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L'eritema solare, il terrore dei bagnanti quando si espongono ai raggi solari e sono intenti a godere della famosatintarella.

Chi di voi non ha mai preso l’eritema solare? In pochissimi avrete risposto “Mai”. Questo perché l’eritema colpisce una percentuale altissima di soggetti che vanno al mare e godono dei primi raggi del sole senza un’adeguata e corretta protezione ed esposizione.

Vediamo insieme cos’è l’eritema solare? Come prevenirlo? Come riconoscerlo dai sintomi? E soprattutto come curarlo?

 

Cos’è l’eritema solare

L’eritema solare, meglio conosciuto come scottatura o “colpo di sole” compare sulla pelle quando ci si espone ai raggi solari con una protezione non sufficiente, superando la tolleranza della pelle al sole.

Nessuno è esente da eritema, in genere sono più a rischio i fototipi chiari (coloro che hanno una pelle bianchissima e i capelli chiari), ma anche una persona con la pelle scura può essere colpita da eritema soprattutto se esposta al sole senza un’adeguata protezione in una località caraibica o in alta montagna.

Quando compare l’eritema solare? Come ci accorgiamo che ne siamo stati colpiti?

 

Sintomi: come riconoscere l’eritema solare

Riconoscere l’eritema solare non è difficile, se vedete la vostra pelle diventare rossa con la comparsa di bolle che tendono a squamarsi non ci sono dubbi: è eritema!

 

Ci sono vari livelli di eritema solare, dai più lievi a quelli più seri che spesso portano alla comparsa di febbre alta. I gradi dell’eritema sono così distinguibili:

 

  • Eritema leggero: la pelle si arrossa leggermente e questo colorito tende ad andare via nel giro di pochi giorni, senza comparsa di bolle, né desquamazioni e neppure abbronzatura
  • Eritema medio: la pelle è abbastanza arrossata e premendo sulla zona interessata si sente dolore e si nota anche un certo gonfiore alla vista. Dopo pochi giorni il rossore scompare e la pelle diventa abbronzata senza procurare desquamazioni
  • Eritema forte: la pelle è molto rossa (quasi viola), si sente dolore e la zona interessata è molto gonfia. Dopo 3-4 giorni compare la desquamazione e si nota un’abbronzatura a macchia di leopardo
  • Eritema molto forte: si tratta di una vera e propria ustione di primo grado superficiale. La pelle è rosso vivo, presenta bolle e una forte desquamazione che lascia il tessuto cutaneo senza abbronzatura. Possono comparire anche altri fastidi e disturbi a livello fisico, come nausea, febbre, mal di testa e vertigini.

 

In genere i sintomi, soprattutto quelli più intensi dovuti ad un’eritema forte o molto forte compaiono 6-12 ore dopo l’esposizione al sole. Quando vi accorgete subito della gravità, ovvero di essere di fronte ad una vera e propria ustione di primo o secondo grado con rossori intensi, bolle e desquamazioni correre subito ai ripariconsultando un medico o rivolgendovi ad un esperto che vi consiglierà i prodotti e i rimedi da adottare.

 

Come curare l’eritema solare

E’ importantissimo riconoscere tempestivamente un’eritema solare. I tempi in questo caso sono decisivi per cercare la migliore soluzione per intervenire e curare l’infiammazione e soprattutto per evitare conseguenze spiacevoli.Un’eritema solare se non curato bene oppure peggio ancora non riconosciuto o ancora trascurato può portare alle seguenti conseguenze:

 

  • L’eritema solare aumenta il rischio di comparsa di macchie cutanee
  • Aumenta la formazione di cheratosi attinica
  • Aumenta il rischio di tumore della pelle (melanoma)
  • Accelera i processi di invecchiamento con la formazione di rughe e perdita di tono ed elasticità della pelle

Quali sono le cure dell’eritema solare? Per curare l’eritema è consigliato rivolgersi ad uno specialista per decidere la migliore terapia. In genere i rimedi per l’eritema solare sono:

  • Idratare subito la pelle con creme e lozioni specifiche per ottenre un immediato sollievo. Si consiglia di tenere in frigorifero il prodotto prima di applicarlo sulla pelle affetta da eritema
  • Stare in ambienti freschi o vicino ad un ventilatore per attenuare (anche se momentaneamente) la sensazione di dolore e bruciore
  • Fare una doccia fredda o applicare del ghiacchio avvolto in un panno di lino o cotone e strofinarlo delicatamente sulla zona colpita
  • La crioterapia è un ottimo rimedio per alleviare i sintomi dell’eritema solare
  • Applicare direttamente sulla pelle da trattare impacchi calmanti a base di aloe, camomilla, menta piperitaecc,)
  • Bere molti liquidi
  • Applicare costantemente creme emollienti per facilitare anche la regressione della desquamazione
  • Assumere antidolorifici per accelerare il processo di guarigione e allontanare il fastidio da bruciore dovuto all’eritema

 

Seguire questi consigli in caso di eritemi leggeri o medi, per quelli più forti consultare subito un medico perché in questi casi è necessaria una terapia a base di cortisoni o antibiotici (creme o per via orale.

 

Tra i farmaci più usati in casi di eritema, locoidon (pomata cortisonica), benzocaina (Foille), lidocaina. Il medico valuterà la cura migliore e più efficace.

I soggetti colpiti da eritema devono anche seguire una sana alimentazione a base di vitamine, preferire frutta everdura e bere almeno due litri di acqua al giorno.

Non esporsi al sole nel periodo di convalescenza, se dovete necessariamente esporvi ai raggi solari non fatelo nelle ore più calde e soprattutto copritevi con una t-shirt.

 

Prevenire l’eritema solare

Prevenire l’eritema solare è possibile ma spesso non garantisce la totale immunità dal cosiddetto “colpo di sole”. In ogni caso seguire delle semplici regole allontana di certo il rischio eritema.

 

Ricordatevi di:

  • Prima di esporvi al sole spalmate già a casa una crema con protezione alta e ripetete in spiaggia l’operazione più volte
  • Evitate di esporvi nelle ore più calde (11-15)
  • Indossare sempre un cappello, fascia o una bandana insieme ad occhiali da sole per proteggere gli occhi dai raggi UV
  • Evitare l’esposizione diretta ai raggi solari (soprattutto dei bambini)

Sdraiati al sole, godi del benessere dei suoi raggi, abbronzati, ma attento alla tua pelle:“Proteggila” con una sana e corretta esposizione.

Pubblicato in Consigli
3 Luglio 2016
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In estate, con l’arrivo del gran caldo, molti dei disturbi legati alla cattiva circolazione si accentuano.

Le prime a farne le spese sono le gambe, bersaglio prediletto di inestetismi fastidiosi come varici e teleangectasie, ovvero quelle rotture dei capillari che danno vita a macchie reticolari rosso-bluastre. Spesso dovute a una predisposizione genetica, possono peggiorare oltre che con le temperature elevate anche in seguito a gravidanze, aumento di peso, sfiancamenti dei vasi dovuto all’età.

 

Le cause


Il sistema circolatorio venoso delle gambe, che ha il compito di riportare il sangue verso il cuore, può essere suddiviso in tre sottosistemi:
• rete superficiale, che comprende i capillari e la piccola e la grande safena (quest’ultima è il vaso sanguigno più lungo del corpo);
• rete dei vasi perforanti, costituito dall’insieme dei vasi che collegano i vasi profondi con quelli della rete superficiale;
• rete profonda, formata da tutti i vasi che si trovano all’interno dei muscoli.

 

La circolazione venosa delle gambe dipende dal buon funzionamento delle valvole, che hanno la forma di una coppia di nidi di rondine, presenti all’interno delle vene stesse e che impediscono la ricaduta del sangue verso il basso.

Quando le vene, in particolare quelle superficiali, si ammalano, tendono a dilatarsi allontanando le valvole tra di loro e favorendo il reflusso e quindi il ristagno sanguigno con il conseguente sviluppo delle vene varicose lungo gli arti inferiori, accompagnate da edemi e gonfiori localizzati.

Ad accentuare questi disturbi intervengono fattori diversi tra cui il caldo, che può peggiorare i problemi circolatori e provocare dolore simile a crampi, senso di pesantezza, prurito. In aggiunta il cattivo funzionamento del sistema linfatico, costituito da vasi, capillari e dotto toracico, ovvero il grosso vaso in cui sboccano le vene linfatiche e il cui compito è quello di riportare la linfa nel sangue dopo averla “pulita”, può peggiorare gonfiori e ristagno di liquidi, contribuendo tra l’altro alla formazione della cosiddetta cellulite.

Anche la postura gioca un ruolo importante nel buon funzionamento dell’apparato circolatorio: stare seduti troppo a lungo o, viceversa, rimanere fermi in piedi per molte ore sono situazioni in grado di favorire il ristagno di liquidi negli arti. Così come la dieta: un’alimentazione ricca di sale e povera di liquidi influisce negativamente sulla vascolarizzazione dei tessuti, impedisce l’eliminazione di scorie e tossine, favorisce gli edemi.

 

I sintomi


Quando la circolazione venosa non funziona a dovere, le gambe possono manifestare sintomi fastidiosi oltre che evidenziare molteplici inestetismi: gonfiore, senso di pesantezza, cellulite, formicolii, capillari evidenti sono disturbi che in alcuni casi si accentuano fino a limitare la normale vita quotidiana. E che potrebbero essere spia di patologie più complesse a carico del sistema ormonale, linfatico o cardiovascolare.

È il caso, per esempio, delle varici, all’origine delle quali c’è una marcata dilatazione e perdita di tono delle vene delle gambe: la sintomatologia è costituita da pesantezza degli arti inferiori accompagnata da dolore diffuso, ingrossamento delle vene superficiali, gonfiore alle caviglie. Nei casi più gravi il rischio è di andare incontro nel tempo a insufficienza venosa profonda, emorragie, flebiti, trombosi e ulcere.

 

Rimedi e cure


Per prevenire o attenuare la sintomatologia è necessario innanzitutto adottare uno stile di vita sano che comprenda una regolare attività fisica e un regime alimentare iposodico ricco di liquidi, frutta e verdura.

In particolare dovrebbe essere aumentato il consumo di frutti rossi, come i mirtilli, che contribuiscono a irrobustire le pareti vascolari.
Qualche attenzione in più va riservata anche all’abbigliamento: è bene evitare di indossare indumenti molto aderenti e realizzati con fibre sintetiche e rinunciare ai tacchi troppo alti così come alle scarpe ultra-piatte.


Nelle ore di lavoro, se si è costretti a stare a lungo seduti, è importante cambiare posizione più volte, cercando di sgranchirsi le gambe con cadenza regolare: è sufficiente muovere qualche passo ogni ora per limitare il problema.

Se, al contrario, si trascorre gran parte della giornata in piedi, un buon esercizio consiste nel sollevarsi spesso sulle punte: questo movimento facilita la risalita del sangue dalle gambe verso il cuore. E, tutte le volte che se ne ha l’opportunità, è utile mettere le gambe in posizione orizzontale e leggermente sollevata, per esempio aiutandosi con un guanciale quando ci si distende nel letto o sul divano.


Quando si prevedono lunghi spostamenti in automobile è necessario mettere in conto brevi soste salva-gambe: una veloce passeggiata all’interno di una stazione di servizio mette al riparo dai rischi della stasi.

E, nel caso di viaggi in aereo, è importante, quando possibile, alzarsi e muoversi lungo il corridoio e, stando seduti, non tenere le gambe accavallate per troppo tempo.


Ma poiché è in estate che le gambe soffrono maggiormente, è in questo periodo che si devono prendere alcune precauzioni supplementari: soprattutto chi ha problemi di circolazione dovrebbe evitare le lunghe esposizioni al sole, facendo frequenti passeggiate nell’acqua fresca e riposando sotto l’ombrellone nelle ore più calde.

Tutte le sere è utile applicare una crema rinfrescante con un massaggio dal basso verso l’alto concentrato in particolare sulla zona delle caviglie e dei polpacci.
Nei casi più eclatanti, quando la sintomatologia è importante e si protrae oltre il periodo estivo, lo stile di vita da solo non basta a risolvere il problema. Per questo è bene rivolgersi a uno specialista che, dopo aver effettuato esami approfonditi eventualmente con l’ausilio di tecniche come l’ecodoppler, appronterà le cure necessarie. Oggi, infatti, sono disponibili strumenti sempre più sofisticati per la cura delle patologie venose delle gambe: l’uso integrato di metodiche diverse tra cui la terapia medica, la scleroterapia, l’elastocompressione, il laser cutaneo, la mesoterapia e la terapia chirurgica mininvasiva garantisce ottimi risultati.

 

 

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3 Luglio 2016
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Le donne sanno che il Lato B è la loro parte del corpo più sensuale, e sanno anche che piace molto agli uomini. Ecco che lottano con la ginnastica e trattamenti per avere i glutei effetto push up. Secondo l’ American Society for Aesthetic Plastic Surgery negli Usa il lifting del sedere ‘brazil butt lift’, è da qualche anno l’intervento di chirurgia estetica più in ascesa. Noi vi proponiamo dei trucchi per averlo sodo, tonico e senza cellulite senza ricorrere al bisturi e alle sue conseguenze negative. Vediamo insieme quali sono.

 

Cause del gluteo basso

Spesso il nostro lato B non ha la forma e la tonicità desiderata non solo per motivi di costituzione fisica ma per ragioni di vita quotidiana.


Quello che vi proponiamo sono dei consigli per tutte le donne che desiderano avere sia un sedere perfetto alla Kim Kardashian, sia per quelle che si ispirano alla bellezza del fondoschiena italiano della Tatangelo.

Le cause che più incidono sul rilassamento di questa zona sono la scarsa attività fisica, l’invecchiamento naturale e l'alimentazione ricca di grassi.


Quando non facciamo attività fisica c’è un rallentamento dell’ossigenazione dei tessuti e un indebolimento dellefasce muscolari di sostegno del gluteo. Anche l’altalenanza di peso (aumento e dimagrimento) contribuiscono al non perfetto lato b.

 

Scolpire e rassodare

 

La costanza nell’ attività fisica è punto fondamentale per avere un lato b da urlo. Gli esercizi possono essere fatti anche a casa se si è pigri per andare in palestra.

La palestra è più indicata perché si abbinano esercizi mirati, come squat e affondi, con un allenamento aerobico, come danza, nuoto e corsa.

Questo permette di bruciare i grassi e ridisegnare il profilo del gluteo.

Per chi è impegnato in ufficio ed è costretto a stare molto tempo seduto può seguire dei consigli per mantenere i glutei in allenamento. 

Preferire le scale all’ ascensorecamminare a piedi con andatura sostenuta per 30 minuti al giorno, approfittare delle pause per fare esercizi sulle gambe sedendosi e rialzandosi stando in piedi.

Ogni volta che facciamo le nostre attività quotidiane non dimenticate un trucco fondamentale: stringere glutei. Farlo sotto la doccia, quando si cucina, quando si fa la spesa  ogni volta che dobbiamo anche rimanere in piedi a sostare per qualche minuto o ora.

 

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30 Maggio 2016
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Sembra che l’accumulo di fluidi non sia l’unico responsabile della formazione della cellulite.

Infatti essa dipende, in una certa misura, anche dal metodo di preparazione e cottura dei cibi. 

Dai metodi di cottura dipende la formazione degli Ages (ovvero Advanced glycation end products), complessi molecolari nati dalla fusione di glucosio e proteine che rendono i tessui cutanei rigidi e fragili, dando luogo all’odiata cellulite (oltre che alle rughe, ma questa è un’altra storia).

Come cambiare dunque le proprie abitudini nel modo di preparare i cibi? I medici sottolineano che non si tratta distinguere tra cibi buoni o cattivi, ma che la distinzione è data soprattutto dal metodo di cottura utilizzato.

Bisogna innanzitutto tener presente quali sono i cibi ricchi di Ages, ovvero la pastasciutta, la crosta del pane bianco, la carne cotta arrosto, il latte a lunga conservazione o quello fresco bollito, i dolci cotti al forno, le bevande light e i dolcificanti.

I cibi a basso contenuto di Ages sono le verdure e gli ortaggi, il latte fresco pastorizzato e, per quanto riguarda i metodi di cottura, i cibi cotti al vapore o a fuoco lento.

In parole povere, per contrastare la cellulite dovremmo seguire una dieta a basso contenuto di zuccheri, preferendo cibi crudi (ortaggi, frutta e verdura a foglia) o cotti al vapore riducendo il consumo di alimenti industriali e troppo lavorati. 
 
“Le scelte alimentari contribuiscono alla distribuzione del grasso in alcune aree del corpo e influenzano la struttura stessa dei tessuti, modificando la dieta si incide direttamente sulla qualità della pelle”, ha spiegato il chirurgo plastico Emanuele Bartoletti.

“Il rischio”, continua Rossi, “aumenta del 13% introducendo un milione di unità Age al giorno, in pratica l’equivalente di una fetta di torta o a 150 grammi di frittura o a 200 grammi di carne alla brace” e poiché “le conseguenze dell’accumulo di Ages nell’organismo non si vedono da giovani, ma cominciano a farsi sentiredopo i 35 anni”, è meglio prevenire che curare.

 

 

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24 Aprile 2016
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Il tempo stringe e per perdere peso non basta più soltanto la dieta: serve un esercizio fisico, meglio ancora uno sport capace di coinvolgerci e appassionarci così da garantirci un allenamento costante e farci davvero dimagrire.

La quantità di calorie che bruciamo dipende dal peso corporeo, dall’attività fisica che si svolge e dal livello di intensità. Per avere i maggiori benefici, il Centers for Disease Control and Prevention degli Stati Uniti raccomanda cinque ore di attività aerobica moderatamente intensa. Ecco quali sono gli sport che consentono di bruciare più calorie.

 

 

1-karate

 

Karate, judo, kick boxing, kung fu e taekwondo aiutano a perdere peso perché prevedono una parte aerobica in cui si allena il fiato e una in cui si potenzia la muscolatura. In un’ora di allenamento si possono bruciare fino a 1.300 calorie.
 
2 -calcio
Nei 90 minuti di una partita di calcetto, un uomo di 70 chili brucia ben 1.050 calorie. Fanno perdere peso anche gli altri sport di squadra. Complice anche la sabbia che rende i movimenti più intensi, in una partita di pallavolo si bruciano circa 484 kcal, mentre con la pallacanestro si arriva a 840 e con lo squash a 800.
 
3 -corsa
Permette di bruciare fino a 820 calorie per un’ora di sport e mette in moto il metabolismo aerobico che brucia i grassi. per individuare l'intensità ideale: si sottrae la propria età alla cifra 220 e si calcola il 70% del totale. Il risultato è il numero di battiti cardiaci al minuto da tenere durante la corsa.
 
4-saltocorda
Considerato erroneamente solo un classico gioco da bambine (in realtà è anche un tipico allenamento da pugili), migliora la postura e permette di bruciare tra le 715 e le 680 calorie all’ora.
 
5-freeclimbing
Che sia su una parete rocciosa o indoor, l’arrampicata fa bruciare 700 calorie l’ora. Sollecita tutti i muscoli ma soprattutto quelli delle mani e degli avambracci. È controindicato a chi è in sovrappeso o ha problemi alle articolazioni.
 
6 - scherma
In media fa consumare 600 calorie all’ora e sollecita soprattutto i muscoli degli arti inferiori, del braccio che impugna l'arma e dell'addome. Per questo, così come accade per il tennis, servono esercizi di compensazione per l’altro braccio.
 
7-tennis
Fa bruciare 660 calorie l’ora, ma fa dimagrire soltanto se praticato almeno per un’ora e mezza poiché alterna fasi di lavoro ad alta intensità a tempi morti. È uno sport che sollecita soprattutto le gambe e la spalla del braccio che tiene la racchetta. Dunque, è uno sport asimmetrico che richiede un allenamento di compensazione per il braccio che non gioca.
 
8-ciclismo
Pedalando per un’ora a velocità moderata, si consumano in media 550 calorie ma se si aumenta la velocità o anche la durezza della superficie si può arrivare anche a 850 calorie all’ora.
 
9-nuoto
Allungano la muscolatura, fanno perdere peso e permettono di bruciare tra le 500 e le 600 calorie in un’ora di attività. Oltre al nuoto, che è uno sport completo che allena tutto il corpo, fanno dimagrire le varie declinazioni del fitness acquatico: l’Aquawalk (allenamento in piscina con gli stivali); l’Aqua Funny Trax (mix di aerobica e balli di gruppo); l’Acquakombat (kick boxing e arti marziali in acqua).
 
10-trekking
Fa bruciare circa 400 calorie all’ora ed allena soprattutto le gambe. Secondo uno studio dei ricercatori della Quebec’s Laval Univerity di Ville de Quebec in Canada, fa dimagrire se praticato tre volte alla settimana, facendo una passeggiata di almeno 45 minuti e per un periodo di quattro mesi.

 

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23 Aprile 2016
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Se non sei ancora giunta al peso forma, puoi sempre fingere fino a che non ci arrivi! Come? Qui ti spiegheremo come usare le regole della moda per farti calzare i capi a pennello e le idee a tuo piacimento e sentirti bellissima anche adesso. Usa questi consigli e regole per vestirti come se avessi già una taglia in meno.

 

 

Problema n°1: Il fondoschiena sporgente

 

Problemi comuni

 

Indossare un top che sia troppo corto e che non camuffi il tuo sedere.

 

 

Per sembrare più magra

 

Lascia che siano le tue dita a guidarti. Rilassa le mani sui fianchi e scegli capi che grattino al contatto, come la seta crepe o il lino. Normalmente, queste stoffe sono in grado di mascherare il tuo fondoschiena prominente. La tunica o il top a tunica è un’ottima scelta. Scegli anche jeans a zampa, che spostano l’attenzione degli altri verso giù, verso le tue estremità.

 

 

Consigli bonus

 

– Evita colori come il bianco o l’avorio.
– Evita qualsiasi capo alto in vita.
– Cerca maglie e camicie con scolli o decorazioni particolari sulla schiena.
– Abbina una gonna a tinta unita ad una camicia a stampa; la distrazione data dalla stoffa vivace, lavorerà a tuo vantaggio.

 

 

 

Il problema: La pancia sporgente

 

Problemi comuni

 

Capi troppo stretti o troppo larghi metteranno in luce il tuo addome.

 

 

Per sembrare più magra

 

Uno dei modi migliori per nascondere una pancia grossa è un abito a guaina. Incredibile, vero? Scegline uno in jersey, che ti accarezza la vita, meglio se di un colore scuro, da abbinare ad una giacca di colore chiaro, così da aiutarti a sfinare. Potresti anche dare un’occhiata agli abiti con righe verticali. Ricorda che i blazer aderenti sono perfetti per creare una silhouette longilinea. Potresti anche indossarli con abiti e jeans per dare più volume al tuo sedere e spostare dunque l’attenzione!

 

 

Consigli bonus

 

– L’intimo modellante è perfetto quando vuoi cercare di minimizzare la pancia!
– I top con una linea ad A (ovvero a trapezio) sono un’ottima scelta.
– Evita pantaloni con la vita chiusa da un cordoncino; la faranno risultare più grande.
– I top a tunica sono perfetti per mascherare la pancia, ma assicurati di scegliere la giusta taglia per te; non deve essere troppo grande.
– Preferisci pantaloni con la chiusura laterale.
– I tagli obliqui ti permetteranno di mascherare le rotondità dell’addome.

 

 

 

Il problema: Braccia grosse/Torace e spalle larghe

 

Problemi comuni

 

Le maniche corte o i top senza maniche, faranno apparire le tue braccia decisamente più grosse! Presta anche attenzione ai vestiti senza spalline, con taglio sul petto, top a tubo o top molto corti sul seno ed aderenti, mettono in risalto l’adipe sulla schiena, sulle braccia e sulle spalle.

 

 

Per sembrare più magra

 

Esistono indumenti modellanti anche per le tue braccia. Sono perfetti da indossare come base sotto strati di top senza maniche ed abiti; e ti permettono così di aggiungere più capi al tuo guardaroba.

 

 

Consigli bonus

 

– Assicurati che il tuo reggiseno sia della taglia giusta. Alcune donne avrebbero bisogno di una misura di torace più larga, e di una coppa più piccola, proprio per evitare di far spuntare gli antiestetici bozzi di adipe vicino alle ascelle.
– Le flessioni sono un ottimo modo per tonificare la parte superiore delle tue braccia! Se in palestra vedi una rowing machine, buttatici a capofitto; è un ottimo strumento per aiutarti in a raggiungere l’obiettivo.
– Scegli capi con maniche a pipistrello o più ampie sopra e strette in fondo.
– Evita tessuti sottili come la seta charmeuse.

 

 

Il problema: Gambe o cosce grosse

 

Problemi comuni

 

I pantaloni troppo stretti portano la stoffa a spingere proprio sulle tue gambe e cosce, facendolo dunque apparire più grosse di quanto già non siano, accentuando così il problema.

 

 

Per sembrare più magra

 

Prendi in considerazione indumenti che mettano in risalto la tua vita e che quindi facciano apparire più magre le tue gambe. Opta per pantaloni più larghi di una taglia, che abbiano una gamba ampia o morbida; devi assicurarti che la stoffa scivoli via libera, che insomma non spinga troppo sulla coscia e non stringa la gamba. Scegli giacche con una linea più lunga, che siano in grado di coprirti anche le cosce. Vai verso colori accesi e stampe floreali. Se hai una vita stretta, mettila in mostra! Scegli maglie e camicie con ruches e plissé, che ti fanno apparire più formosa sul seno e più strutturata in torace e spalle, e più magra in vita. Indossa girocolli importanti che attraggano l’attenzione verso la parte superiore del corpo e mettano in ombra quella inferiore!

 

 

Consigli bonus

 

– Cerca gonne maxi, collant opachi, pantaloni a zampa larga e jeans con il taglio a stivale.
– Evita gli shorts, pantaloni e gonne dai colori sgargianti o con stampe magnum, che ingigantirebbero proprio la parte inferiore del tuo corpo, quella che stai cercando di mascherare.
– Vai su denim, lana, e cotone; oppure cuci o incolla, su ogni tuo pantalone, una striscia di colore scuro, che sia tessuto o fettuccia, lungo la parte laterale della gamba. Crea un effetto simile a quello dello smoking, che non solo dà una nuova destinazione d’uso ad un pantalone che potresti non voler mettere più, ma aiuta inoltre a far apparire le tue gambe più lunghe ed affusolate!

 

 

Il problema: Grossezza diffusa su tutto il corpo

 

Problemi comuni

 

Indossare abiti troppo larghi ti farà sembrare più grossa.

 

 

Per sembrare più magra

 

Il segreto è quello di mettere in luce il tuo corpo, non di coprirlo! Il comune sentire crede che una donna un po’ in carne debba coprirsi, usare abiti voluminosi per mascherare. Niente di più sbagliato! Scegli invece di valorizzare le tue curve, opta per capi che definiscano la vita e stringano il busto. Un outfit perfetto è dato da una gonna e da un top aderenti, con quel poco di balze, morbidezze e voile capaci di nascondere le parti che più sfuggono al controllo.

 

 

Consigli bonus

 

– Se adori l’abito nero, ricorda di abbinare la tua personalità al quadretto: aggiungi al nero dei colori accesi. Giallo, verde e blu intenso sono quelli di stagione.
– Le cinture sono tue amiche! Di fatto aggiungono curve alla tua figura anche laddove naturalmente non esisterebbero.
– I dolcevita danno effetto doppio-mento, e gli scolli a collana non sono capaci di valorizzarti al meglio. Scegli una scollatura ampia, metti in risalto la tua pelle, morbida e tesa!
– Tieni sempre un paio di zeppe peep toe o color nudo, nella tua scarpiera. Queste scarpe ti faranno sembrare più alta, migliorano la tua postura e tolgono qualche chilo alla tua immagine.
– Abbronzati! L’abbronzatura ti aiuterà ad apparire più slanciata, magra e in forma. Compra una lozione o uno spray auto-abbronzante, no lampade.

 

Pubblicato in Consigli
23 Aprile 2016
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I tacchi alti sono gioia e dolore per ogni donna e a lungo andare i piedi rischiano di diventare sempre più doloranti e malandati. 

Ma, così come per altre parti del corpo, anche le estremità possono “ringiovanire” grazie alla chirurgia estetica, che va a intervenire laddove ci sono segni del tempo o inestetismi.

 

La “foot surgery” consiste in piccoli interventi generalmente poco invasivi e senza particolari controindicazioni per dare sollievo a piedi stanchi, provati da troppe e troppe ore (e metri) sui tacchi o per ritrovare la freschezza e la bellezza di un tempo perchè anche i piedi dove possono comparire, così come sulle mani, delle macchie cutanee.

 

A seconda dell’entità e della natura del problema da correggere e/o risolvere esistono vari interventi: laser, peeling chimici o microdermoabrasione per migliorare l’aspetto e l’idratazione della pelle grazie a vitamine ed aminoacidi che eliminano lo strato cutaneo superficiale e allo stesso tempo stimolano la produzione di collagene ed elastina.

 

 

I filler a base di acido ialuronico (filler foot) sono invece delle micro iniezioni di acido ialuronico per riempire piedi troppo ossuti e scarni o per rimodellare i talloni provati dalle scarpe alte. I filler non sono certo una novità, essendo un trattamento molto diffuso in chirurgia estetica per riempire rughe e migliorare l’aspetto di cicatrici e di alcuni inestetismi ma anche per ridisegnare la silhouette (ingrandire polpacci e glutei).

 

 

L’acido ialuronico iniettato con il filler foot permette di creare una sorta di cuscinetto “artificiale” in grado di ammortizzare il dolore e di alleviare il carico del peso su tallone, metatarso e dita dei piedi; non si tratta di un intervento che va a stravolgere la natura del piede che è già dotato naturalmente di cuscinetti con questa funzione ma che con il passare del tempo tendono ad assottigliarsi, a non ammortizzare a sufficienza e, di conseguenza, provocano dolore (in alcuni casi invalidante).

 

 

I filler foot sono a base di acido ialuronico macromolecolare, gelatinoso e abbastanza compatto, biodegradabile con una durata di circa due anni; il trattamento si esegue in anestesia locale, non è per nulla invasivo e , a parte evitare di svolgere attività fisica intensa nelle 6 ore successive, non richiede particolari accorgimenti. 

 

 

Pubblicato in Beauty
21 Marzo 2016
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Con la bella stagione i bambini possono finalmente uscire all'aria aperto. Ma sono sempre più numerosi i piccoli allergici ai pollini. Che fare in questi casi? I consigli ai genitori.

 

Primi giorni di primavera, prime belle giornate: c'è il sole, fa più caldo e giustamente i bambini hanno voglia di giocare all'aperto. Per qualcuno, però, può esser un problema. Colpa dei pollini, che in primavera cominciano ad "affollare" l'aria.

Vediamo allora di che cosa si tratta, come si manifesta e soprattutto come può essere curata.
 

Cosa sono i pollini?


I pollini sono minuscoli granellini che permettono alle piante di riprodursi. Durante il periodo di impollinazione - che in Italia va in genere da marzo a luglio - vengono trasportati dal vento, dagli insetti e dall'acqua. Per questo, in primavera e in estate sono presenti nell'aria in concentrazioni elevate, soprattutto nelle giornate calde, assolate e ventose.
 
In soggetti predisposti, i pollini provocano la comparsa di reazioni allergiche. Sono cioè potenti allergeni. Sono soprattutto i pollini molto piccoli, tendenzialmente invisibili, a provocare questa reazione.


Tra le piante responsabili di emettere pollini allergenici ricordiamo il cipresso, l'ulivo, la mimosa, la parietaria, l'ambrosia, le graminacee. Ma anche le betulle, i noccioli, i faggi e le querce.
 
Come si manifesta?


I sintomi di tipo respiratorio, per certi versi simili a quelli del raffreddore: prurito al naso, starnuti frequenti, naso che cola (con secrezioni in genere più liquide rispetto a quelle del raffreddore virale), occhi gonfi che lacrimano, tosse. Può esserci anche prurito agli occhi e congiuntivite, che crea difficoltà a guardare la luce. In questi casi si parla espressamente di rinite allergica. Nei casi più gravi, infine, si può arrivare all'asma bronchiale.
 
Poiché non tutte le piante emettono pollini nello stesso momento, il periodo dell'anno in cui iniziano a manifestarsi i sintomi dipende dal tipo di polline al quale si è allergici: per qualcuno può essere l'inizio della primavera, per altri un po' più avanti.
 
Secondo alcune indagini, le allergie stagionali sono associate a una riduzione del rendimento scolastico di bambini e ragazzi che, nel periodo critico, tendono a dormire male e ad avere difficoltà di concentrazione, con relativa difficoltà a seguire le lezioni e a fare i compiti.
 


Come posso curare i miei bambinii?


Se si sospetta un’allergia, conviene far visitare il bambino, su consiglio del pediatra curante, dall’allergologo. La verifica avviene tramite semplici test cutanei, il prick test, in cui in pratica vari allergeni vengono messi in contatto con la pelle del bambino, per poi valutare eventuali reazioni. Solo in casi particolari si effettua un esame del sangue per verificare la presenza di anticorpi contro determinati allergeni.
 
Ad ogni modo, ecco cosa fare:



1. Evitare il più possibile l’allergene


Nel caso di allergie ad acari della polvere o al pelo di animali domestici, questo è relativamente semplice. Se invece il problema è una rinite allergica da pollini la situazione è più complicata: è infatti praticamente impossibile evitare del tutto i pollini, che circolano liberi nell'aria. Si possono tuttavia evitare le situazioni più critiche - per esempio una gita in campagna in una giornata assolata e ventosa - e prendere qualche accorgimento per ridurre l'esposizione, come tenere chiusi i finestrini dell'auto.
 
2. Sì alla terapia farmacologica

Per attenuare i fastidi, i farmaci che funzionano meglio sono i cortisonici in spray per via nasale. Il loro utilizzo però deve essere limitato allo stretto necessario, poiché il cortisone potrebbe dare effetti collaterali. Una buona alternativa sono gli antistaminici per bocca, da utilizzare per tutto il periodo della manifestazione sintomatica. Entrambi i tipi di farmaci devono essere assunti solo dietro indicazione dello specialista allergologo.
 
3. L'immunoterapia specifica


Se i sintomi sono particolarmente fastidiosi, la terza soluzione è fare una immunoterapia specifica, in pratica una sorta di vaccino che prevede di mettere il bambino in contatto con concentrazioni crescenti dell'allergene, per abituare il suo organismo a tollerarlo. Con il tempo, l'esposizione continua all'allergene riduce la produzione degli anticorpi responsabili delle reazioni allergiche.
 
Il vaccino può essere somministrato per via sublinguale o per iniezione sottocutanea. La terapia però è abbastanza lunga, (almeno tre anni), e prevede dosaggi variabili a seconda del periodo dell’anno e del tipo di allergia, pertanto è una decisione ‘impegnativa’, che i genitori devono concordare attentamente con lo specialista e il pediatra curante.
 

Pubblicato in Consigli
21 Marzo 2016
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La buccia d’arancia proprio non se ne va e la bella stagione sembra essere precocemente alle porte. La voglia di fare sport, di muoverci, di stare all’aria aperta e di rimetterci in forma c’è: perché non approfittare e scegliere proprio l’attività fisica che ci permetterebbe di sciogliere o migliorare la nostra cellulite?

 

Ecco gli sport più efficaci per rimodellare la silhouette, diventando più tonica e riducendo la cellulite, visto che si incrementa il dispendio energetico del metabolismo basale.

 

Innanzitutto, “muoversi” significa non solo fare sport ma anche fare movimenti ogni giorno, durante tutto l’arco della giornata, ad esempio già fare le scale, camminare, utilizzare la bicicletta per spostarsi o la scopa al posto dell’aspirapolvere per pulire sono delle forme di movimento.

Per combattere la cellulite esistono però delle attività fisiche più adatte perchè vanno ad intervenire proprio nelle zone critiche.

 

Il nuoto consente di sollecitare i muscoli del busto, delle gambe e delle braccia in modo costante e di migliorare la circolazione sanguigna totale; tenendo un buon ritmo si riescono a bruciare dalle 200 alle 500 kcal ed il sovrappeso non è comunque un problema o un ostacolo a questo sport, in quanto l’acqua rende il proprio corpo più leggero dell’80%! 

L’acqua produrrà un effetto massaggio linfatico ed anche la spiacevole sensazione di avere le gambe pesanti scomparirà. Cominciate con 2 sedute a settimana di 30 minuti cercando di fare 500 metri; cambiate pure stile e pian piano, migliorando resistenza e respirazione, riuscirete ad aumentare anche le distanze effettuate.

Se utilizzate le mini pinne per nuotare i risultati saranno migliori perché i muscoli lavorano sott’acqua e il movimento e massaggio vanno proprio ad agire sui glutei, sulle cosce e sulla ritenzione idrica. Se si ha la fortuna di vivere al mare, ovviamente è meglio indossare le pinne (le mini pinne sono consentite in piscina).

 

L’acquagym consente di fare ginnastica a ritmo di musica, in gruppo, divertendosi e mentre l’acqua massaggia tutto il corpo. E’ un’attività molto efficace e in un’ora fa perdere circa 400 kcal poiché va ad agire su molti muscoli che solitamente non si utilizzano, nonché tonifica gli addominali. Sarebbe ideale seguire 2 o 3 lezioni a settimana, da 45 minuti ciascuna per ottenere visibili risultati, soprattutto di rimodellamento delle linee corporee.

 

L’hydrobike è lo spinning in acqua (viene anche denominato acquabiking) e permette di rassodare sia le cosce che le braccia. E’ uno sport completo, ottimo se si vogliono ottenere risultati in poco tempo e perfetto per chi ha problemi di peso o di circolazione, con molta cellulite annessa. In un’ora si bruciano 700 kcal ed anche il sistema cardiorespiratorio ha notevoli benefici: seguite sempre 2 a 3 sedute a settimana di 45 minuti ciascuna.

La camminata a passo sostenuto accelera il metabolismo e spinge il corpo a produrre endorfine, ossia a ridurre lo stress e a migliorare il proprio status di salute. Ovviamente, si tonificano le gambe, il sistema cariorespiratorio migliora e si perdono circa 400 kcal/ora.

 

Il nordic walking è sicuramente per anime più avventurose: è il camminare con i bastoncini, simile allo sci di fondo, che muove e scolpisce tutti muscoli del corpo e fa bruciare tantissime calorie (600 kcal/ora), migliorando la respirazione. I bastoni vengono utilizzati per bilanciare lo sforzo omogeneamente su tutto il corpo e per liberare le tensioni muscolari delle spalle e della nuca. Iniziando con 2 sedute alla settimana da 45 minuti si prenderà confidenza con questo sport e si può poi aumentare la frequenza ed intensità, grazie all’allenamento svolto.

 

Se amate la palestra invece, aggiungete ai consueti squat, affondi e vari macchinari, un allenamento aerobico almeno due volte alla settimana (bike, corsa, camminata in salita, etc), che serve a bruciare grassi e calorie al fine di combattere la cellulite.

Pubblicato in Beauty
23 Febbraio 2016
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Il pane nero al carbone vegetale è moda. Sta contagiando tutti dai più piccoli ai più grandi. Questo alimento, sempre più presente sulle tavole degli italiani, divide però il parere degli esperti: fa bene o fa male?

 

Il carbone vegetale

Gli esperti si dividono come pure i fornai sul pane nero proprio a causa del suo ingrediente principale: il carbone vegetale. In America questo ingrediente è bandito e proprio per questo ora anche in Italia ci si interroga:il pane nero fa male?

 

Il carbone vegetale è una sostanza classificata come additivo, un colorante, e questa sua natura ha sollevato dubbi nei produttori. Ma non ci sono studi che abbiano provato che faccia male. Ma i dubbi restano e ci si chiede come mai l’ America, continente in cui tutto diventa lecito anche se non lo è, invece lo abbia bandito.

 

Benefici del pane nero

Il pane al carbone vegetale ha davvero qualche beneficio, al di là dell’estetica che per tanti è considerata glamour per il suo color nero sfumato, esso si comporta allo stesso modo di un integratore, se non meno visto che gli integratori hanno dosaggi di gran lunga superiori.

Il carbone è il risultato della combustione di legni diversi e poi trattato per fargli acquisire porosità e capacità assorbente grazie alla riduzione a polvere finissima. Transitando nell’apparato digerente , si comporta come una spugna, con proprietà benefiche contro il reflusso gastrico, l’acidità di stomaco, il gonfiore addominale. La flatulenza. Per avere questi effetti però l’additivo-ingrediente deve essere ben trattato e non per lunghi periodi.

 

Rischi del pane nero

Come ogni cibo anche il pane nero se consumato in dosi eccessive provocherà le stesse conseguenze negative che potremmo incontrare ingerendo altre sostanze. Il vero pane nero fatto con le stesse farine di quello bianco non fa male. Il pane nero con una lavorazione artigianale e onesta non fa male, ma il carbone vegetale in aggiunta e soprattutto se fatto per business e non con attenzione alla nostra salute può a lungo andar provocare effetti contrari.

 

Quindi se da un lato il carbone nero contrasta i gas addominali nel breve periodo, a lungo termine può invece provocarli ed aumentarli per la sua difficile digeribilità. Il pane nero viene considerato leggero e allo stesso tempo aumenta il senso di sazietà. Ma non è vero. Il pane nero ha la stessa consistenza e ‘pesantezza’ del pane bianco, quindi non bisogna farne un abuso.

 

Il pane nero non deve e non può essere consumato per contrastare i gas e gonfiori addominali se poi allo stesso tempo continuiamo ad ingerire farine raffinate con lievito di birra di altri cibi. Risulterebbe un controsenso

A parità di effetto, a differenza di contenuto e a disparità di prezzo ( il pane nero costa il doppio di quello bianco) possiamo sostenere con orgoglio ed onestà: abbasso alle mode di passaggio, attenzione alle produzioni e promozione della nostra salutare cucina tradizionale. Viva i nostri lieviti madre e le nostre amate farine integrali macinate a pietra.

 

Pubblicato in Alimentazione
23 Febbraio 2016
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