glucosio nel sangue: dormire poco ne aumenta la percentuale, con conseguente rischio di sviluppare il diabete.

Per i ragazzi, dormire bene è fondamentale: il sonno innesca la produzione dell’ormone della crescita che, oltre a consentire il corretto sviluppo, rinforza la massa muscolare e aiuta a riparare cellule e tessuti danneggiati.

Il sistema immunitario, fa affidamento sulle ore di sonno, per mantenersi sano. Esso difende il corpo contro le particelle estranee e dannose e una prolungata carenza di sonno può alterarne la risposta.

 

Azioni quotidiane e sicurezza

Garantirsi il giusto riposo ogni notte aiuta nelle azioni che compiamo ogni giorno. Chi dorme di meno è anche meno produttivo nel lavoro e a scuola. Queste persone impiegano più del dovuto a finire le mansioni, hanno un minor tempo di reazione e commettono più errori.

Perdere anche solo un’ora di sonno a notte, per un tempo prolungato, porta l’organismo a comportarsi come se non avesse dormito per un giorno o due. Dormire poco può condurre anche a frequenti colpi di sonno che si manifestano durante le ore di veglia senza rendersene conto.

Essi sono brevissimi e possono sopraggiungere in qualsiasi momento, senza preavviso, rendendo pericoloso svolgere le più disparate attività. Sono particolarmente preoccupanti quando si presentano alla guida o durante lo svolgimento di lavori pesanti.

 

Quanto bisogna dormire?

La quantità di sonno di cui si ha bisogno ogni giorno varia durante il corso della vita. Sebbene essa dipenda anche da persona a persona, generalmente un adulto dovrebbe dormire 7 o 8 ore a notte. Per gli adolescenti, il numero di ore di sonno si alza a 8-9, mentre per i bambini in età scolare sono preferibili 10 ore al massimo.

Alcune persone compensano la perdita di ore di sonno notturne con il sonnellino pomeridiano. Esso può garantire un sostegno a breve termine nella qualità della prontezza e delle performance. Tuttavia, il sonnellino non fornisce tutti gli altri benefici dati da un’attività di sonno regolare.

Di solito, si tende a dormire di più durante i giorni di vacanza che non in quelli lavorativi: ciò può essere segno di un danneggiamento della qualità del sonno. Sebbene questo atteggiamento sembra farci sentire meglio, in realtà può turbare il ritmo sonno-veglia del nostro corpo.

Garantire le giuste ore di sonno all’organismo è di fondamentale importanza. Per questo motivo, se vi rendete conto di non dormire abbastanza e di perdere più ore di sonno del normale, rivolgetevi al vostro medico che saprà consigliarvi il giusto percorso da seguire per risolvere il disturbo.

 

 

Pubblicato in Consigli
7 Agosto 2017
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Il tuo corpo è una macchina perfetta e quando qualcosa non va invia segnali specifici che non devi mai sottovalutare. Spesso si tratta di situazioni passeggere e di facile soluzione, altre volte invece i segnali sono indicatori di qualcosa di più “serio” da non sottovalutare. Ecco gli 8 segnali del corpo da prendere sul serio.

 

 

Cerchi scuri sotto gli occhi

 

I cerchi scuri sotto gli occhi possono essere un indicatore di carenza di sonno ( i medici consigliano di riposare almeno 7 ore a notte) ma anche una spia di qualche altra patologia come l’anemia (carenza di globuli rossi). E’ consigliabile fare le analisi di routine e se il problema risulta essere solo il poco sonno prova a rimediare con i sonniferi naturali.

 

 

Cambiamenti di colore sulle dita

 

Cambiamenti di colore sulle dita è un sinonimo abbastanza netto di sbalzi di temperatura che non apportano ossigeno ai vasi sanguigni provocando spasmi. E’ la cosiddetta sindrome di Reynaud da non sottovalutare, 

 

Rumori nello stomaco

Rumori e brontolii dello stomaco, se non passano subito e sono accompagnati da dolore, si consiglia una visita medica per scongiurare problematiche intestinali più gravi.

 

Desquamazione della cute

Hai notato alterazioni della cute con prurito, desquamazioni e macchie? Potrebbe essere il sintomo di una carenza organica di vitamine o di un’infezione micotica. Consultare un dermatologo.

 

Perdita dell’olfatto

E’ una sensazione molto spiacevole quella di non avvertire più profumi e odori. Cosa fare? Potrebbe essere un segno di invecchiamento delle ghiandole olfattive derivanti da un problema al sistema nervoso. Se il sintomo si avverte in età giovane è consigliabile rivolgersi a un medico, in ogni caso potrebbe essere un problema di raffreddore o infezione virale.

 

Contrazioni palpebre

Una contrazione prolungata delle palpebre potrebbe essere un indicatore di problemi neurologici. Se è un disturbo passeggero è legato a lunghi periodi davanti al pc, tamponare con garze in cotone imbevute di acqua fredda

 

Ronzio nelle orecchie

Un fastidioso rumore e ronzio nelle orecchie costante non deve essere sottovalutato, in alcuni casi è una conseguenza di ambienti di lavoro (come treni e macchinari aziendali), altre potrebbe essere un disturbo più serio, una vera e propria malattia da indagare.

 

Pubblicato in Consigli
25 Febbraio 2017
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L'eritema solare, il terrore dei bagnanti quando si espongono ai raggi solari e sono intenti a godere della famosatintarella.

Chi di voi non ha mai preso l’eritema solare? In pochissimi avrete risposto “Mai”. Questo perché l’eritema colpisce una percentuale altissima di soggetti che vanno al mare e godono dei primi raggi del sole senza un’adeguata e corretta protezione ed esposizione.

Vediamo insieme cos’è l’eritema solare? Come prevenirlo? Come riconoscerlo dai sintomi? E soprattutto come curarlo?

 

Cos’è l’eritema solare

L’eritema solare, meglio conosciuto come scottatura o “colpo di sole” compare sulla pelle quando ci si espone ai raggi solari con una protezione non sufficiente, superando la tolleranza della pelle al sole.

Nessuno è esente da eritema, in genere sono più a rischio i fototipi chiari (coloro che hanno una pelle bianchissima e i capelli chiari), ma anche una persona con la pelle scura può essere colpita da eritema soprattutto se esposta al sole senza un’adeguata protezione in una località caraibica o in alta montagna.

Quando compare l’eritema solare? Come ci accorgiamo che ne siamo stati colpiti?

 

Sintomi: come riconoscere l’eritema solare

Riconoscere l’eritema solare non è difficile, se vedete la vostra pelle diventare rossa con la comparsa di bolle che tendono a squamarsi non ci sono dubbi: è eritema!

 

Ci sono vari livelli di eritema solare, dai più lievi a quelli più seri che spesso portano alla comparsa di febbre alta. I gradi dell’eritema sono così distinguibili:

 

  • Eritema leggero: la pelle si arrossa leggermente e questo colorito tende ad andare via nel giro di pochi giorni, senza comparsa di bolle, né desquamazioni e neppure abbronzatura
  • Eritema medio: la pelle è abbastanza arrossata e premendo sulla zona interessata si sente dolore e si nota anche un certo gonfiore alla vista. Dopo pochi giorni il rossore scompare e la pelle diventa abbronzata senza procurare desquamazioni
  • Eritema forte: la pelle è molto rossa (quasi viola), si sente dolore e la zona interessata è molto gonfia. Dopo 3-4 giorni compare la desquamazione e si nota un’abbronzatura a macchia di leopardo
  • Eritema molto forte: si tratta di una vera e propria ustione di primo grado superficiale. La pelle è rosso vivo, presenta bolle e una forte desquamazione che lascia il tessuto cutaneo senza abbronzatura. Possono comparire anche altri fastidi e disturbi a livello fisico, come nausea, febbre, mal di testa e vertigini.

 

In genere i sintomi, soprattutto quelli più intensi dovuti ad un’eritema forte o molto forte compaiono 6-12 ore dopo l’esposizione al sole. Quando vi accorgete subito della gravità, ovvero di essere di fronte ad una vera e propria ustione di primo o secondo grado con rossori intensi, bolle e desquamazioni correre subito ai ripariconsultando un medico o rivolgendovi ad un esperto che vi consiglierà i prodotti e i rimedi da adottare.

 

Come curare l’eritema solare

E’ importantissimo riconoscere tempestivamente un’eritema solare. I tempi in questo caso sono decisivi per cercare la migliore soluzione per intervenire e curare l’infiammazione e soprattutto per evitare conseguenze spiacevoli.Un’eritema solare se non curato bene oppure peggio ancora non riconosciuto o ancora trascurato può portare alle seguenti conseguenze:

 

  • L’eritema solare aumenta il rischio di comparsa di macchie cutanee
  • Aumenta la formazione di cheratosi attinica
  • Aumenta il rischio di tumore della pelle (melanoma)
  • Accelera i processi di invecchiamento con la formazione di rughe e perdita di tono ed elasticità della pelle

Quali sono le cure dell’eritema solare? Per curare l’eritema è consigliato rivolgersi ad uno specialista per decidere la migliore terapia. In genere i rimedi per l’eritema solare sono:

  • Idratare subito la pelle con creme e lozioni specifiche per ottenre un immediato sollievo. Si consiglia di tenere in frigorifero il prodotto prima di applicarlo sulla pelle affetta da eritema
  • Stare in ambienti freschi o vicino ad un ventilatore per attenuare (anche se momentaneamente) la sensazione di dolore e bruciore
  • Fare una doccia fredda o applicare del ghiacchio avvolto in un panno di lino o cotone e strofinarlo delicatamente sulla zona colpita
  • La crioterapia è un ottimo rimedio per alleviare i sintomi dell’eritema solare
  • Applicare direttamente sulla pelle da trattare impacchi calmanti a base di aloe, camomilla, menta piperitaecc,)
  • Bere molti liquidi
  • Applicare costantemente creme emollienti per facilitare anche la regressione della desquamazione
  • Assumere antidolorifici per accelerare il processo di guarigione e allontanare il fastidio da bruciore dovuto all’eritema

 

Seguire questi consigli in caso di eritemi leggeri o medi, per quelli più forti consultare subito un medico perché in questi casi è necessaria una terapia a base di cortisoni o antibiotici (creme o per via orale.

 

Tra i farmaci più usati in casi di eritema, locoidon (pomata cortisonica), benzocaina (Foille), lidocaina. Il medico valuterà la cura migliore e più efficace.

I soggetti colpiti da eritema devono anche seguire una sana alimentazione a base di vitamine, preferire frutta everdura e bere almeno due litri di acqua al giorno.

Non esporsi al sole nel periodo di convalescenza, se dovete necessariamente esporvi ai raggi solari non fatelo nelle ore più calde e soprattutto copritevi con una t-shirt.

 

Prevenire l’eritema solare

Prevenire l’eritema solare è possibile ma spesso non garantisce la totale immunità dal cosiddetto “colpo di sole”. In ogni caso seguire delle semplici regole allontana di certo il rischio eritema.

 

Ricordatevi di:

  • Prima di esporvi al sole spalmate già a casa una crema con protezione alta e ripetete in spiaggia l’operazione più volte
  • Evitate di esporvi nelle ore più calde (11-15)
  • Indossare sempre un cappello, fascia o una bandana insieme ad occhiali da sole per proteggere gli occhi dai raggi UV
  • Evitare l’esposizione diretta ai raggi solari (soprattutto dei bambini)

Sdraiati al sole, godi del benessere dei suoi raggi, abbronzati, ma attento alla tua pelle:“Proteggila” con una sana e corretta esposizione.

Pubblicato in Consigli
3 Luglio 2016
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I mirtilli sono un concentrato di virtù e benefici della natura

Sono solitamente un prodotto del sottobosco, ma oggi si possono trovare senza problemi anche al supermercato: rossi, blu o neri (i più comuni in commercio).

 

Il mirtillo contiene zuccheri, pectine, tannini, mirtillina (glucoside colorante), antocianine, vitamine A, C, B9, fosforo, manganese, calcio e, in quantità minore, vitamina B.

Gli antociani o antocianine hanno una funzione antiradicalica, antiossidante, antiemorragica, apportano benefici alla retina (grazie alla rodopsina, una proteina che migliora la capacità di vedere in condizioni di luce bassa e ne migliora l’adattamento all’oscurità). Inoltre, i mirtilli proteggono dalla fragilità capillare rafforzando il tessuto connettivo, migliorandone anche l’elasticità e il tono, sono anche in grado di prevenire patologie cardiovascolari, proteggere dai tumori e addirittura ritardare il naturale processo d’invecchiamento.

Il mirtillo apporta anche discrete quantità di acidi organici (citrico, ossalico, idrocinnamico, gamma-linolenico, folico e malico).

L’acido ossalico è quello che conferisce il classico sapore asprigno; l’acido idrocinnamico è in grado di neutralizzare le nitrosammine cancerogene (prodotte nell’apparato digerente in conseguenza dell’ingestione di nitrati); l’acido gamma-linolenico è molto utile al sistema nervoso perché previene la nefropatia diabetica; l’acido folico (è una vitamina) contiene tannini e glucosidi antocianici, i quali danno al frutto il suo caratteristico colore (in quantità inferiore sono presenti anche nelle fragole e negli spinaci).

 

Il mirtillo è anche indicato per contrastare gli eczemi e combattere l’odiata forfora.

Per ottenere risultati apprezzabili è necessario bere una tazza di tisana tre volte al giorno. Tisana che si può anche impiegare per effettuare impacchi e abluzioni. Ecco la ricetta per prepararla: versa tre cucchiai di mirtilli in un litro di acqua e lasciali bollire per cinque minuti, spegni il fuoco e lascia in infusione ancora per altri dieci minuti, prima di filtrare il tutto. Bevine almeno tre tazze al giorno.

 

Se il problema è la fragilità capillare fate bollite per 10 minuti 20 gr di foglie di mirtillo nero in mezzo litro d’acqua. Filtrate e bevete nel corso della giornata.

 

In alcune recenti ricerche americane, il mirtillo nero è risultato ottimo per prevenire l’Alzheimer, o meglio, per migliorare la memoria e ottenere un effetto positivo sull’equilibrio e sulla coordinazione motoria, tutto merito delle antocianine.

Il mirtillo nero è quello maggiormente ricco di principi salutari, ma anche quello rosso è ricco di ferro, vitamina C e fibre. I suoi frutti sono molto saporiti e generalmente vengono utilizzati per la preparazione di ottime marmellate, gelatine, salse, conserve e grappe. In medicina i mirtilli rossi vengono utilizzati per prevenire e curare le infezioni alle vie urinarie (in particolar modo la cistite provocata da Escherichia coli).

 

Il mirtillo rosso è utile anche per chi soffre di calcoli renali, come coadiuvante in caso di diarrea, stitichezza, colon irritabile ed emorroidi. I mirtilli rossi hanno anche la capacità di attenuare i piccoli inestetismi della pelle come la couperose, avendo proprietà astringenti, toniche e rinfrescanti. Se soffrite di questo disturbo, potete creare in casa una maschera per il viso: bollite per 10 minuti un cucchiaio di mirtilli in un quarto di litro d’acqua, schiacciate il tutto aggiungendo 2 cucchiai di avena polverizzata e mescolate. Stendere sul viso tenendo per 15minuti, poi sciacquare con acqua tiepida. Questo trattamento è da fare tre volte alla settimana.

 

Infine, il succo fresco di mirtillo ha proprietà in grado di migliorare la diuresi e i disturbi dovuti alla cistite. Ecco una semplice ricetta: lavate 100 grammi di mirtilli e frullateli con il succo di mezzo limone e 1 cucchiaino di miele. Aggiungete un po’ di acqua se volete un succo più diluito. Dolcificate con il miele.

Se non amate “pasticciare” in cucina, al supermercato potete acquistare in bottiglia o brik del succo di mirtillo pronto da bere.

Pubblicato in Alimentazione
15 Agosto 2015
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Ha molti nomi: colon irritabile, colon spastico e colite mucosa, ma indicano tutti lo stesso problema. La sindrome dell'intestino irritabile è uno tra i disturbi senza cause organiche più comuni e frequenti.

Le cause che possono portare a questa patologia sono diverse, e non è ben chiara la causa scatenante della sindrome, ma le persone affette dal problema spesso sono ansiose e manifestano tensione o aggressività e depressione. Agli stimoli emotivi e alla somministrazione di alcuni farmaci (come i lassativi) corrisponde un aumento dell'attività motoria del colon, e questo fa pensare che la sindrome rappresenti una esagerazione delle normali funzioni.

 

Colite: come si manifesta

La vittima tipo della colite (con un rapporto 2 a 1) è donna. I primi sintomi avvertiti sono quelli di dolore e gonfiore addominale, diarrea o stipsi.

Il dolore,  può comparire in qualsiasi parte dell'addome ma di solito si manifesta al fianco sinistro è sicuramente una condizione sempre presente in tutti i soggetti. Le fitte peggiorano con l'assunzione di cibo e qualche volta nelle ore notturne. Non è ascluso che queste fitte siano accompagnate inoltre da problemi di stipsi con distensione addominale ed espulsione di feci sotto forma di palline dure e secche, oppure forti episodi di o espulsione di semplice muco. Alcune persone lamentano anche una cattiva digestione e un senso di pienezza dello stomaco dopo i pasti.

 

Colite: come si cura

La colite, per quanto fastidiosa possa essere, non è una malattia grave. E' difficile consigliare una cura, perché la causa della malattia, come dicevamo, non è conosciuta. I sintomi possono però essere ammorbiditi cercando di diminuire lo stress limitando risposte brusche o esagerate a situazioni di tensione emotiva.

Ci sono anche soluzioni farmacologiche come antispastici, sedativi e antidepressivi nei casi determinati da grande ansia e con molto dolore.

 

Un consiglio valido per tutti è quello di seguire una buona regola alimentare, con pasti regolari e moderati, evitare gli alcolici e i cibi troppo speziati aiuterà a migliorare il problema. Per combattere la stipsi invece è opportuno non abusare di lassativi irritanti, ma ricorrere all'aiuto di una dieta idonea, integrata da una buona attività fisica.

Pubblicato in Consigli
12 Aprile 2015
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Il periodo delle festività Natalizie è fatto di momenti bellissimi, da tenere cari nella mente, purtroppo pero' è inevitabilmente legato agli eccessi alimentari che ci lasciano tanti chili di troppo.

Se vi sentite gonfie e spossate per aver mangiato e bevuto troppo, ora è il momento di correre ai ripari e di riacquistare la forma perduta.

La cosa principale da fare, oltre a seguire una regime alimentare corretto è purificarsi. Sgonfiarsi è facile, si può fare con l’ausilio bevende benefiche come le tisane alle erbe

 

 

 

Vogliamo regalarvi tre ricette che vi aiuteranno a produrre delle tisane salutari e buonissime:

 

1 Tisana depurativa

 

Ingredienti:

30g di bardana

30g di cardo mariano

20g di anice

10g di liquirizia

10g di menta

 

 

Preparazione: miscelate tutte le erbe, prendete un cucchiaio di miscela e mettetelo a macerare per circa 2 ore in una tazza d'acqua. Portate ad ebollizione e lasciate in infusione per mezz'ora.

 

Dose consigliata: un litro al giorno da dividere in quattro tazze. Bere l'infuso lontano dai pasti.

 

2 Tisana drenante

 

Ingredienti

30g di foglie di betulla

30g di foglie di frassino

20g di foglie e fiori di biancospino

20g di fucus

 

Preparazione: miscelate tutte le erbe e versatene 15g in una tazza d'acqua fredda; fate bollire per circa 3 minuti. Fate riposare per un'ora e filtrate.

Dose consigliata: 4 tazze al giorno per una settimana; fate pausa per una settimana e riprendete con le 4 tazze al giorno per un mese. Questa tisana è particolarmente indicata per chi ha senso di pesantezza e gonfiore dovuti alla ritenzione idrica.

 

 

3 Tisana dimagrante

Ingredienti:

15g di liquirizia

25g di melissa

20g di frangola

40g di fucus

 

Preparazione: miscelate insieme le erbe e versatene 15g in una tazza d'acqua fredda; portate ad ebollizione, quindi lasciate riposare per 40 minuti e filtrate.


Dose consigliata: un litro al giorno, suddiviso in 4 tazze. L'infuso va bevuto lontano dai pasti. Questa tisana contrasta l'adipe ed il peso di troppo perché migliora il metabolismo, la digestione e le funzioni intestinali.

 

 

Il consumo di queste tisane apporta benefici effetti a tutto l'organismo, ma non fa miracoli: gli effetti dimagranti si avranno solo se associati ad una dieta e agli esercizi fisici, anche moderati. Bastano anche pochi pochi passi a piedi fatti quotidianamente e rinuciare all'uso dell'ascensore per liberarsi dalla sedentarietà e chili di troppo.



 

 

Pubblicato in Alimentazione
9 Gennaio 2015
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Si parla molto di riflessologia plantare, ma pochi la conoscono veramente.
Di cosa si tratta?


La riflessologia plantare è una forma di massaggio che, attraverso particolari stimoli e compressioni che vengono effettuati su determinate zone di mani e piedi (le cosiddette zone riflessogene) consente di prevenire e anche trattare alcuni tipi di disturbi.

Il principio fondamentale è che le zone riflessogene di mani e piedi sarebbero corrispondenti a organi interni e altre parti del corpo. 
La riflessologia plantare fa parte di quel gruppo di terapie denominate terapie olistiche, ovvero quelle terapie che considerano l’uomo nella sua unione di corpo, mente, emozioni e spirito.


Tra storia e teoria


Le origini della riflessologia plantare sono da ricercarsi nei popoli cinesi e indiani del lontano 5.000 a.C, e poco più tardi nella cultura degli antichi Egizi, come emerge da un affresco ritrovato in una tomba a Saggara.

Questa antica disciplina iniziò però a diffondersi in Occidente soltanto durante lo scorso secolo, grazie alla terapia zonale, indotta dall’otorinolaringoiatra William Fitzgerdald, secondo cui il corpo è diviso in dieci zone attraverso le quali scorre l’energia vitale. Esercitando una leggera pressione in alcuni punti del corpo posizionati nelle suddette zone, il dottore riuscì ad ottenere un effetto anestetico per arginare il dolore derivante dalle operazioni mediche. La riflessologia si diffuse negli Stati Uniti e infine, negli anni 50, in Europa, come disciplina medica fisioterapeutica e non solo.


Secondo le teorie della riflessologia, determinate aree somatiche del nostro corpo, sono collegate con alcuni canali di energia, che quando ostruiti, causano danni e malesseri alle rispettive aree del corpo. Le piante dei piedi vengono considerate lo specchio del corpo, e ogni punto di queste corrisponde ad un organo, tra cui cervello, reni e polmoni; per conoscere le relazioni tra organi e zone plantari, bisogna fare riferimento alla mappa riflessologica.


La riflessologia plantare viene attualmente impiegata per trattare una vasta gamma di malanni comuni, tra i quali i dolori alla schiena, la lombalgia e la sciatalgia, problemi digestivi e mestruali, emicrania e per ridurre gli effetti negativi dovuti allo stress.


Sono molti i centri che praticano la riflessologia plantare, ma non tutti sono uguali. Accertatevi che l’operatrice abbia un attestato che certifichi la presenza ad un corso specifico.

Pubblicato in Beauty
30 Aprile 2014
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