Alimentazione

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Il pane nero al carbone vegetale è moda. Sta contagiando tutti dai più piccoli ai più grandi. Questo alimento, sempre più presente sulle tavole degli italiani, divide però il parere degli esperti: fa bene o fa male?

 

Il carbone vegetale

Gli esperti si dividono come pure i fornai sul pane nero proprio a causa del suo ingrediente principale: il carbone vegetale. In America questo ingrediente è bandito e proprio per questo ora anche in Italia ci si interroga:il pane nero fa male?

 

Il carbone vegetale è una sostanza classificata come additivo, un colorante, e questa sua natura ha sollevato dubbi nei produttori. Ma non ci sono studi che abbiano provato che faccia male. Ma i dubbi restano e ci si chiede come mai l’ America, continente in cui tutto diventa lecito anche se non lo è, invece lo abbia bandito.

 

Benefici del pane nero

Il pane al carbone vegetale ha davvero qualche beneficio, al di là dell’estetica che per tanti è considerata glamour per il suo color nero sfumato, esso si comporta allo stesso modo di un integratore, se non meno visto che gli integratori hanno dosaggi di gran lunga superiori.

Il carbone è il risultato della combustione di legni diversi e poi trattato per fargli acquisire porosità e capacità assorbente grazie alla riduzione a polvere finissima. Transitando nell’apparato digerente , si comporta come una spugna, con proprietà benefiche contro il reflusso gastrico, l’acidità di stomaco, il gonfiore addominale. La flatulenza. Per avere questi effetti però l’additivo-ingrediente deve essere ben trattato e non per lunghi periodi.

 

Rischi del pane nero

Come ogni cibo anche il pane nero se consumato in dosi eccessive provocherà le stesse conseguenze negative che potremmo incontrare ingerendo altre sostanze. Il vero pane nero fatto con le stesse farine di quello bianco non fa male. Il pane nero con una lavorazione artigianale e onesta non fa male, ma il carbone vegetale in aggiunta e soprattutto se fatto per business e non con attenzione alla nostra salute può a lungo andar provocare effetti contrari.

 

Quindi se da un lato il carbone nero contrasta i gas addominali nel breve periodo, a lungo termine può invece provocarli ed aumentarli per la sua difficile digeribilità. Il pane nero viene considerato leggero e allo stesso tempo aumenta il senso di sazietà. Ma non è vero. Il pane nero ha la stessa consistenza e ‘pesantezza’ del pane bianco, quindi non bisogna farne un abuso.

 

Il pane nero non deve e non può essere consumato per contrastare i gas e gonfiori addominali se poi allo stesso tempo continuiamo ad ingerire farine raffinate con lievito di birra di altri cibi. Risulterebbe un controsenso

A parità di effetto, a differenza di contenuto e a disparità di prezzo ( il pane nero costa il doppio di quello bianco) possiamo sostenere con orgoglio ed onestà: abbasso alle mode di passaggio, attenzione alle produzioni e promozione della nostra salutare cucina tradizionale. Viva i nostri lieviti madre e le nostre amate farine integrali macinate a pietra.

 

Pubblicato in Alimentazione
23 Febbraio 2016
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L’aspetto delle unghie al naturale, senza smalti e gel che mascherano la verità, spesso è uno specchio della propria salute generale. La presenza di macchie, striature o l’eccessiva debolezza che porta le unghie a spezzarsi o sfaldarsi può essere infatti il sintomo di qualche patologia.

 

Lo sfaldamento dell’unghia si verifica quando l’unghia si sfoglia, diventando sempre più fragile e con il bordo libero frastagliato. Le cause di questo fenomeno possono essere varie, delle volte combinate tra di loro: alimentazione, micosi, stress e l’uso di prodotti aggressivi o scadenti (smalto, detersivi) sono le più comuni.

 

Un'altra causa, può essere la carenza di alcuni nutrienti, in particolare calcio e vitamina A e B. Questo influenza negativamente la salute delle unghie, rendendole più deboli e soggette a sfaldarsi ma la fragilità delle unghie può essere anche la spia di anemia, disidratazione, intolleranza al glutine e problemi alla tiroide (se troppo morbide). Ovviamente, la conferma di questi sospetti, deve essere data dal medico curante. 

 

La presenza di micosi e altre infezioni causate da funghi contribuisce alla debolezza delle unghie che in questi casi, oltre a sfaldarsi, generalmente cambiano colore (si ingialliscono) e aspetto; la sfogliatura dell’unghia può essere anche la conseguenza di un evento traumatico o della cattiva abitudine di mangiucchiarle con i denti.

 

Utilizzare prodotti troppo aggressivi, a lungo andare, peggiora l’aspetto e la salute delle unghie quindi è bene sempre indossare i guanti durante le pulizie di casa per evitare il contatto con i detersivi o un “ammollo” in acqua; anche l’uso di smalti e solventi di scarsa qualità, generalmente aggressivi e dal ph troppo acido, danneggia le unghie.

 

Da non sottovalutare infine lo stress che ha una cattiva influenza sulla nostra salute: così come i capelli possono cadere anche le unghie vengono indebolite.

 

Rimedi per le unghie che si sfaldano

Le unghie che si sfaldano si possono prevenire con dei semplici accorgimenti, inserendo nella propria dieta alimenti ricchi di calcio, zinco e vitamina A e B6 o, in alternativa e su consiglio medico, ricorrere a degli integratori alimentari che rinforzano le unghie, il tutto senza dimenticare i guanti durante le pulizia di casa escegliendo con cura  prodotti di qualità per la manicure.

 

Se purtroppo le unghie si sono già indebolite e sfaldate esistono dei rimedi naturali da lungo tempo utilizzati per rinforzarle, ad esempio massaggiandole con qualche goccia di olio extravergine, di limone(ha anche un effetto schiarente) o di olio di mandorle dolci; gli stessi ingredienti possono essere anche utilizzati per un impacco.

 

 

 
Pubblicato in Beauty
23 Febbraio 2016
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Proteico, gustoso e ricco di vitamine. Parliamo del filetto di vitello in salsa di broccoli alla DCD TUSCOLANO. Pronte e mettervi ai fornelli?

 

Ingredienti:

  • 200 grammi filetto vitella
  • 5 cucchiaini olio evo
  • Un rametto rosmarino
  • Sale
  • pepe
  • peperoncino
  • due spicchi aglio
  • 200 grammi broccolo romanesco
  • Vino bianco q.b.

 

 

Preparazione

Lessate il broccolo e poi riducetelo in poltiglia.

All'interno di una padella mettete poi un cucchiaio di acqua, uno spicchio di aglio e il peperoncino facendo cuocere a fiamma vivace il tutto.

Abbassate la fiamma e aggiungete il broccolo e due cucchiaini di olio.

Freddare.

A parte fate rosolare, in una padella antiaderente, le fettine di filetto con il rosmarino.

A metà cottura sfumate con il vino bianco, sale, pepe e aggiungere 3 cucchiaini di olio.

Ultimate la cottura e poi adagiare sopra al filetto la polpa di broccolo.

Non vi resta altro che gustare questa prelibatezza. Buon appetito!

Pubblicato in Ricette
23 Febbraio 2016
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La pulizia del viso è considerata nel campo estetico il trattamento di base e serve a rimuovere dalla superficie cutanea le impurità, le cellule morte (le lamelle cornee in via di desquamazione) ed i punti neri (comedoni).

 

Alcuni fattori potenziano l'effetto cosmetico:

 

  • l'umidità, perché macera lo strato corneo (la parte esterna della cute) provocando la dilatazione dei pori.
  • l'aumento della temperatura cutanea, perché diminuisce la viscosità del sebo e quindi facilita la rimozione dei comedoni (punti neri).
  • la vasodilatazione, perché stimola l'ossigenazione dei tessuti.

 

 

La "Pulizia del viso" si configura comeil trattamento classico di base per mantenere la corretta funzionalità cutanea e preparare la pelle a pratiche estetiche e/o mediche per prevenire o attenuare gli inestetismi più diffusi.

 

DCD TUSCOLANO CONSIGLIA

 

 

  • Detersione accurata della pelle utilizzando un detergente adatto alla tipologia cutanea;
  • Tonificazione utilizzando una lozione tonica analcolica adatta alla tipologia cutanea:
  • Applicazione di un peeling (contenente enzimi, AHA o BHA etc...) o di un gommage per favorire il distacco delle lamelle cornee superficiali che mescolandosi al sebo e alle impurità formano un tappo che blocca l'ostio follicolare causando la formazione del comedone;
  • Applicazione del vapore caldo ozonizzato per ottimizzare la preparazione della pelle e facilitare l'estrazione manuale delle impurità e dei comedoni;
  • Eliminazione manuale accurata e delicata dei comedoni;
  • Applicazione di un siero concentrato adatto al tipo di pelle ad effetto: calmante/disarrossante, sebo-equilibrante, idratante/nutriente, tonificante/restitutivo;
  • Applicazione di una dose di crema adatta al tipo di pelle per eseguire un accurato massaggio manuale, idratare, nutrire;
  • Applicazione della maschera personalizzata adatta al tipo di pelle (maschere di argille ad effetto calmante ed assorbente, maschere/gel arricchite con fitoestratti e complessi vegetali, maschere/crema con effetto idratante ed emolliente etc.);
  • Conclusione del trattamento con l'applicazione di un cosmetico idratante/protettivo secondo la tipologia cutanea.

 

Ecco alcuni accorgimenti per aiutare a mantenere a lungo l'effetto di tali trattamenti:

  • Utilizzare due volte al giorno un detergente ed un tonico adatti al tipo di pelle per effettuare una accurata pulizia, eliminare i residui del maquillage e rimuovere le sostanze che si depositano sulla superficie cutanea ( polvere - prodotti dell'ambiente - sebo, ecc.). Una corretta e quotidiana igiene cutanea è alla base della salute e della bellezza dell'epidermide.
  • Utilizzare ogni giorno un prodotto idratante: qualsiasi tipo di pelle necessita di una corretta e costante idratazione. Completare con l'applicazione di un prodotto specifico per il tipo di pelle, per esempio: sebo - normalizzante nel caso di pelle impura e seborroica, nutriente/emolliente nel caso di pelle particolarmente arida e povera dei lipidi naturali, un prodotto decongenstionante - disarrossante, nel caso di pelle sensibile e con tendenza all'arrossamento e alla couperose.
  • Utilizzare ogni mattina (365 giorni l'anno) un prodotto contenente fattori di protezione UVA/UVB se si vive in ambienti soleggiati o se si svolgono attività all'aria aperta.
  • Utilizzare due volte alla settimana una maschera adatta al tipo di pelle.
Pubblicato in Beauty
21 Gennaio 2016
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Sbalzi di temperatura, freddo, influenza e reazioni allergiche sono alla base di un comunissimo sintomo quale è il prurito alla gola. Molto fastidioso, impedisce di parlare e respirare in modo naturale, provocando tosse continua, con uno spossamento rilevante.

 

La gola è facile ad infiammarsi e il primo sintomo che avvertiamo è proprio il prurito che se non preso in tempo si aggrava, portando alla diffusione dell’infiammazione nella zona tracheale oltre che del cavo orale.

A ciò si possono aggiungere prurito agli occhi naso che cola e difficoltà a mangiare.

 

Se state passando un brutto periodo a causa del prurito alla vostra gola conviene eseguire alcune semplici mosse per bloccare sul nascere questo fastidio.

 

Anzitutto dovete prestare attenzione alla scelta del cibo e dei liquidi che bevete.

Alcuni di questi sono infatti capaci di aggravare il prurito e tutti i malesseri che ne derivano. Privilegiate frutta e verdura e cibi con alto tasso di acqua.

Sono invece da evitare cibi molto secchi e solidi, oltre che spezie, le quali possono solleticare un po’ troppo una gola già irritata. Brodi, minestroni, creme e vellutate saranno perfette.

 

Si consiglia inoltre di bere acqua filtrata. Questo ridimensionerà il prurito. Basta avere a disposizione una caraffa filtrante l’acqua. Riempitela diverse volte fino ad avere diversi litri d’acqua a vostra disposizione. Sarà bene preparare anche una bottiglia di acqua filtrata da portare in giro con voi durante la giornata.

 

La tosse a volte diviene davvero imbarazzante, specie se si è in un luogo pubblico. Con la vostra bottiglia invece avrete sempre a disposizione dell’acqua per spegnere la tosse, da sorseggiare un po’ alla volta.

Pubblicato in Consigli
21 Gennaio 2016
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Nutriente e all’asprognolo sapore di pompelmo e limone (e ovviamente con un bassissimo apporto di calorie), questo è il piatto che vogliamo proporvi per il mese di febbraio: il petto di Tacchino agli agrumi.

 

Ingredienti:

  • 200 grammi di petto tacchino
  • Un’arancio
  • Un pompelmo
  • Un limone
  • Un cucchiaio olio evo
  • Sale qb
  • Pepe QB
  • 2 foglie di salvia
  • Vino bianco: un bicchiere
  • Farina: 2 cucchiai

 

Preparazione:

 

  1. Lavate accuratamente gli agrumi e poi grattuggiatene la buccia
  2. Scottate in padella antiaderente le fettine di tacchino fino a rosolarle un po’
  3. Una volta tolte dal fuoco, spremere sopra di esse gli agurumi
  4. Ponete di nuovo sul fuoco le vostre fettine, salatele e pepatele
  5. Aggiungete poi l’olio e la salvia ed infine in ultimo i due cucchiaini di farina
  6. Alzare ora la fiamma e mescolate bene il sughetto così ottenuto fino a che non si condensa
  7. Servite caldo e...
  8. ... buon appetito!

 

Pubblicato in Ricette
21 Gennaio 2016
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Tutti, nessuno escluso, abbiamo esagerato durante le feste.

Il nostro stomaco chi chiede di fermarci e il nostro corpo di ricominciare a prenderci cura di lui.

Non è solo una questione di peso o gonfiore ma anche di funzionalità motoria che ogni anno con il Natale perdiamo del tutto. 

 

Come arrivare alla primavera di nuovo in forza evitando la solita annuale iscrizione in palestra che poi, come sempre, si traduce solo in soldi sprecati?

 

Ecco 4 consigli per voi:

 

1. Yoga:

Giova sia alla linea che alla flessibilità e ai muscoli.

Partite da un corso base e poi, nel giro di tre mesi, passate ai livelli successivi: se volete rimettervi in forma e allo stesso tempo recuperare flessibilità e tonicità sicuramente l'Ashtanga Yoga è quello che fa per voi perché unisce i movimenti del corpo alla respirazione. Se invece volete puntare tutto sul benessere interiore allora il Vinyasa è da provare perché aiuta a recuperare benessere corporeo e mentale grazie alla respirazione.

In tutti i casi gli effetti non sono immediati e richiedono sforzo soprattutto per entrare nell’idea che ci si deve concentrare per riuscire a far lavorare i muscoli e il corpo in maniera corretta, anche e soprattutto quando i movimenti sono lenti.


2. Corsa:

Iniziate correndo pochi minuti poi quando il fiato si “spezza” aumentate.

Il consiglio è quindi quello di abituare il corpo piano piano, di prendere un proprio ritmo e mantenerlo anche se magari accanto a voi stanno correndo persone a velocità superiori, di fermarvi quando non ce la fate più ma evitando di commiserarvi senza nemmeno provarci. Tra i benefici, oltre ai classicissimi, c’è anche il fatto che ci si sente liberi e si è autonomi.


3. Eliminare lo zucchero:

affermazione drastica che non vuol dire toglierlo del tutto dalla propria dieta ma sforzarsi di stare una settimana senza zucchero rimpiazzandolo con frutta e alimenti naturali. Lo zucchero non solo fa ingrassare ma soprattutto a volte può rallentare gli effetti benefici di altre attività collaterali.

 

4. Mangiare frutta e verdura:

Per rimettervi in forma si dimostrerà necessaria l’assunzione in dosi massicce di frutta e verdura con riduzione di carne rossa, aumento della bianca ma solo alla piastra o al vapore e riduzione/eliminazione di carboidrati complessi come la pasta. Bevete inoltre tanta acqua.



 

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26 Dicembre 2015
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Dopo i bagordi delle festività Natalizie è fondamentale rimettersi in forma con una cucina equilibrata e leggera. 

I nostri fusi di pollo aromatici sono tutto questo, unito ad un gusto inconfondibile.

Pronte a cucinare?

 

Ingredienti:

300  grammi fusi di pollo

un cucchiaio olio evo

sale

pepe

rosmarino

timo

salvia

origano

paprica

uno spicchio d’aglio

due cucchiai polpa di pomodoro

 

Preparazione:

  • Mettere la polpa di pomodoro in una ciotola e aggiungere tutte le spezie incluso l’aglio triturato.
  • Fate insaporire per circa due ore, irrorando successivamente con il composto i fusi posti in una padella assieme all’olio
  • Cuocere a fuoco basso aggiungendo un po’ d’acqua per 15 minuti
  • Allo scadere dei 15 minuti allzare la fiamma a fuoco vivace e terminare la cottura (attendete che i vostri fusi di pollo siano croccanti e dorati)
  • Non vi resta altro che gustare i vostri, buonissimi, fusi di pollo alla DCD TUSCOLANO!
Pubblicato in Ricette
26 Dicembre 2015
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Non contagiosa, colpisce prevalentemente individui di sesso maschile di età compresa fra i 18 e i 40 anni. La variante più comune è la forfora a piccole scaglie: più frequente nei mesi invernali, si manifesta con lieve prurito e abbondante turnover di squame secche e grigiastre. La forfora a grosse scaglie, invece, si caratterizza per la sua colorazione giallastra e la consistenza spessa e untuosa. Il prurito è intenso ed è frequente il diradamento dei capelli. Nei casi più gravi il quadro clinico è simile a quello della dermatite seborroica, alla quale può sovrapporsi. Entrambi i tipi di forfora sono caratterizzati dalla presenza di focolai infiammatori costituiti da gruppi di cellule che, probabilmente sollecitate da microrganismi, rilasciano sostanze che contrastano l’infezione. Tali sostanze (mediatori chimici dell’infiammazione) alterano l’ambiente del derma e originano una maggiore desquamazione.

 

Le cause
Analizzando la cute si osserva come la forfora si accompagni all’infiammazione dei piccoli vasi sottocutanei. Il principale imputato sembra essere un lievito del genere Pityrosporum. Normalmente questo microrganismo costituisce circa la metà della nutrita flora residente sul cuoio capelluto dei soggetti normali. In caso di forfora la sua presenza sale fino al 75%. Non è chiaro, però, se l’aumento della percentuale provochi l’infiammazione locale o se ne sia una conseguenza. L’esatta causa che porta all’incontrollata proliferazione del Pityrospum è incerta; in proposito le ipotesi avanzate sono diverse: eccessiva produzione di sebo, secchezza della cute, stress, debolezza del sistema immunitario, esagerato o insufficiente numero di lavaggi, alimentazione scorretta, fattori climatici, squilibri ormonali (in particolare l’aumento degli ormoni androgeni o l’aumentata sensibilità locale alla loro azione). Il meccanismo attraverso il quale il fungo determina la comparsa della forfora sembrerebbe dovuto alla sua capacità di scindere i trigliceridi, normali costituenti del sebo prodotto dalle ghiandole sebacee, in acidi grassi irritanti, accelerando il rinnovo cellulare.

 

I rimedi
I soggetti predisposti possono prevenire la forfora con adeguati trattamenti da eseguire a ridosso dei periodi critici dell’anno come l’inverno, quando il problema peggiora a causa della diminuzione dei raggi ultravioletti, che rallentano la velocità di ricambio dell’epidermide ed esercitano un’azione curativa. La scelta del prodotto va sempre effettuata consultando uno specialista perché l’uso di rimedi troppo aggressivi può far peggiorare il quadro clinico. Nell’identikit di uno shampoo o di un balsamo antiforfora entrano in gioco composti multifunzione come il ketoconazolo, lo zinco piritione e il piroctone olamina. Il primo è dotato di una spiccata azione antinfiammatoria ed è un antifungino ad ampio spettro, mentre lo zinco piritione e gli altri derivati piridinici sono dotati di un effetto citostatico e quindi antiproliferativo, oltre a contenere agenti antibattericidi e antifungini. Analoga attività hanno anche i distillati di catrame. Fra i detergenti, un nuovo tipo di prodotto, dall’elevata tollerabilità, è costituito dall’olioshampoo, che basa il suo meccanismo d’azione su un diverso concetto di pulizia, la cosiddetta detersione per affinità: al film idrolipidico del cuoio capelluto si sostituisce il film lipidico contenuto nel prodotto. In generale l’approccio terapeutico viene completato da lenitivi ed emollienti a base oleosa che facilitano il distacco delle squame. In casi importanti il medico può prescrivere steroidi per uso topico. In commercio si trovano anche ritrovati fitoterapici: estratto di peperoncino, aceto di mele, oli essenziali di eucalipto, rosmarino, limone, salvia e ortica possono essere efficaci nei casi di forfora non particolarmente ostinata. Così come l’olio di Tea tree (od olio essenziale di Melaleuca alternifolia), dalle proprietà antisettiche e antifungine. Tutti gli antiforfora vanno adoperati quotidianamente sino a quando il disturbo non scompare, poi il consiglio è di utilizzarli tre volte a settimana, alternandoli, qualora si richiedano lavaggi frequenti, a prodotti particolarmente delicati. Il tempo di applicazione, generalmente di almeno un minuto, deve rispettare le indicazioni del produttore, in modo tale da lasciare agire i principi attivi per un tempo sufficiente. La patologia, tuttavia, risponde alla terapia medica ma tende a recidivare. In più qualche volta possono sovrapporsi psoriasi o dermatite seborroica. Per questo motivo è utile affidarsi sempre allo specialista dermatologo.

 

Consigli pratici
Anche lo stile di vita può molto nel trattamento della forfora:
- A tavola è bene seguire una dieta ricca di frutta e verdura, ma anche di pesce e proteine magre, per assicurare all’organismo un adeguato apporto di aminoacidi solforati, zinco, omega-3, antiossidanti e vitamine del gruppo B. Da evitare l’abuso di alcol e di alimenti iperlipidici, come i formaggi grassi.
- Se la dieta ne è carente sono utili integratori a base di vitamina A, C ed E, selenio e zinco.
- Frizionare energicamente i capelli sotto la doccia non serve, anzi: questa abitudine tende a irritare ulteriormente il cuoio capelluto. 

- In caso di prurito è bene non grattarsi, ma lavare testa con uno shampoo delicato.
- Non utilizzare il phon a distanza troppo ravvicinata ed evitare il getto d’aria troppo caldo, perché in questo modo si rischia di seccare la cute e stimolare la produzione di sebo.
- Fare attenzione a tinte e trattamenti decoloranti: in soggetti allergici e dalla pelle sensibile possono peggiorare il problema.
- Non soffocare i capelli con foulard e cappelli: anche se sembrano fornire un momentaneo sollievo all’imbarazzo della forfora, qualsiasi abitudine che impedisca la corretta traspirazione del cuoio capelluto tende a peggiorare il problema.
- Ridurre l’applicazione sui capelli di cosmetici quali gel, lacche o mousse, che possono essere irritanti per il cuoio capelluto, renderlo più untuoso e aumentare il prurito.

 

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10 Novembre 2015
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Quando pensate che a dieta non si possa mangiare con gusto, piatti come il pasticcio di verdure alla DCD Tuscolano vi fanno cambiare idea.

Pronte a mettervi ai fornelli?

 

INGREDIENTI

200 grammi macinato misto (tacchino-vitella-vitellone)

Quattro cucchiai salsa di pomodoro

200 grammi verza lessata

200 grammi broccolo verde romano lessato

2 cucchiai olio evo

Uno spicchio aglio –cipolla-sedano-carota

Sale-pepe

 

PREPARAZIONE

  • Tagliate finemente le verdure
  • Saltatele in padella con uno spicchio d'aglio, la salsa di pomodoro e un paio di tazzine d'acqua
  • Fate cuocere in un tegame carne macinata con 3 cucchiaini d’olio, la cipolla, il sedano e la carota finemente triturati
  • A cottura completata, unite la carne alle verdure amalgamando bene
  • aggiungete al bisogno sale e pepe
  • Ponete tutto in una terrina da forno a 180 gradi per mezz’ora
  • Lasciate raffreddare e... buon appetito!
Pubblicato in Ricette
10 Novembre 2015
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