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All’origine della cellulite c’è un insieme di cause genetiche, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche, cattiva alimentazione, disturbi intestinali o da quelle patologie caratterizzate da una ritenzione idrica marcata.

 

 

Gli squilibri ormonali sono alla base della cellulite; il sesso femminile, con l’azione dell’estrogeno e delle sue implicazioni sul microcircolo, risulta essere predisposto nei confronti della sua formazione, specialmente durante la pubertà, la gravidanza o la pre-menopausa, quando cioè l’attività degli ormoni ovarici è al massimo. Agenti diversi, come il vestiario o le calzature inadatte, disturbi posturali ed atteggiamenti corporei scorretti, rallentando il circolo sanguigno e linfatico, rappresentano cause predisponenti lo sviluppo di cellulite.

 

EREDITARIETA

Esiste una predisposizione familiare legata a fattori genetici, ad una maggiore sensibilità ormonale e ad una certa fragilità capillare, all’origine della cellulite. Condizioni etniche, razziali e comportamenti alimentari familiari ne influenzano l’insorgenza.

 

FATTORI ORMONALI

Il ruolo degli ormoni nell’insorgenza della cellulite è di grande importanza.
Fondamentale è l’azione svolta dagli ormoni ovarici, ipofisari e tiroidei . Durante la pubertà si definiscono i caratteri sessuali secondari femminili, come l’allargamento del bacino, una localizzazione più accentuata del grasso a livello dei glutei, delle cosce e dei fianchi e lo sviluppo della ghiandola mammaria, per l’intervento degli estrogeni che contribuiscono anche a rendere i tessuti più ricchi di acqua. Se queste modificazioni rimangono entro certi limiti, non si creano problemi, ma quando eccedono si manifesta anche una vera e propria patologia. Inoltre, se le irregolarità mestruali, tipiche di questa età della vita, sono importanti, si determina un terreno predisponente all’insorgenza della cellulite ed alla sua accentuazione.
In gravidanza si verifica una delicata condizione ormonale associata spesso ad altri fattori, come la stitichezza, l’aumento della pressione addominale, un rallentamento della circolazione sanguigna degli arti inferiori e la sedentarietà: fattori che insieme contribuiscono allo sviluppo di cellulite.
Altro momento critico, dovuto ad uno squilibrio ormonale tipico, è il periodo che precede la menopausa: facilmente in questo momento della vita di una donna si determina la malattia cellulitica.
Tutte queste tappe della vita femminile sono accompagnate da un iperestrogenismo, che agisce anche sugli ormoni della tiroide e ne riduce l’efficacia d’azione. La prolattina in eccesso favorisce l’insorgenza della cellulite perché causa un aumento della ritenzione idrica, mentre l’iperinsulinemia stimola una maggiore liposintesi, cioè l’azione di deposito del grasso, soprattutto nella parte inferiore del corpo. Un ipotiroidismo causa il rallentamento della lipolisi, che è il processo di scioglimento del grasso e favorisce l’imbibizione dei tessuti. L’uso di farmaci contenenti ormoni con il tempo può determinare il peggioramento del quadro lipodistrofico.

 

ALTERAZIONI A CARICO DEL CIRCOLO

All’interno delle vene passa il sangue che, carico di prodotti di rifiuto, ritorna al cuore. A livello degli arti inferiori alcuni fattori facilitano questo trasporto: la compressione muscolare, l’elasticità dei vasi stessi e la presenza di valvole lungo il decorso dei vasi che impediscono il riflusso del sangue. Quando subentrano condizioni che interferiscono sul funzionamento di questa serie di fattori, si determina un rallentamento del circolo sanguigno, una stasi e, con il tempo una situazione definita come edema sub-clinico: queste sono le premesse per l’insorgenza della cellulite. La microcircolazione assicura la nutrizione degli adipociti e la regolare diffusione delle molecole di grasso; se fattori diversi interferiscono con il corretto funzionamento dell’unità costituita da circolo e tessuti, si verifica anche il peggioramento del quadro cellulitico.

 

 

STRESS

La vita frenetica e tutte le cattive abitudini che l’accompagnano, come l’abuso di fumo o caffè, modificazioni repentine dei bioritmi, una fatica fisica e psichica esagerata, scarso riposo notturno sono tutte condizioni che, associandosi ad altri fattori, contribuiscono a determinare l’insorgenza della cellulite. Lo stress provoca tutta una serie di influenze su psiche e corpo e stimoli continui e non più equilibrati tra di loro che travolgono l’ipotalamo, cioè la parte del sistema nervoso centrale che dirige tutto il nostro organismo.

 

CALZATURE E VESTIARIO

L'uso di scarpe inadatte, o tacchi troppo alti, costringono il piede ad una posizione innaturale, determinando un sovraccarico per l’avampiede; calzature che hanno la punta troppo stretta e rigida possono arrivare a deformare la forma del piede. Ecco che con il tempo si formano cuscinetti cellulitici a livello delle caviglie e cellulite diffusa e dura ai polpacci.
I vestiti che comportano dei problemi sono quelli troppo stretti, che comprimono eccessivamente. Indumenti intimi attillati ostacolano sia la circolazione linfatica che sanguigna, così pure elastici stretti, jeans aderentissimi o body troppo compressivi. Tutti i capi di vestiario che hanno un bordo rigido e stretto alla radice della gamba sono all’origine dell’insorgenza di una cellulite molle inguinale e degli inestetici cuscinetti alle cosce. Talvolta anche la spallina del reggiseno, soprattutto quando è troppo tirata e stretta, può essere un ostacolo alla perfetta circolazione della spalla e del braccio ed essere causa di cellulite a livello del deltoide e dell’ascella.

 

POSTURA E COLONNA VERTEBRALE

Bisogna cercare di non alterare la curva fisiologica della colonna vertebrale, per esempio camminando con scarpe con tacchi troppo alti, perché ogni sua modificazione causa tutta una serie di problemi. Le situazioni che comportano una variazione della curvatura fisiologica, oltre a causare vari disturbi anche gravi, possono favorire la manifestazione di cellulite. Un aumento del volume addominale, per esempio in gravidanza, agisce sul rachide e causa un rallentamento della circolazione venosa reflua, dalle gambe verso il centro, per la compressione esercitata sui vasi iliaci.
La conseguente stasi circolatoria contribuisce all’insorgenza della cellulite. Anche l’obesità predispone alla cellulite, a causa della riduzione dell’attività respiratoria che induce . Il diaframma, che è un importante muscolo coinvolto nella respirazione, non riesce ad espandere l’addome obeso, ricco di grasso viscerale e sottocutaneo e da questo derivano effetti negativi sulla ossigenazione dei tessuti e sui meccanismi di eliminazione di scorie metaboliche. La cellulite è una condizione in cui il rapporto tra adipe e microcircolo è basilare; perciò facilmente una scarsa capacità respiratoria, una cattiva ossigenazione che causano ipossia tissutale e rallentamento nell’eliminazione delle scorie metaboliche, possono scatenare la sua insorgenza. La postura e suoi eventuali difetti agisce sulla malattia cellulitica in vari modi. Stare troppo tempo seduti, con le gambe sempre accavallate, crea un ostacolo per il corretto circolo venoso e linfatico . Mantenere la stazione eretta e fissa, senza camminare, come succede in alcune condizioni lavorative, determina conseguenze negative sulla circolazione venosa e linfatica.

Per contro camminare fa bene, perché i muscoli interessati nella deambulazione fungono da pompa che contribuisce a spingere il sangue e la linfa verso l’alto, impedendo così un’eventuale stasi.

 

Pubblicato in Beauty
25 Giugno 2017
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Liquidi in eccesso possono causare problemi all’organismo e rendere difficile la diuresi.
Se il problema è non è legato a una forma patologica potete risolverlo naturalmente con gli alimenti giusti.

E’ possibile favorire la diuresi e aiutare l’organismo a mantenere l’organismo in salute con 

 

Carciofi

 

I carciofi sono degli ottimi depurativi naturali grazie alla cinarina, una sostanza che facilita diuresi e depurazione delle vie biliari. Come assumere il carciofo? Oltre che come contorno, è utile bere succo di carciofo. Per prepararlo basta poco, portare acqua ad ebollizione e lasciare per qualche minuto in infusione le foglie secche di carciofo. Filtrare e bere.

Il sapore è abbastanza amaro, ma per svolgere al meglio la sua funzione non deve essere zuccherato. Il massimo consentito è un cucchiaino di sciroppo d’acacia.

 

Anguria e Ananas

 

Ecco i due frutti diuretici per eccellenza: ananas e anguria. Quest’ultima è utilizzabile solo nei periodi estivi, mentre l’ananas è possibile consumarla per diverse stagioni. L’anguria ha un’alta percentuale di acqua, oltre che di fibre, minerali e un potente antiossidante (licopene) importanti per l’espulsione di liquidi in eccesso.

L’ananas è l’altro potente diuretico con azione depurativa grazie alla bromelina, utile anche contro gonfiori e inestetismi della cellulite.

 

Finocchi

 

Il finocchio è un ortaggio molto diffuso nella dieta mediterranea. Molteplici i suoi effetti:

 

  • diuretico
  • digestivo
  • contrasta gas addominali
  • depurativo per il fegato
  • sgonfiante

 

Asparagi

 

Quest’ultimo ortaggio ha importanti proprietà diuretiche, ma non tutti possono mangiarlo. L’alto contenuto di acido urico dell’asparago può causare spiacevoli conseguenze per coloro che soffrono di: cistite, prostatite e gotta.

Acqua

 

Non dimenticate la bevanda per eccellenza, l’unica che non ha effetti collaterali ma favorisce la migliore diuresi. Si consiglia di bere almeno 2 litri di acqua al giorno e possibilmente lontano dai pasti. L’acqua favorisce diuresi, depurazione, stipsi, digestione e migliora il benessere della pelle.

Pubblicato in Consigli
31 Ottobre 2016
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In estate, con l’arrivo del gran caldo, molti dei disturbi legati alla cattiva circolazione si accentuano.

Le prime a farne le spese sono le gambe, bersaglio prediletto di inestetismi fastidiosi come varici e teleangectasie, ovvero quelle rotture dei capillari che danno vita a macchie reticolari rosso-bluastre. Spesso dovute a una predisposizione genetica, possono peggiorare oltre che con le temperature elevate anche in seguito a gravidanze, aumento di peso, sfiancamenti dei vasi dovuto all’età.

 

Le cause


Il sistema circolatorio venoso delle gambe, che ha il compito di riportare il sangue verso il cuore, può essere suddiviso in tre sottosistemi:
• rete superficiale, che comprende i capillari e la piccola e la grande safena (quest’ultima è il vaso sanguigno più lungo del corpo);
• rete dei vasi perforanti, costituito dall’insieme dei vasi che collegano i vasi profondi con quelli della rete superficiale;
• rete profonda, formata da tutti i vasi che si trovano all’interno dei muscoli.

 

La circolazione venosa delle gambe dipende dal buon funzionamento delle valvole, che hanno la forma di una coppia di nidi di rondine, presenti all’interno delle vene stesse e che impediscono la ricaduta del sangue verso il basso.

Quando le vene, in particolare quelle superficiali, si ammalano, tendono a dilatarsi allontanando le valvole tra di loro e favorendo il reflusso e quindi il ristagno sanguigno con il conseguente sviluppo delle vene varicose lungo gli arti inferiori, accompagnate da edemi e gonfiori localizzati.

Ad accentuare questi disturbi intervengono fattori diversi tra cui il caldo, che può peggiorare i problemi circolatori e provocare dolore simile a crampi, senso di pesantezza, prurito. In aggiunta il cattivo funzionamento del sistema linfatico, costituito da vasi, capillari e dotto toracico, ovvero il grosso vaso in cui sboccano le vene linfatiche e il cui compito è quello di riportare la linfa nel sangue dopo averla “pulita”, può peggiorare gonfiori e ristagno di liquidi, contribuendo tra l’altro alla formazione della cosiddetta cellulite.

Anche la postura gioca un ruolo importante nel buon funzionamento dell’apparato circolatorio: stare seduti troppo a lungo o, viceversa, rimanere fermi in piedi per molte ore sono situazioni in grado di favorire il ristagno di liquidi negli arti. Così come la dieta: un’alimentazione ricca di sale e povera di liquidi influisce negativamente sulla vascolarizzazione dei tessuti, impedisce l’eliminazione di scorie e tossine, favorisce gli edemi.

 

I sintomi


Quando la circolazione venosa non funziona a dovere, le gambe possono manifestare sintomi fastidiosi oltre che evidenziare molteplici inestetismi: gonfiore, senso di pesantezza, cellulite, formicolii, capillari evidenti sono disturbi che in alcuni casi si accentuano fino a limitare la normale vita quotidiana. E che potrebbero essere spia di patologie più complesse a carico del sistema ormonale, linfatico o cardiovascolare.

È il caso, per esempio, delle varici, all’origine delle quali c’è una marcata dilatazione e perdita di tono delle vene delle gambe: la sintomatologia è costituita da pesantezza degli arti inferiori accompagnata da dolore diffuso, ingrossamento delle vene superficiali, gonfiore alle caviglie. Nei casi più gravi il rischio è di andare incontro nel tempo a insufficienza venosa profonda, emorragie, flebiti, trombosi e ulcere.

 

Rimedi e cure


Per prevenire o attenuare la sintomatologia è necessario innanzitutto adottare uno stile di vita sano che comprenda una regolare attività fisica e un regime alimentare iposodico ricco di liquidi, frutta e verdura.

In particolare dovrebbe essere aumentato il consumo di frutti rossi, come i mirtilli, che contribuiscono a irrobustire le pareti vascolari.
Qualche attenzione in più va riservata anche all’abbigliamento: è bene evitare di indossare indumenti molto aderenti e realizzati con fibre sintetiche e rinunciare ai tacchi troppo alti così come alle scarpe ultra-piatte.


Nelle ore di lavoro, se si è costretti a stare a lungo seduti, è importante cambiare posizione più volte, cercando di sgranchirsi le gambe con cadenza regolare: è sufficiente muovere qualche passo ogni ora per limitare il problema.

Se, al contrario, si trascorre gran parte della giornata in piedi, un buon esercizio consiste nel sollevarsi spesso sulle punte: questo movimento facilita la risalita del sangue dalle gambe verso il cuore. E, tutte le volte che se ne ha l’opportunità, è utile mettere le gambe in posizione orizzontale e leggermente sollevata, per esempio aiutandosi con un guanciale quando ci si distende nel letto o sul divano.


Quando si prevedono lunghi spostamenti in automobile è necessario mettere in conto brevi soste salva-gambe: una veloce passeggiata all’interno di una stazione di servizio mette al riparo dai rischi della stasi.

E, nel caso di viaggi in aereo, è importante, quando possibile, alzarsi e muoversi lungo il corridoio e, stando seduti, non tenere le gambe accavallate per troppo tempo.


Ma poiché è in estate che le gambe soffrono maggiormente, è in questo periodo che si devono prendere alcune precauzioni supplementari: soprattutto chi ha problemi di circolazione dovrebbe evitare le lunghe esposizioni al sole, facendo frequenti passeggiate nell’acqua fresca e riposando sotto l’ombrellone nelle ore più calde.

Tutte le sere è utile applicare una crema rinfrescante con un massaggio dal basso verso l’alto concentrato in particolare sulla zona delle caviglie e dei polpacci.
Nei casi più eclatanti, quando la sintomatologia è importante e si protrae oltre il periodo estivo, lo stile di vita da solo non basta a risolvere il problema. Per questo è bene rivolgersi a uno specialista che, dopo aver effettuato esami approfonditi eventualmente con l’ausilio di tecniche come l’ecodoppler, appronterà le cure necessarie. Oggi, infatti, sono disponibili strumenti sempre più sofisticati per la cura delle patologie venose delle gambe: l’uso integrato di metodiche diverse tra cui la terapia medica, la scleroterapia, l’elastocompressione, il laser cutaneo, la mesoterapia e la terapia chirurgica mininvasiva garantisce ottimi risultati.

 

 

Pubblicato in Consigli
3 Luglio 2016
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La buccia d’arancia proprio non se ne va e la bella stagione sembra essere precocemente alle porte. La voglia di fare sport, di muoverci, di stare all’aria aperta e di rimetterci in forma c’è: perché non approfittare e scegliere proprio l’attività fisica che ci permetterebbe di sciogliere o migliorare la nostra cellulite?

 

Ecco gli sport più efficaci per rimodellare la silhouette, diventando più tonica e riducendo la cellulite, visto che si incrementa il dispendio energetico del metabolismo basale.

 

Innanzitutto, “muoversi” significa non solo fare sport ma anche fare movimenti ogni giorno, durante tutto l’arco della giornata, ad esempio già fare le scale, camminare, utilizzare la bicicletta per spostarsi o la scopa al posto dell’aspirapolvere per pulire sono delle forme di movimento.

Per combattere la cellulite esistono però delle attività fisiche più adatte perchè vanno ad intervenire proprio nelle zone critiche.

 

Il nuoto consente di sollecitare i muscoli del busto, delle gambe e delle braccia in modo costante e di migliorare la circolazione sanguigna totale; tenendo un buon ritmo si riescono a bruciare dalle 200 alle 500 kcal ed il sovrappeso non è comunque un problema o un ostacolo a questo sport, in quanto l’acqua rende il proprio corpo più leggero dell’80%! 

L’acqua produrrà un effetto massaggio linfatico ed anche la spiacevole sensazione di avere le gambe pesanti scomparirà. Cominciate con 2 sedute a settimana di 30 minuti cercando di fare 500 metri; cambiate pure stile e pian piano, migliorando resistenza e respirazione, riuscirete ad aumentare anche le distanze effettuate.

Se utilizzate le mini pinne per nuotare i risultati saranno migliori perché i muscoli lavorano sott’acqua e il movimento e massaggio vanno proprio ad agire sui glutei, sulle cosce e sulla ritenzione idrica. Se si ha la fortuna di vivere al mare, ovviamente è meglio indossare le pinne (le mini pinne sono consentite in piscina).

 

L’acquagym consente di fare ginnastica a ritmo di musica, in gruppo, divertendosi e mentre l’acqua massaggia tutto il corpo. E’ un’attività molto efficace e in un’ora fa perdere circa 400 kcal poiché va ad agire su molti muscoli che solitamente non si utilizzano, nonché tonifica gli addominali. Sarebbe ideale seguire 2 o 3 lezioni a settimana, da 45 minuti ciascuna per ottenere visibili risultati, soprattutto di rimodellamento delle linee corporee.

 

L’hydrobike è lo spinning in acqua (viene anche denominato acquabiking) e permette di rassodare sia le cosce che le braccia. E’ uno sport completo, ottimo se si vogliono ottenere risultati in poco tempo e perfetto per chi ha problemi di peso o di circolazione, con molta cellulite annessa. In un’ora si bruciano 700 kcal ed anche il sistema cardiorespiratorio ha notevoli benefici: seguite sempre 2 a 3 sedute a settimana di 45 minuti ciascuna.

La camminata a passo sostenuto accelera il metabolismo e spinge il corpo a produrre endorfine, ossia a ridurre lo stress e a migliorare il proprio status di salute. Ovviamente, si tonificano le gambe, il sistema cariorespiratorio migliora e si perdono circa 400 kcal/ora.

 

Il nordic walking è sicuramente per anime più avventurose: è il camminare con i bastoncini, simile allo sci di fondo, che muove e scolpisce tutti muscoli del corpo e fa bruciare tantissime calorie (600 kcal/ora), migliorando la respirazione. I bastoni vengono utilizzati per bilanciare lo sforzo omogeneamente su tutto il corpo e per liberare le tensioni muscolari delle spalle e della nuca. Iniziando con 2 sedute alla settimana da 45 minuti si prenderà confidenza con questo sport e si può poi aumentare la frequenza ed intensità, grazie all’allenamento svolto.

 

Se amate la palestra invece, aggiungete ai consueti squat, affondi e vari macchinari, un allenamento aerobico almeno due volte alla settimana (bike, corsa, camminata in salita, etc), che serve a bruciare grassi e calorie al fine di combattere la cellulite.

Pubblicato in Beauty
23 Febbraio 2016
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È uno dei peggiori incubi del 75% delle donne: la cellulite. Per prevenirla o curarla ci sono diversi rimedi ma nessuno di questi, non accompagnato da attività fisica è veramente utile.

 

Fare sport è fondamentale per rendere i muscoli tonici e per ottenere così quell’effetto di stiramento della pelle che aiuta ad attenuare i tipici inestetismi superficiali determinati dalla cellulite.

Se non siete solite fare attività fisica non disperate: occorre fare sport in modo graduale e misurato e resistenza e risultati saranno via via crescenti. Ricordate di far lavorare soprattutto i muscoli della zona interessata da cellulite: il consiglio di un istruttore può essere utile, specialmente per indicare quali esercizi a corpo libero sono più efficaci oppure quali attrezzi usare.

 

Sport sì e no

Alcuni sport sono più adatti di altri che, invece, risultano essere inadeguati o per un eccessivo carico degli arti inferiori o per i continui scatti e le forti esplosioni di energia richiesti.

 

SPORT NOtennis – squash - sci - sci alpino - atletica pesante

 

SPORT Sì: 

  • Nuoto: perché coinvolge tutti i muscoli, aiuta la circolazione ed evita sovraccarico allo scheletro 
  • Ciclismo:perché potenzia il trofismo muscolare e tissutale e stimola il circolo venoso e linfatico (si può optare anche per una bici da camera,  i risultati saranno pressappoco gli stessi)
  • Running: (anche in casa con simulatori di corsa) per la sua azione benefica sul cuore, sulla circolazione e per l’ossigenazione determinata sui tessuti

Ginnastica passiva

Alcune persone non sono abituate a praticare sport e conducono da sempre una vita sedentaria. In questi casi può essere utile praticare la ginnastica passiva, che consiste nell’applicazione su quelle parti del corpo da trattare di elettrodi collegati a uno stimolatore elettrico. Questa stimolazione fa contrarre involontariamente il muscolo prescelto facilitando così la spremitura dei vasi sanguigni e linfatici e rendendo la parte più tonica. 

Noi di DCD Tuscolano consigliamo di accompagnare l’attività fisica con trattamenti mirati come ad esempio la Cryoultrasound. Premotate la vostra seduta di prova e iniziate a dire addio alla pelle a buccia d’arancia, vi aspettiamo!

Pubblicato in Beauty
3 Maggio 2015
Letto 972 volte
Tecnica diffusa a macchia d'olio in tutta Europa, il linfodrenaggio è sempre più apprezzato a livello medico scientifico anche in Italia
 
Spieghiamo a chi ancora non lo conosce di cosa si tratta: Il linfodrenaggio è un massaggio specialistico che si esegue sul corpo o sul viso a seconda del risultato desiderato. 
È in assoluto il massaggio tra i più delicati: si tratta di movimenti di pressione e depressione fatti con le dita o con il percorso della linfa, un liquido lattiginoso composto di acqua, sali, proteine e cellule immunitarie, dette linfociti.
 
Il linfodrenaggio è un alleato preziosissimo nella lotta alla cellulite, ecco come: quando le sostanze che il nostro corpo deve espellere, anziché seguire il normale deflusso tendono a ristagnare e, nel tempo, a stratificarsi, si crea l'antiestetica pelle a buccia d’arancia.
Il termine stesso "cellulite" prende il nome proprio da questo mal funzionamento e ricambio rallentato del liquido "interstiziale", il liquido appunto dove sono immerse le cellule. Tali prodotti di scarto vengono neutralizzati all'interno di stazioni linfatiche in cui la linfa è obbligata a passare per essere "drenata", cioè passata al setaccio, e da dove riparte, pulita e caricata di rinnovata vitalità da portare al sangue.
Il problema cellulite si può quindi ricondurre a una disfunzione dei sistemi circolatori sanguineo e linfatico, oltre che a motivi di altro ordine.
Il linfodrenaggio manuale, con i suoi lenti e ritmici movimenti, aiuta la linfa ad entrare nelle stazioni linfatiche ed evita che si creino ristagni di liquidi nei tessuti dove si addenserebbero le tossine.
È particolarmente indicato in tutti casi di edemi, di ritenzione idrica, nella cellulite, nelle stasi linfatiche dovute a interventi chirurgici, e in tutte le patologie in cui è necessario potenziare il sistema immunitario.
 
 
 
Linfodrenaggio energetico
Il linfodrenaggio energetico è un massaggio che unisce la massima competenza tecnica e medica ad una parte sicuramente importante della cultura orientale e indiana. La particolarità la troviamo nella tecnica di visualizzazione o meditazione che in quattro momenti differenti del trattamento, viene effettuata da chi esercita il massaggio, e ricevuta dal paziente in maniera passiva ma con il massimo beneficio.
Si tratta di momenti detti di "visualizzazzione", molto simile alla meditazione, che vengono effettuati da chi opera il massaggio e trasferite al paziente tramite un contatto fisico a volte molto leggero, a volte molto profondo.
La prima visualizzazione riguarda la testa, poi il torace, la pancia e infine la schiena.
Il linfodrenaggio energetico è una tecnica per molti insolita: non è un semplice trattamento estetico, ma ha un forte impatto anche sulle parti più profonde dell'organismo. Tuttavia è sempre consigliabile consultare un medico prima di sottoporsi ai vari trattamenti e non considerarli come una sostituzione della medicina ufficiale.
Il linfodrenaggio è un metodo terapeutico utile anche durante la gravidanza, da evitare comunque durante i primi, e più delicati, tre mesi di gestazione. Dopo il terzo mese, invece, il linfodrenaggio diventa il massaggio più indicato. 
 
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Pubblicato in Beauty
3 Ottobre 2014
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