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Non ci sono dubbi sul fatto che bere una buona quantità di acqua per rimanere idratati è importante per diverse ragioni. Alcune di queste sono: prevenire l’affaticamento, regolare la pressione sanguigna, stimolare le attività del metabolismo e controllare il senso di sazietà e, in generale, garantire le funzioni vitali.

 

 

È possibile, però, bere dosi di acqua tali da risultare dannose? La risposta è sì. L’intossicazione da acqua è considerata una condizione molto seria che ha bisogno di essere diagnosticata e trattata in modo repentino per evitare la comparsa di gravi complicazioni.

 

 

Essa è conosciuta con diverse denominazioni, quali: iponatremia, iperidratazione o accumulo eccessivo di liquidi. Tutte però si riferiscono al tipico squilibrio di elettroliti che si verifica quando l’acqua che si beve è decisamente troppa per il corretto funzionamento del nostro sistema vitale.

 

 

 

Esistono diversi fattori in grado di causare un’intossicazione da acqua, ma è anche possibile prevenirla con semplici mosse. Spesso interessa le persone già affette da altre patologie a causa delle quali hanno subito cure mediche oppure coloro con disturbi mentali, ma può colpire anche i soggetti senza una particolare storia clinica alle spalle.

 

Capiamo meglio cos’è questo disturbo e quali sono le informazioni necessarie da conoscere per scongiurare la sua comparsa.

 

Cos’è l’intossicazione da acqua?

 

L’intossicazione da acqua è un abbassamento della concentrazione di sodio nel sangue (iponatremia) che avviene in seguito al consumo di un’elevata quantità di liquido senza un adeguato ricambio del sodio precedentemente diminuito. L’iponatremia è, in ambito medico, il contrario dell’ipernatremia, cioè il processo di disidratazione del corpo.

Principali cause del’intossicazione da acqua

 

Questo tipo di disturbo è stato riscontrato in presenza di diverse situazioni cliniche:

  • Bisogno compulsivo di bere continuamente. Si verifica soprattutto in presenza di malattie mentali o gravi handicap
  • Grande assunzione d’acqua in combinazione con un aumento della vasopressina, un ormone antidiuretico
  • Incidenti legati al calore. I soggetti che subiscono lesioni del genere tendono a bere grosse quantità di acqua per prevenire la possibile disidratazione. Questa mossa può rivelarsi controproducente se le dosi raggiungono livelli molto elevati e l’azione viene protratta per lungo tempo
  • Disfunzione dei reni, diabete o gastroenterite. In situazioni del genere, l’intossicazione da acqua è tipicamente trattata con lavande gastriche
  • Interventi chirurgici, in particolare alcune complicazioni derivanti dall’utilizzo di classiche tecniche operative
  • L’assunzione di certe sostanze stupefacenti. Esse infatti mettono a rischio l’equilibrio di elettroliti nel corpo. Aumentano inoltre la sete e causano una maggiore perdita di sodio attraverso l’urina

 

 

Sintomi del’intossicazione da acqua

 

I principali sintomi dell’intossicazione da acqua includono:

  • Mal di testa, confusione e perdita del senso dell’orientamento
  • Nausea e vomito
  • Sintomi psicotici, quali delirio, comportamenti inappropriati e allucinazioni
  • Debolezza muscolare, crampi, spasmi e affaticamento cronico
  • Difficoltà nella respirazione
  • Battito cardiaco irregolare

 

Alcuni di questi sintomi possono facilmente venir confusi con quelli di una seria infezione virale. Per questo motivo, al suo primo stadio, l’intossicazione da acqua non è facile da diagnosticare con certezza. Questo disturbo può colpire anche neonati e bambini. I sintomi dell’intossicazione da acqua negli infanti includono anche pianto continuo e convulsioni.

 

Rimanere idratati senza il rischio di un’intossicazione da acqua

 

Qual è, quindi, la quantità giusta di acqua da bere per mantenere in salute il nostro organismo senza il rischio di iponatremia? Per prevenire un’intossicazione da acqua è importante limitare la sua assunzione a non più di 1 litro e mezzo in un’ora, anche durante o dopo un’attività fisica.

Quando sentite di non riuscire più a ingerire altra acqua all’interno del corpo, non sforzatevi di bere ad ogni costo. Cercate di bilanciare la quantità di liquidi assunti con quelli persi: è bene bere acqua in proporzione al sodio che si sta consumando e alle sostanze che vengono espulse attraverso sudore e urina.

Un altro accorgimento per evitare l’intossicazione d’acqua è quello di seguire una dieta bilanciata che comprenda cibi ricchi di acqua, ma anche alimenti contenenti sodio. Ricordate poi di tenere sempre sotto osservazione eventuali disfunzioni legate a reni, diabete e infiammazioni intestinali.

L’acqua non è l’unico liquido in grado di causare uno squilibrio degli elettroliti. Anche tè, bevande energetiche, e succhi di frutta possono contribuire alla diminuzione del livello di sodio e provocare un’intossicazione da acqua.

Non esiste una quantità di acqua da bere che sia standard per tutti. Ogni persona ha differenti esigenze che determinano la dosi ottimali di liquidi da ingerire. Tuttavia, in linea di massima, si consiglia di bere dai 6 ai 7 bicchieri di acqua al giorno, che possono però diminuire nel caso si mangino moltissimi alimenti particolarmente ricchi di liquidi, come insalate, frutta o centrifugati.

 

Pubblicato in Consigli
29 Marzo 2018
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La primavera è finalmente arrivata, quanto la stavamo aspettando?

Diamole il benvenuto con un piatto che abbiamo pensato proprio per celebrarla. Fresca, gustoa, ipocalorica è l'insalata mista di primavera alla DCD TUSCOLANO.

 

Ingredienti:

  • 2 pomodori rossi (del tipo a grappolo)
  • 2 falde peperone giallo
  • Capperi q.b.
  • Un mazzetto rucola
  • Succo di limone
  • Una zucchina tipo romanesca piccola
  • 3-4 funghi champignon 
  • Un cucchiaio olio evo
  • Sale e pepe q.b.

 

Preparazione:

 

Cominciate tagliuzzando la zucchina alla Juliene e molto finemente gli champignon.

Tagliate anche i pomodori e finemente il peperone.

Mescolate ora tutti gli ingredienti in una terrina, una volta fatto aggiungete il succo di limone e l'olio.

Lasciate riposare una decina di minuti prima di consumare e... buon appetito!

Pubblicato in Ricette
29 Marzo 2018
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Si tratta di un piatto sfizioso e ipocalorico. Ottimo per delle cene con amici leggere e che lasceranno tutti soddisfatti!

Vi presentiamo oggi la  ricetta dei gamberoni aromatizzati all DCD TUSCAOLANO.

 

 

Ingredienti:

 

  • 300 grammi gamberoni sgusciati
  • 1 spicchio aglio
  • Prezzemolo q.b.
  • Peperoncino q.b.
  • Sale-pepe
  • Curry-paprica-curcuma
  • Un ciuffo rucola
  • Un ceppo radicchio rosso
  • 5 pomodorini datterini
  • 5 rondelle mela verde
  • Un cucchiaio olio evo
  • Mezzo bicchiere vino bianco

 

Preparazione:

 

Mettete in una padella aglio peperoncino i gamberoni, il bicchiere di vino bianco, coprire con coperchio e fare andare per dieci minuti.

Poi scoprire e aggiunger l’olio,

abbassare la fiamma e ultimare la cottura per altri 5 minuti.

Spegnere ed unire immediatamente tutte le spezie compreso il prezzemolo tritato.

Mondare la rucola con il radicchio e tagliarli.

Unire i datterini e le rondelle di mela, salare e pepare il tutto ed unire ai gamberoni amalgamando. 

 

Vi resta solo da impiattare e gustare!

Pubblicato in Ricette
30 Ottobre 2017
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Sappiamo che una corretta routine di bellezza è fondamentale per il mantenimento di una pelle bella, sana e luminosa. È sempre consigliato utilizzare dei buoni prodotti detergenti e idratanti, insieme all’applicazione di una crema protettiva durante l’esposizione ai raggi solari.

 

 

Non tutti però forse sanno che l’epidermide si rigenera durante la notte; per questo motivo è possibile concentrare le cure di bellezza in quelle ore, così da nutrire la pelle con tutte le sostanze necessarie ed affrontare poi la giornata con un viso rigenerato.

 

A causa dei numerosi impegni e delle vita frenetica moderna, non sempre è possibile dedicare il tempo necessario alla skin care, ma bastano pochi prodottiche, utilizzati prima di andare a dormire, renderanno la vostra pelle invidiabile.

 

Olio detergente

Detergere il viso è il primo e fondamentale passo da compiere prima di andare a letto. Dormire con trucco, sudore o residui di impurità e polvere sulla pelle rischia di danneggiarla notevolmente.

I prodotti oleosi sono i più efficaci nel rimuovere ogni traccia di make up, perché riescono a dissolvere tutte le loro componenti, così da poterle lavare via più facilmente. Esistono diversi struccanti a base di olio reperibili in commercio, ma potete utilizzare anche un prodotto naturale, come olio di oliva o di cocco.

 

Siero facciale

I sieri per il viso contengono una concentrazione più alta di principi attivi rispetto alle normali creme. Essi aiutano a idratare la pelle, rigenerarla, eliminare rossori o macchie e a prevenire la comparsa di rughe e linee d’espressione. Scegliete il siero più adatto alle vostre esigenze e concedetevi qualche minuto, prima di andare a dormire, per massaggiarlo delicatamente su tutto il viso.

 

Crema notte

La crema notte è un altro prodotto fondamentale per una buona routine di bellezza serale ed è preferibile applicarla sempre dopo il siero. Una buona crema notte deve essere in grado di idratare adeguatamente l’epidermide e renderla, al contempo, tonica ed elastica.

Esistono diverse tipologie di creme specifiche per ogni necessità, è quindi importante optare per un prodotto che si adatti maggiormente al vostro tipo di pelle.

 

Crema contorno occhi

Uno stile di vita sbagliato o un lavoro troppo stressante possono promuovere la comparsa delle tanto odiate occhiaie o borse. Oltre a correggere le abitudini sbagliate e a prediligere un dieta bilanciata, una crema specifica per il contorno occhi è fondamentale per prendersi cura di questa delicata parte del viso. In mancanza di una crema contorno occhi, potete applicare poche gocce di olio di mandorle sulla zona, prima di mettervi a letto.

 

Crema mani

Spesso tendiamo a dimenticare di prenderci cura delle nostre mani, nonostante siano coinvolte nella maggior parte delle attività quotidiane che svolgiamo. Per questo motivo, anche loro necessitano di adeguate attenzioni. Tenete sempre una buona crema per le mani sul comodino vicino al letto e non dimenticatevi di applicarla ogni sera.

 

Maschera facciale

Le maschere facciali aiutano la pelle del viso a reintegrare i nutrienti persi durante la giornata. Per un trattamento rimpolpante, rinvigorente ed energizzante ricordatevi di utilizzare una maschera per il viso almeno due volte alla settimana. Potete sceglierle tra le numerose alternative presenti in commercio o prepararle a casa utilizzando gli ingredienti disponibili nella vostra dispensa.

 

Burro cacao

Il burro cacao è fondamentale per scongiurare le antiestetiche pellicine dovute alla scarsa idratazione. Prima di applicare il vostro prodotto, esfoliate sempre le labbra con un leggero scrub, in questo modo eliminerete tutte le cellule morte e aumenterete l’efficacia cosmetica del balsamo.

Per preparare un ottimo scrub naturale, mescolate due cucchiaini di miele e uno di zucchero di canna; massaggiate poi il composto delicatamente sulle labbra e, infine, risciacquate. In alternativa, spazzolate leggermente la superficie delle labbra con un vecchio spazzolino da denti.

Seguendo questa semplice beauty routine serale, la pelle del vostro viso rimarrà sana e giovane a lungo.

 

Pubblicato in Beauty
30 Ottobre 2017
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Le noci sono un toccasana per il cervello? Alcuni cibi hanno la forma simile a quella degli organi del corpo a cui donano beneficio. Lo dice la “Signatura Rerorum”, la “Forma delle cose”, una disciplina inventata da Paracelso, medico rinascimentale.

 

 

Noci e cervello

 

Osservando una noce integra si vedranno distintamente due emisferi rugosi che ricordano tanto la conformazione del cervello con annessa corteccia. Le noci consentono di recuperare energie soprattutto quando ci si sente stanchi ed affaticati grazie ad alcuni nutrienti molto importanti come il fosforo e il magnesio. Il gheriglio è un concentrato di acido linoleico, tiene sotto controllo il colesterolo, regola la pressione del sangue e fluidifica il sangue.

 

È un frutto straordinario, gustoso integratore naturale di minerali e grassi buoni. Può essere assunto come snack, nelle salse, nelle insalate e nei dolci. L’olio di noci (crudo) è un antiossidanti efficace per il benessere del cuore e del cervello, annoverato tra gli alimenti che aiutano a prevenire il cancro.

 

 

 

Dosi consigliate

 

Se si sceglie di assumere il frutto così come è non bisogna superare le 3-4 noci al giorno. Non bisogna dimenticare che la frutta secca è calorica! Si consiglia di conservarle in un luogo fresco, possibilmente al buio. Sarebbe opportuno introdurle nella colazione oppure come spuntino.

 

Sono un ottimo alleato per chi ha attacchi improvvisi di fame, meglio sgranocchiare una noce che scegliere cibi nocivi per il nostro corpo. Sono ricche di vitamina B6 ed E, timida e zinco, utili per i tessuti nervosi, ma anche per pelle, unghie, ossa e capelli.

 

I benefici delle noci

Le noci racchiudono molteplici benefici per il corpo. Il mix di vitamine e minerali aumenta le difese immunitarie, mantiene giovane e vigile il cervello, migliora lo sviluppo scheletrico. Le noci possono anche aiutare a correggere i livelli di serotonina del cervello. La serotonina è un’importante sostanza chimica del cervello che controlla umore e appetito. Sempre le noci potrebbero essere in grado di alleviare i disturbi come insonnia e depressione. Anche le ossa traggono beneficio dalle noci!

 

La “Signatura Rerorum” nasce come una filosofia spirituale secondo la quale tutto ciò che è presente in natura può essere usata dall’uomo. La farmacologia all’epoca era utopia, i medici antichi si servivano delle piante o dei loro estratti per curare malattie e mantenere il corpo in salute. Le piante erano già state riconosciute in Cina dove esisteva una vera e propria classificazione utile a correlare gli elementi naturali alle parti del corpo:

  • Giallo e dolce = milza
  • Rosso e amaro = cuore
  • Verde e acido = fegato
  • Nero e salato = polmoni

 

 

Ad ogni cibo il suo organo

 

  • La carota affettata somiglia all’occhio umano. La scienza dimostra che le carote aumentano il flusso sanguigno all’occhio, migliorandone la funzione. Il pomodoroha un colore caratteristico, il rosso, che subito fa pensare al sangue. Effettivamente sono un alimento puro ottimo per il sangue e per il cuore.
  • Un grappolo d’uva somiglia ai polmoni, ricordando i cunicoli piccoli e gli alveoli polmonari. L’uva riduce il rischio di cancro polmonare ed enfisema. I semi sembrano ridurre la gravità dell’asma scatenato da allergia.
  • I fagiolini aiutano a mantenere attiva la funzione renale e, guardandoli, hanno una forma molto simile a quella dei reni. Il sedano aiuta a rafforzare le ossa che sono costituite per il 23% da sodio. L’avocado e le pere sono mirate al benessere dell’utero e della cervice.

Le ricerche moderne dimostrano che se una donna mangia un avocado alla settimana gli ormoni si equilibrano, il peso dovuto ad un parto si riduce, si previene il cancro alla cervice uterina. I semi dei fichi fanno pensare allo sperma, infatti aumentano il numero degli spermatozoi e aiutano a combattere la sterilità maschile. Le patate ricordano il pancreas ed infatti equilibrano l’indice glicemico dei diabeti.

 

 

Pubblicato in Alimentazione
30 Ottobre 2017
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ll sonno gioca un ruolo importante nel benessere psicofisico. Dormire abbastanza ore, al momento giusto, aiuta a proteggere la salute mentale, a permettere il corretto svolgimento dei processi fisiologici e a migliorare la qualità della vita.

 

 

Il modo in cui ci si sente da svegli, dipende in parte da cosa è accaduto durante il sonno. In questa fase, il corpo lavora per supportare il lavoro del cervello e mantenere le funzioni vitali. In bambini e adolescenti, il sonno è fondamentale anche per un corretto sviluppo.

 

 

I danni derivati da un deficit del sonno possono manifestarsi all’improvviso – è il caso, ad esempio di un repentino calo dell’attenzione o dei riflessi motori – o danneggiare l’organismo a lungo termine. Dormire meno ore del necessario, causa inoltre difficoltà nel pensare, lavorare, studiare e relazionarsi con gli altri.

 

Funzioni cerebrali e benessere emozionale

Dormire aiuta il cervello a lavorare nel modo appropriato. Mentre si dorme, il cervello si prepara ad affrontare la giornata che verrà e costruisce nuovi sentieri per aiutare ad apprendere e ricordare informazioni. Molti studi hanno dimostrato come una buona qualità del sonno migliori la capacità di apprendimento e di risoluzione dei problemi.

Dormire bene aiuta inoltre a prestare maggiore attenzione, prendere decisioni ed essere creativi. Al contrario, poche ore di sonno a notte alterano l’attività di alcune zone del cervello e possono condurre a stati di malessere psicologico come la depressione, che può poi sfociare in atteggiamenti dannosi per se stessi e per gli altri.

I bambini che soffrono di un deficit del sonno, potrebbero avere problemi nell’interazione con i loro coetanei: è più facile, per loro, sviluppare infatti rabbia e impulsività.

 

Salute fisica

Anche il benessere fisico dipende molto dalla qualità del nostro sonno. Ad esempio, l’atto del dormire è legato alla guarigione e alla cura di cuore e vasi sanguigni. Di conseguenza, dormire poco può condurre a un aumento di malattie cardiovascolari, malattie ai reni, pressione alta, diabete e infarto.

Inoltre, chi dorme un numero di ore non sufficienti è maggiormente a rischio obesità: ad ogni ora di sonno persa, le probabilità aumentano. Dormire aiuta a mantenere bilanciati i livelli di ormoni che stimolano il senso di fame e di sazietà. Quando non si dorme abbastanza, i primi salgono, mentre i secondi si abbassano, facendoci sentire più affamati di quanto in realtà non siamo.

Un buon sonno ha effetti anche sul modo in cui il corpo reagisce all’insulina, l’ormone che controlla il livello di glucosio nel sangue: dormire poco ne aumenta la percentuale, con conseguente rischio di sviluppare il diabete.

Per i ragazzi, dormire bene è fondamentale: il sonno innesca la produzione dell’ormone della crescita che, oltre a consentire il corretto sviluppo, rinforza la massa muscolare e aiuta a riparare cellule e tessuti danneggiati.

Il sistema immunitario, fa affidamento sulle ore di sonno, per mantenersi sano. Esso difende il corpo contro le particelle estranee e dannose e una prolungata carenza di sonno può alterarne la risposta.

 

Azioni quotidiane e sicurezza

Garantirsi il giusto riposo ogni notte aiuta nelle azioni che compiamo ogni giorno. Chi dorme di meno è anche meno produttivo nel lavoro e a scuola. Queste persone impiegano più del dovuto a finire le mansioni, hanno un minor tempo di reazione e commettono più errori.

Perdere anche solo un’ora di sonno a notte, per un tempo prolungato, porta l’organismo a comportarsi come se non avesse dormito per un giorno o due. Dormire poco può condurre anche a frequenti colpi di sonno che si manifestano durante le ore di veglia senza rendersene conto.

Essi sono brevissimi e possono sopraggiungere in qualsiasi momento, senza preavviso, rendendo pericoloso svolgere le più disparate attività. Sono particolarmente preoccupanti quando si presentano alla guida o durante lo svolgimento di lavori pesanti.

 

Quanto bisogna dormire?

La quantità di sonno di cui si ha bisogno ogni giorno varia durante il corso della vita. Sebbene essa dipenda anche da persona a persona, generalmente un adulto dovrebbe dormire 7 o 8 ore a notte. Per gli adolescenti, il numero di ore di sonno si alza a 8-9, mentre per i bambini in età scolare sono preferibili 10 ore al massimo.

Alcune persone compensano la perdita di ore di sonno notturne con il sonnellino pomeridiano. Esso può garantire un sostegno a breve termine nella qualità della prontezza e delle performance. Tuttavia, il sonnellino non fornisce tutti gli altri benefici dati da un’attività di sonno regolare.

Di solito, si tende a dormire di più durante i giorni di vacanza che non in quelli lavorativi: ciò può essere segno di un danneggiamento della qualità del sonno. Sebbene questo atteggiamento sembra farci sentire meglio, in realtà può turbare il ritmo sonno-veglia del nostro corpo.

Garantire le giuste ore di sonno all’organismo è di fondamentale importanza. Per questo motivo, se vi rendete conto di non dormire abbastanza e di perdere più ore di sonno del normale, rivolgetevi al vostro medico che saprà consigliarvi il giusto percorso da seguire per risolvere il disturbo.

 

 

Pubblicato in Consigli
7 Agosto 2017
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Nell'incessante susseguirsi di giornate al mare, quello di cui abbiamo bisogno è un piatto fresco, leggero e facile da portare con noi.

L'insalata di farro alla DCD TUSCOLANO è quello che fa al caso nostro!

 

Ingredienti:

  • 80 grammi di farro
  • Due carote lessate
  • 100grammi fagiolini lessati
  • 5 pomodorini datterino
  • 100 grammi funghi champignon lessati
  • 2/3 rose cavolfiore lessato
  • Sale qb
  • pepe qb
  • un cucchiaio olio evo
  • aceto balsamico

 

Preparazione:

 

Cominciate lessando il farro, una volta lessato mettetelo a raffreddare.

Lessate a parte le verdure indicate, una volta lessate tagliatele finemente.

Unirte le verdure al farro,condire con olio sale pepe.

Porre in frigo per almeno un’ ora prima di servire... buon appetito!

 

 

Pubblicato in Ricette
7 Agosto 2017
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C’è il trucco per tutti i giorni. E poi c’è il trucco al neon. Eccessivo, vibrante, contraddittorio. E, in quanto tale, adatto a molte, ma non a tutte.

“Si tratta di una moda accessibile a giovani e giovanissime, forse meno adatta alle più agé”, distingue la truccatrice Paola Pannitti. Ciò non toglie che anche le ex-treenagers possano concedersi pennellate di colore con cui festeggiare la bella stagione. “Il segreto sta nel calibrare la quantità di colore e il punto in cui è più conveniente applicarlo".

 

 

Art director del make up brand PaolaP, Pannitti entra subito nel merito: “Chi ha perso la freschezza dei 20 anni si concentri sulle labbra: gli occhi – e le palpebre in modo particole – tradiscono l’età più del sorriso. Truccare lo sguardo con polveri o matite dai colori squillanti non farebbe che evidenziarne le imperfezioni: palpebre rilassate, espressione stanca, rughette agli angoli degli occhi. Per questo suggerisco di adottare un trucco occhi al naturale, spostando il colore sulle labbra”. La prudenza – o meglio il senso della misura – è comunque d’obbligo. “Per evitare che il prodotto scelto ‘migri’, insinuandosi nei micro solchi del contorno labbra, consiglio di privilegiare una formula non grassa. No, quindi, a gloss lucidi e/o corposi, sì a rossetti a lunga tenuta”. Non necessariamente mat, quindi, purché garanti di una resa long lasting. Solo così si avrà la certezza che il colore non si sposti e si mantenga per ore. Adatti, a questo scopo, sono i cosiddetti tingi-labbra: né rossetto né gloss, contengono pigmenti disciolti in basi acquose. Una volta applicati, la parte liquida evapora lasciando che i pigmenti si fissino alle labbra per l’intera giornata. 

 

 

Diverso il caso di giovani e giovanissime “che possono scegliere di colorare tanto la bocca quanto lo sguardo”, ribadisce Paola Pannitti. In questo secondo caso “meglio evitare di accostare ombretto azzurro a iridi azzurre, matita verde su occhi verdi e via dicendo. Il rischio è ‘spegnere’ lo sguardo”. Meglio puntare su contrapposizioni cromatiche: “il rosa shocking valorizza al meglio occhi verdi, i toni dell’arancione donano alle iridi azzurre mentre gli azzurri e i blu mettono in risalto gli occhi nocciola”.
 
Capitolo a parte spetta a ciglia e sopracciglia: “la tendenza evidenziatore non ha risparmiato neanche loro”, ammette la make up artist Pannitti, che, tuttavia, invita alla cuatela. “Un mascara colorato tenderà a nascondere anziché evidenziare. Le ciglia, quindi, sembreranno più rade e corte”. Non mancano, comunque, i prodotti con cui sperimentare: rimmel declinati nei colori più di tendenza (blu e verde in cima alla lista) o emulsioni cremose da distribuire con un pennello piatto lungo l’intera lunghezza delle ciglia o solo sulle punte. Un invito alla moderazione anche nel caso si vogliano esplorare le colorazioni per sopracciglia: un trend che Paola Pannitti suggerisce “solo alle giovanissime e abbinato a un trucco occhi all’insegna del nude”.

 

Pubblicato in Beauty
25 Giugno 2017
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All’origine della cellulite c’è un insieme di cause genetiche, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche, cattiva alimentazione, disturbi intestinali o da quelle patologie caratterizzate da una ritenzione idrica marcata.

 

 

Gli squilibri ormonali sono alla base della cellulite; il sesso femminile, con l’azione dell’estrogeno e delle sue implicazioni sul microcircolo, risulta essere predisposto nei confronti della sua formazione, specialmente durante la pubertà, la gravidanza o la pre-menopausa, quando cioè l’attività degli ormoni ovarici è al massimo. Agenti diversi, come il vestiario o le calzature inadatte, disturbi posturali ed atteggiamenti corporei scorretti, rallentando il circolo sanguigno e linfatico, rappresentano cause predisponenti lo sviluppo di cellulite.

 

EREDITARIETA

Esiste una predisposizione familiare legata a fattori genetici, ad una maggiore sensibilità ormonale e ad una certa fragilità capillare, all’origine della cellulite. Condizioni etniche, razziali e comportamenti alimentari familiari ne influenzano l’insorgenza.

 

FATTORI ORMONALI

Il ruolo degli ormoni nell’insorgenza della cellulite è di grande importanza.
Fondamentale è l’azione svolta dagli ormoni ovarici, ipofisari e tiroidei . Durante la pubertà si definiscono i caratteri sessuali secondari femminili, come l’allargamento del bacino, una localizzazione più accentuata del grasso a livello dei glutei, delle cosce e dei fianchi e lo sviluppo della ghiandola mammaria, per l’intervento degli estrogeni che contribuiscono anche a rendere i tessuti più ricchi di acqua. Se queste modificazioni rimangono entro certi limiti, non si creano problemi, ma quando eccedono si manifesta anche una vera e propria patologia. Inoltre, se le irregolarità mestruali, tipiche di questa età della vita, sono importanti, si determina un terreno predisponente all’insorgenza della cellulite ed alla sua accentuazione.
In gravidanza si verifica una delicata condizione ormonale associata spesso ad altri fattori, come la stitichezza, l’aumento della pressione addominale, un rallentamento della circolazione sanguigna degli arti inferiori e la sedentarietà: fattori che insieme contribuiscono allo sviluppo di cellulite.
Altro momento critico, dovuto ad uno squilibrio ormonale tipico, è il periodo che precede la menopausa: facilmente in questo momento della vita di una donna si determina la malattia cellulitica.
Tutte queste tappe della vita femminile sono accompagnate da un iperestrogenismo, che agisce anche sugli ormoni della tiroide e ne riduce l’efficacia d’azione. La prolattina in eccesso favorisce l’insorgenza della cellulite perché causa un aumento della ritenzione idrica, mentre l’iperinsulinemia stimola una maggiore liposintesi, cioè l’azione di deposito del grasso, soprattutto nella parte inferiore del corpo. Un ipotiroidismo causa il rallentamento della lipolisi, che è il processo di scioglimento del grasso e favorisce l’imbibizione dei tessuti. L’uso di farmaci contenenti ormoni con il tempo può determinare il peggioramento del quadro lipodistrofico.

 

ALTERAZIONI A CARICO DEL CIRCOLO

All’interno delle vene passa il sangue che, carico di prodotti di rifiuto, ritorna al cuore. A livello degli arti inferiori alcuni fattori facilitano questo trasporto: la compressione muscolare, l’elasticità dei vasi stessi e la presenza di valvole lungo il decorso dei vasi che impediscono il riflusso del sangue. Quando subentrano condizioni che interferiscono sul funzionamento di questa serie di fattori, si determina un rallentamento del circolo sanguigno, una stasi e, con il tempo una situazione definita come edema sub-clinico: queste sono le premesse per l’insorgenza della cellulite. La microcircolazione assicura la nutrizione degli adipociti e la regolare diffusione delle molecole di grasso; se fattori diversi interferiscono con il corretto funzionamento dell’unità costituita da circolo e tessuti, si verifica anche il peggioramento del quadro cellulitico.

 

 

STRESS

La vita frenetica e tutte le cattive abitudini che l’accompagnano, come l’abuso di fumo o caffè, modificazioni repentine dei bioritmi, una fatica fisica e psichica esagerata, scarso riposo notturno sono tutte condizioni che, associandosi ad altri fattori, contribuiscono a determinare l’insorgenza della cellulite. Lo stress provoca tutta una serie di influenze su psiche e corpo e stimoli continui e non più equilibrati tra di loro che travolgono l’ipotalamo, cioè la parte del sistema nervoso centrale che dirige tutto il nostro organismo.

 

CALZATURE E VESTIARIO

L'uso di scarpe inadatte, o tacchi troppo alti, costringono il piede ad una posizione innaturale, determinando un sovraccarico per l’avampiede; calzature che hanno la punta troppo stretta e rigida possono arrivare a deformare la forma del piede. Ecco che con il tempo si formano cuscinetti cellulitici a livello delle caviglie e cellulite diffusa e dura ai polpacci.
I vestiti che comportano dei problemi sono quelli troppo stretti, che comprimono eccessivamente. Indumenti intimi attillati ostacolano sia la circolazione linfatica che sanguigna, così pure elastici stretti, jeans aderentissimi o body troppo compressivi. Tutti i capi di vestiario che hanno un bordo rigido e stretto alla radice della gamba sono all’origine dell’insorgenza di una cellulite molle inguinale e degli inestetici cuscinetti alle cosce. Talvolta anche la spallina del reggiseno, soprattutto quando è troppo tirata e stretta, può essere un ostacolo alla perfetta circolazione della spalla e del braccio ed essere causa di cellulite a livello del deltoide e dell’ascella.

 

POSTURA E COLONNA VERTEBRALE

Bisogna cercare di non alterare la curva fisiologica della colonna vertebrale, per esempio camminando con scarpe con tacchi troppo alti, perché ogni sua modificazione causa tutta una serie di problemi. Le situazioni che comportano una variazione della curvatura fisiologica, oltre a causare vari disturbi anche gravi, possono favorire la manifestazione di cellulite. Un aumento del volume addominale, per esempio in gravidanza, agisce sul rachide e causa un rallentamento della circolazione venosa reflua, dalle gambe verso il centro, per la compressione esercitata sui vasi iliaci.
La conseguente stasi circolatoria contribuisce all’insorgenza della cellulite. Anche l’obesità predispone alla cellulite, a causa della riduzione dell’attività respiratoria che induce . Il diaframma, che è un importante muscolo coinvolto nella respirazione, non riesce ad espandere l’addome obeso, ricco di grasso viscerale e sottocutaneo e da questo derivano effetti negativi sulla ossigenazione dei tessuti e sui meccanismi di eliminazione di scorie metaboliche. La cellulite è una condizione in cui il rapporto tra adipe e microcircolo è basilare; perciò facilmente una scarsa capacità respiratoria, una cattiva ossigenazione che causano ipossia tissutale e rallentamento nell’eliminazione delle scorie metaboliche, possono scatenare la sua insorgenza. La postura e suoi eventuali difetti agisce sulla malattia cellulitica in vari modi. Stare troppo tempo seduti, con le gambe sempre accavallate, crea un ostacolo per il corretto circolo venoso e linfatico . Mantenere la stazione eretta e fissa, senza camminare, come succede in alcune condizioni lavorative, determina conseguenze negative sulla circolazione venosa e linfatica.

Per contro camminare fa bene, perché i muscoli interessati nella deambulazione fungono da pompa che contribuisce a spingere il sangue e la linfa verso l’alto, impedendo così un’eventuale stasi.

 

Pubblicato in Beauty
25 Giugno 2017
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La prugna è il frutto antiossidante per eccellenza per mantenersi giovani e in salute. E’ originaria di diverse zone del mondo, dal Sud Africa alla Germania ed è possibile trovarla tutto l’anno anche se da maggio a settembre che si trovano quelle di produzione stagionale e locale.

 

Nel nostro Paese esistono diverse varietà di alberi di prugne, ognuno con frutti dal colore e dal sapore differenti:

  • Golden
  • Japan
  • Regina Claudia
  • Santa Rosa

Ci sono le prugne gialle (acide e succose), le rosse (dolcissime), le prugne viola (secche in scatola e ideali da cuocere) e quelle verdi (dolci e gustose). Vediamo insieme proprietà, sostanze nutrienti e benefici delle prugne.

Valori nutrizionali e caratteristiche delle prugne

Le prugne sono molto povere di calorie e ricchissime si nutrienti per la salute e il benessere. Il frutto antiossidante per eccellenza e alleato della giovinezza possiede i seguenti valori nutrizionali per 100 g di prodotto:

  • acqua (88 g)
  • proteine (0,5 g)
  • grassi (0 g)
  • fibre (1,5 g)
  • potassio (200 mg)
  • magnesio (8 mg)
  • Vitamine (A, C ed E)

 

Le prugne vanno consumate solo ben mature. La loro polpa deve essere soda, compatta e avvolta da una polvere biancastra. Le pugne vanno lavate accuratamente (soprattutto se non è chiara la provenienza),aggiungere un po’ di bicarbonato per alimenti se necessario o del disinfettante alimentare. Questo perchè è un frutto che va mangiato con tutta la buccia (ricchissima di fibre).

Per conservarle in modo corretto metterle in frigo e consumarle al massimo dopo 3 giorni. Le migliori prugne sono quelle che cadono dai rami scuotendoli. Se invece si acquistano prugne più acerbe è consigliabile conservarle a temperatura ambiente in luoghi asciutti e lontano da luce solare e fonti di calore.

Proprietà benefiche delle prugne

Le prugne, oltre ad essere antiossidanti e rinfrescanti, contengono composti salutari che aiutano il benessere dell’organismo. Tra i principali benefici del frutto:

  • effetto protettivo: le prugne rosse e bluette sono ricche di antociani (antisettico e antiossidante) che preservano dai tumori e combattono i radicali liberi
  • cuore sano: il consumo abituale di prugne allontana il rischio di infarti e ictus
  • ossa giovani: il consumo di prugne previene la perdita di massa ossea in menopausa
  • aiuta la stipsi: la prugna è un efficace lassativo contro la stitichezza

 

Usi della prugna

Le prugne possono essere consumate e usate in svariati modi. Il migliore è sicuramente quello di consumarle fresche, l’importante che siano ben mature per essere ben tollerate e digerite dallo stomaco ed evitare fastidiose acidità.

Le prugne possono essere gustate anche:

  • in confetture e marmellate: si usano le prugne scure con effetto lassativo 
  • nelle salse: soprattutto agrodolci in abbinamento a secondi di carne
  • dessert: le prugne possono essere impiegate in torte con ricotta, sfogliate e crostate, gelati e crumble
  • secche: le prugne secche sono energetiche e ricche di fibre importanti per l’intestino, la digestione e la stipsi

Per quanto riguarda la stipsi ostinata un rimedio molto efficace per combatterla è mettere 5/6 prugne in una pentola con acqua bollente. Coprire e lasciare in ammollo l’intera notte. Al mattini colare le prugne e berne il liquido nel corso della giornata. Il succo di prugna è un lassativo naturale che non irrita la mucosa intestinale e regolarizza il transito delle feci.

 

Quando non mangiare le prugne?

Le prugne pur avendo numerosi benefici devono essere assunte con moderazione in alcuni casi:

  • diabete
  • diete dimagranti (massimo 30 grammi)
  • calcoli renali (le varietà rosse delle prugne contengono acido ossalico che favorisce la formazione di calcoli renali, se si soffre di questa patologia, evitare il frutto)
  • bambini sotto i 3 anni di età

 

 
Pubblicato in Alimentazione
1 Maggio 2017
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