Alimentazione

Visualizza articoli per tag: dieta

Quando si fa un danno si dice comunemente che è stata fatta una frittata. Noi di DCD Tuscolano vogliamo farvene fare una, ma è tutto tranne che un danno: è un’esplosione di sapore e calorie zero!

Ingredienti:

2 uova

una zucchina

5 fagiolini

Un pomodorino pachino

Tre foglie di basilico

Sale, pepe

3 cucchiaini olio oliva

Preparazione:

Cominciate la vostra frittata lessando la zucchina e i fagiolini. Facendo attenzione a lasciarli leggermente aldente scolateli e tagliateli finemente. Ponete il tutto in una ciotola insieme al pomodorino, basilico, sale e pepe. Ci siete quasi! Basta aggiungere le uova ben sbattute e porre il tutto il una padella antiadente con i tre cucchiaini d’olio e portare a cottura e poi… buon appetito!

Pubblicato in Ricette
3 Maggio 2015
Letto 1241 volte

Tra pochi giorni sarà Pasqua e se siete alla ricerca di un pranzo gustoso ma light che possa salvare la vostra forma fisica, noi di DCD Tuscolano abbiamo quello che fa al caso vostro!
Un menù pasquale a basso contenuto calorico per chi è a dieta, che permette di contenere l'apporto calorico che solitamente si assume in questi giorni senza pero' rinunciare alle pietanze tipiche della tradizione pasquale.

Primo piatto: risotto agli asparagi
Sicuramente uno dei simboliper eccellenza della Pasqua sono gli asparagi. Solitamente utilizzati per preparare gustose frittate o come contorno, possono essere impiegati anche cucinare per un gustoso risotto.
Questo piatto può essere servito anche su un cestino di formaggio, per rendere più appetitosa la pietanza.

 

Secondo Piatto: agnello alla brace

Il nostro consiglio è preparare al forno o sulla brace delle costine di agnello alle erbette aromatiche. Anche qui è possibile apportare una simpatica e squisita variante per gli ospiti che non badano alla linea: aggiungendovi delle patate al forno.


Contorno: c'è da sbizzarrirsi 
Sono tanti i contorni light tra i quali scegliere, come un’ottima insalata mista, la minestra nera o un’insalata di carciofi, o fave con piselli al vapore.


Per una dolce Pasqua
Per concludere in bellezza il pranzo pasquale consigliamo un ottimo Soufflé al caffè. 
Per gli ospiti? Aggiungete della cioccolata fondente e panna come decorazione!


Buona Pasqua e buon appetito da DCD Tuscolano!

Pubblicato in Alimentazione
31 Marzo 2015
Letto 1276 volte

Nella nostra dieta DCD CADN viene consigliato di sostituire lo zucchero con sistemi di dolcificazione alternativa. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

 

 

Come cantava la bellissima Julie Andrewa in Mary Poppins “con un poco di zucchero la pillola va giù”, infatti in alimenti come il caffè, le torte, le macedonie etc… lo zucchero risulta indispensabile per renderli più dolci e saporiti.

Ma per coloro che vogliono perdere qualche kg o per chi soffre di particolari patologie come ad esempio il diabete, questo alimento è vietato o consentito solo in dosi limitatissime.

Non temete però amanti della dolcezza, adesso troveremo risposte a domande quali: Come sostituirlo? Con quali dolcificanti? E questi: come sono composti? Si possono consumare liberamente? Ci sono delle dosi limite? Possono essere impiegati nella preparazione di biscotti e altri dolciumi? Conosciamoli più da vicino, uno per uno:


ZUCCHERO: o saccarosio, è una sostanza priva di valore nutrizionale ma con un notevole apporto calorico. Un cucchiaino ha circa 20 calorie. Un suo consumo eccessivo può contribuire all'insorgenza di alcune patologie, come l'obesità, la carie dentale e il diabete mellito. Esiste lo zucchero di barbabietola e quello di canna: sono entrambi costituiti da saccarosio quasi al 100% e forniscono la stesse calorie. Lo zucchero di canna, a differenza di quello di barbabietola, presenta un caratteristico color miele e sapore aromatico, in quanto non viene raffinato ma lasciato grezzo. 


FRUTTOSIO: o levulosio, è il cosiddetto zucchero della frutta e spesso presente nelle bevande. Presenta un basso potere cariogeno, ossia non favorisce l'insorgenza di carie dentali. Fornisce circa 20 calorie in un cucchiaino. Ha un potere di dolcificare 1,5 volte superiore a quello dello zucchero. L’assunzione di fruttosio non influisce sui valori dell’insulina se non supera la quantità di 40 grammi al giorno. Altrimenti viene trasformato in glucosio, per cui può contribuire a far aumentare i livelli di glicemia nel sangue. Per questo motivo, specie le persone diabetiche non devono oltrepassare questa dose massima giornaliera. In questo calcolo va tenuta presente non solo la quantità di fruttosio che si aggiunge agli alimenti o alle bevande, ma anche la quota già presente nei cibi specifici per diabetici, spesso molto elevata o in altri che si acquistano già pronti. Spesso sono ricchi di fruttosio anche i succhi di frutta. In quantità elevate questo ingrediente può causare diarrea, dolori addominali e flatulenza. Trattandosi di una sostanza naturale, è perfettamente innocua (motivo per cui non è stata stabilita la DGA, ossia la dose giornaliera garantita), ma deve essere usato con precauzione nelle persone con alterata funzione renale e gravi disturbi al fegato.


SUCRALOSIO: è una sostanza appartenente alla categoria dei dolcificanti artificiali, di largo consumo. Si tratta di un derivato del saccarosio. Ma è estremamente edulcorante, circa 600 volte di più dello zucchero. Non apporta calorie, non viene metabolizzato ai fini energetici. È indicato anche nelle preparazioni di ricette dolci, nei prodotti da forno. Può essere consumato da chi deve perdere peso, nelle persone diabetiche, perché non influenza i livelli glicemici nel sangue. E non favorisce la carie dentale. È indicato anche dalla sigla E955 e il comitato europeo ha fissato per il sucralosio una D.G.A (dose giornaliera accettabile) pari a 15 mg per ogni chilo di peso corporeo.

 

Se volete saperne di più scriveteci o veniteci a trovare, potrete parlare con uno dei nostri esperti. 

Noi siamo a Roma, in Via Statilio Tauro 9, e vi aspettiamo!

Pubblicato in Alimentazione
11 Settembre 2014
Letto 1264 volte

Quando si parla di dieta, credenze, suggerimenti e false informazioni sono all’ordine del giorno.
Uno dei più grandi “miti” sul mondo dell’alimentazione è questo : “ meno mangio e prima dimagrisco”!
Seguendo e studiando le abitudini alimentari di chi segue una dieta fai da te, noi di DCD Tuscolano abbiamo notato che ci sono due tipi di persone:


Quelli che mangiano veramente troppo.
Quelli che non mangiano nulla.

La domanda può sorgere spontanea: mangiando poco non si acquista forma fisica e si dimagrisce?
Vi rispondiamo in maniera diretta, e lo scriviamo anche a carattere cubitali: SBAGLIATO!


La tendenza a pensare che meno si mangia e prima si perde peso è radicata nel pensiero di molti, invece, il binomio vincente per dimagrire è mangiare bene e regolarmente e fare attività fisica.
Non ci limitiamo comunque a dirvi perché la credenza di non mangiare per perdere peso è sbagliata, ma vi spieghiamo anche perché: se non dai il giusto apporto calorico al vostro organismo tutti i giorni (in modo correttamente distribuito nella giornata), il vostro organismo andrà in “deficit”.

 

Non bisogna dimenticare che il vostro organismo è una “macchina perfetta” e l’unica cosa a cui è interessato è mantenere un corretto equilibrio funzionale legato appunto alle funzioni vitali, se questo equilibrio viene a mancare si innesca immediatamente un meccanismo di difesa. 
Questo meccanismo di difesa, quanto percepisce questa “mancanza di cibo” tende a preservare o addirittura incrementare quella che per il vostro organismo è la sua principale fonte di energia…che “purtroppo” per voi, è il grasso!
Proprio così: meno mangi e più il tuo fisico, per evitare altri momenti di crisi “carestia energetica”, incrementa la quantità di grasso accumulata. Per dirla in parole povere: fa scorta!


Ma non finisce qui, la beffa delle beffe è quella che, non avendo il giusto apporto energetico e non utilizzando in modo corretto quel poco che date al tuo organismo (mangiando poco), il vostro fisico va a prendere l’energia necessaria per affrontare la giornata e si innesca così il meccanismo definito di Catabolismo!
Già il nome “Catabolismo”, non è bello, lo è ancora meno il risultato, visto che porta alla diminuzione del tono muscolare.
Sia per quanto riguarda i risultati in termini positivi, che in termini negativi, come in questo caso, il tutto non accadde in pochi giorni, per fortuna il tuo corpo ha sempre delle riserve, delle scorte, ma se protratto per settimane o addirittura mesi, il risultato negativo e i danni sono assicurati!.
Se vuoi veramente perdere peso e in modo definitivo, fai attività fisica che fa benissimo, non solo per un fattore estetico, ma soprattutto mangia in modo corretto.


Segui una dieta bilanciata (Carboidrati – Grassi – Proteine) e ricordati la regola dei cinque pasti!

Pubblicato in Alimentazione
23 Luglio 2014
Letto 1376 volte

La denominazione generica di “insalata” è utilizzata per indicare un gruppo di ortaggi a foglia consumati prevalentemente crudi. La maggior parte delle insalate si può suddividere in tre famiglie botaniche: 

 

  • le cicorie (che includono i radicchi)
  • le indivie
  • le lattughe

 

A queste si affiancano numerose erbe di campo quali il tarassaco, la borragine e così via.
La produzione delle diverse specie non ha interruzioni nel corso dell’anno: alcune varietà sono prettamente invernali (indivia riccia, indivia scarola, radicchi), altre sono tipicamente primaverili-estive (lattuga cappuccio, lollo, trocadero), altre ancora estive-autunnali (lattuga a costa lunga, iceberg).
Dal punto di vista nutrizionale, le insalate sono ricche di vitamine (A, C), sali minerali (calcio, ferro) e fibra solubile, particolarmente efficace nella prevenzione dell’arteriosclerosi.

Qualche consiglio:

  • All’acquisto controllate sempre che i colori siano vivaci, le foglie turgide, croccanti e non alterate da insetti.
  • Non lasciatele mai negli involucri sigillati, poiché marcirebbero in breve tempo, ma sistematele in un contenitore coperto con un panno inumidito e ponetele in un cassetto del frigorifero dove l’aria riesca a circolare.
  • Le insalate si conservano al massimo per 3-4 giorni, a eccezione del radicchio rosso, un po’ più resistente.

 

 

Cicorie

Il gruppo delle cicorie comprende numerose varietà molto diverse tra loro, in genere a raccolta autunnale o invernale. Il caratteristico sapore amarognolo è particolarmente gradevole nelle piante giovani, che sono quindi da preferire al momento dell’acquisto. 
Le cicorie a foglia rossa o variegata, comunemente chiamate radicchi, sono oggi la varietà più diffusa.


Indivie

Piante a foglia simili alle cicorie, tipiche dei mesi invernali, ma ormai reperibili nel corso di tutto l’anno. Hanno l’aspetto di cespi appiattiti, con le foglie verdi inserite in un breve fusto tenero. La parte centrale, detta cuore, è di colore più chiaro, tendente al giallo. Si dividono in due gruppi: le indivie ricce e le indivie scarole.
Indivia riccia: è facilmente riconoscibile per le foglie crespate e molto frastagliate, che devono essere compatte e ben turgide anche all’esterno. L’indivia riccia viene sempre consumata cruda, meglio ancora se combinata con altre varietà di insalata.
Indivia scarola: pianta dalle foglie larghe e lisce, con bordi appena frastagliati, caratterizzata da una consistenza croccante e da una leggera tonalità amarognola. Viene consumata sia cruda sia cotta, ed è particolarmente utilizzata nella gastronomia campana (per esempio nella preparazione della pizza con la scarola e della scarola imbottita).

Lattughe

Sono le insalate più delicate, sia per la consistenza della foglia, sia per quanto riguarda la conservazione. Oltre all’ottima lattuga da taglio, le lattughe si suddividono nei grandi gruppi seguenti.
Lattuga cappuccio: di forma rotonda e dalle foglie molto larghe, concave e rugose. è il tipo di lattuga più utilizzato in cucina per insalate e guarnizioni. Tra le diverse varietà, due in particolare si distinguono per robustezza e consistenza croccante: la trocadero e la iceberg; quest’ultima in particolare resiste anche al calore e, per questo, è spesso utilizzata nella preparazione degli hamburger.
Lattuga a costa lunga: detta anche lattuga romana, ha forma molto allungata e consistenza croccante: è utilizzata sia a crudo nelle insalate, sia cotta brasata o nella preparazione di minestre.

Erbe di campo

Sono numerose le varietà di erbe spontanee che si possono utilizzare nelle insalate, a patto che le loro foglie siano giovani e fresche; tra le più diffuse occorre ricordare l’acetosella, l’achillea, l’altea, la beccabunga, la borsa del pastore, il levistico, la melissa, la piantaggine, la pimpinella, la valerianella ecc. Talvolta il confine tra insalate di campo ed erbe aromatiche è molto labile e può dipendere unicamente dalla quantità utilizzata.

Fiori

Molti fiori sono adatti a un uso alimentare: i fiori d’acacia possono essere utilizzati per preparare frittelle, mentre le viole sono ottime in insalata o candite; le pratoline, le primule e il gelsomino sono utilizzati per decorare variopinte misticanze, mentre le rose sono l’ideale per aromatizzare preparazioni dolci o come accompagnamento di delicate erbe crude. Tra i numerosi fiori da insalata, occorre ricordare almeno i seguenti.
Calendula: oltre alle tenere foglie che conferiscono un gusto particolare alla misticanza, si possono utilizzare i fiori, dal colore vivace e dal sapore intenso. La calendula può essere impiegata anche per aromatizzare un risotto, conferendogli un particolare colore giallo. I boccioli si possono conservare e usare come i capperi.
Malva: i piccoli fiori di questa pianta, oltre a essere utilizzati in erboristeria, possono rappresentare una gradevole guarnizione di insalate miste. Le foglie cotte sono invece inpiegate nella preparazione di zuppe.
Nasturzio: fiore dal caratteristico colore giallo o arancione che sboccia in estate; ha un sapore piccante ed è in genere utilizzato per insaporire insalate miste o per guarnirle. I boccioli possono essere conservati sotto sale o sotto aceto.
Primula: foglie e fiori di primula si abbinano in particolare con la lattuga classica.
Tarassaco o dente di leone: erba spontanea dei prati nota per il suo potere diuretico. I fiori conferiscono alle insalate una nota amaricante e si possono utilizzare sia chiusi, sia quando sono già sbocciati.

Pubblicato in Alimentazione
30 Maggio 2014
Letto 21306 volte

Il pesce fornice proteine di elevata qualità, molto bilanciate dal punto di vista della composizione e presenza di aminoacidi essenziali e presenta una componente di grassi che li differenzia dalle altre carni, in quanto è ricco di acidi grassi a lunga catena, insaturi e polinsaturi, appartenenti in parte al gruppo degli Omega 3, indispensabili per il corretto funzionamento dell’organismo in quanto contribuiscono al mantenimento dell’integrità e funzionalità delle membrane cellulari; è presente inoltre una maggiore percentuale di fosfolipidi e una minore di colesterolo rispetto ad altri alimenti.

 

Sono considerati pesci poveri di grassi, ovvero contenenti una percentuale di lipidi inferiore al 3% il merluzzo, la sogliola, l’orata, la spigola, il luccio.

 

Sono definiti pesci semi-grassi, caratterizzati da una percentuale compresa tra il 3–8% l’aringa, il salmone, la sardina, l’acciuga, lo sgombro, la triglia, la trota e il rombo.


Sono definiti pesci grassi quelli contenenti un tenore di lipidi superiore all’8% come l’anguilla, lo sgombro, il tonno.


I molluschi e i crostacei sono in generale specie molto magre, contengono infatti 1-2% di grassi in 100 grammi di parte edule (polpa privata dallo scarto), caratterizzati dalla stessa composizione in acidi grassi e Omega 3 del pesce.


Il pesce è ricco di elementi minerali, di cui meritano particolare menzione il selenio importante per la protezione delle cellule dai danni ossidativi, lo iodio, presente soprattutto nei pesci di mare, il fosforo, il potassio, lo zinco, il calcio, mentre il ferro è contenuto in quantità inferiori rispetto alle altre carni. Vongole, cozze e ostriche sono anche ricche di zinco, magnesio e ferro.
Nei pesci contenenti una maggiore quantità di grassi sono presenti dei buoni tenori di vitamine A ed E nella muscolatura, mentre nei pesci a più basso tenore di grassi vi è una buona quantità di vitamina D contenuta nel fegato (molte persone ricorderanno il famoso olio di fegato di merluzzo).
Tutte le buone caratteristiche nutrizionali descritte sono esaltate da una elevata masticabilità e digeribilità di questi prodotti, dovuta ad una maggiore percentuale di acqua presente nei tessuti e una minore percentuale di tessuto connettivo.

 

Segui questi consigli, saranno molto utili per il tuo benessere.
La nostra esperta nutrizionista, sempre presente nel centro estetico DCD Tuscolano (Roma, Zona Tuscolana), raccomanda a tutti una sana alimentazione che unita ad un’assidua attività fisica, sarà la chiave della tua bellezza.

Pubblicato in Alimentazione
3 Aprile 2014
Letto 2192 volte

La famosa dieta DCD, è una dieta, tra le altre cose, ricca di fibre.
Oggi noi di DCD Tuscolano vi raccontiamo perché le fibre sono così importanti.
 
Il nostro medico, sempre presente sede, ha avuto modo di incontrare sempre più spesso persone che informate sui tantissimi benefici che un’alimentazione di questo tipo offre, hanno sentinto il bisogno di ricorrere agli alimenti integrali.

Per alimenti integrali si intendono soprattutto i cereali e loro derivati, quindi pasta integrale,fette biscottate, cereali ecc.. 

 

Quali sono i vantaggi del mangiare integrale?

  • Il più grande pregio di questi alimenti sta nel loro contenuto in micronutrienti, in particolare le vitamine del gruppo Be importanti minerali come il magnesio.
  • Un altro importante vantaggio degli alimenti integrali è senz’altro la ricchezza di fibre (un notevole aiuto per chi ha un intestino pigro), più del doppio rispetto alla controparte raffinata.
  • Innumerevoli sono gli studi scientifici che associano al consumo di cereali integrali un miglior controllo del peso, minori rischi cardiovascolari e colesterolo cattivo più basso.

 

Cosa si intende esattamente con “alimenti integrali”?

Prendendola alla larga, gli alimenti integrali sono quelli che arrivano nel nostro piatto integri, senza essere stati manipolati .

Considerando però che per alimenti integrali si intende quasi sempre cereali integrali, possiamo chiederci: qual è la differenza tra piatto di pasta raffinata ed uno integrale?

I farinacei come siamo abituati a conoscerli derivano tutti da farine bianche, cioè farine prive di crusca e germe.

Il passaggio ai cereali raffinati è avvenuto da poco più di un secolo, mentre prima i cereali venivano consumati integrali da migliaia e migliaia di anni. Il motivo principale per cui il raffinato si è diffuso velocemente è la maggiore conservabilità degli alimenti.

 

Se vuoi altre informazioni telefonaci, o se sei di Roma vienici direttamente a trovare la nostra esperta sarà lieta di illustarti tutti i benefici della dieta CADN e della nostra nuova electrosulpure.

 

Pubblicato in Alimentazione
16 Marzo 2014
Letto 1591 volte
Pagina 2 di 2

Promozioni

  • 20% di sconto

    Settembre è il mese giusto per cominciare a prenderti cura di te!

    20% di sconto sull’acquisto di un pacchetto da 20 sedute di Electrosculpture!

    Nel mese di Settembre se paghi in un’unica soluzione 4 mesi di mantenimento in regalo (equivalenti a 8 sedute di Electrosculpture)!

    Offerta valida fino al 30/9/2019
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
Chiamaci

per conoscere costi e offerte

riservati a te
06 7696 8250
Lun/Ven 8:30 - 20:00 | Sab 9:00 - 17:00
Dottoressa in sede per un consulto gratuito!
Lun e Mer 14:00 - 19:00 | Ven 9:00 - 19:00
Via Statilio Tauro, 9
00175 Roma
Lun - Ven 8.30 - 20.00
Sab 9.00 - 17.00
info@dcdtuscolano.it
06 7696 8250
06 7140 845
+39 392 515 2973
PARCHEGGIO
CONVENZIONATO
Via Emilio Lepido, 18
Via Tuscolana, 857
FINANZIAMENTI
Fino a 24 mesi

dcd-centriestetici-bn