Alimentazione

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L’aspetto delle unghie al naturale, senza smalti e gel che mascherano la verità, spesso è uno specchio della propria salute generale. La presenza di macchie, striature o l’eccessiva debolezza che porta le unghie a spezzarsi o sfaldarsi può essere infatti il sintomo di qualche patologia.

 

Lo sfaldamento dell’unghia si verifica quando l’unghia si sfoglia, diventando sempre più fragile e con il bordo libero frastagliato. Le cause di questo fenomeno possono essere varie, delle volte combinate tra di loro: alimentazione, micosi, stress e l’uso di prodotti aggressivi o scadenti (smalto, detersivi) sono le più comuni.

 

Un'altra causa, può essere la carenza di alcuni nutrienti, in particolare calcio e vitamina A e B. Questo influenza negativamente la salute delle unghie, rendendole più deboli e soggette a sfaldarsi ma la fragilità delle unghie può essere anche la spia di anemia, disidratazione, intolleranza al glutine e problemi alla tiroide (se troppo morbide). Ovviamente, la conferma di questi sospetti, deve essere data dal medico curante. 

 

La presenza di micosi e altre infezioni causate da funghi contribuisce alla debolezza delle unghie che in questi casi, oltre a sfaldarsi, generalmente cambiano colore (si ingialliscono) e aspetto; la sfogliatura dell’unghia può essere anche la conseguenza di un evento traumatico o della cattiva abitudine di mangiucchiarle con i denti.

 

Utilizzare prodotti troppo aggressivi, a lungo andare, peggiora l’aspetto e la salute delle unghie quindi è bene sempre indossare i guanti durante le pulizie di casa per evitare il contatto con i detersivi o un “ammollo” in acqua; anche l’uso di smalti e solventi di scarsa qualità, generalmente aggressivi e dal ph troppo acido, danneggia le unghie.

 

Da non sottovalutare infine lo stress che ha una cattiva influenza sulla nostra salute: così come i capelli possono cadere anche le unghie vengono indebolite.

 

Rimedi per le unghie che si sfaldano

Le unghie che si sfaldano si possono prevenire con dei semplici accorgimenti, inserendo nella propria dieta alimenti ricchi di calcio, zinco e vitamina A e B6 o, in alternativa e su consiglio medico, ricorrere a degli integratori alimentari che rinforzano le unghie, il tutto senza dimenticare i guanti durante le pulizia di casa escegliendo con cura  prodotti di qualità per la manicure.

 

Se purtroppo le unghie si sono già indebolite e sfaldate esistono dei rimedi naturali da lungo tempo utilizzati per rinforzarle, ad esempio massaggiandole con qualche goccia di olio extravergine, di limone(ha anche un effetto schiarente) o di olio di mandorle dolci; gli stessi ingredienti possono essere anche utilizzati per un impacco.

 

 

 
Pubblicato in Beauty
23 Febbraio 2016
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Tutti, nessuno escluso, abbiamo esagerato durante le feste.

Il nostro stomaco chi chiede di fermarci e il nostro corpo di ricominciare a prenderci cura di lui.

Non è solo una questione di peso o gonfiore ma anche di funzionalità motoria che ogni anno con il Natale perdiamo del tutto. 

 

Come arrivare alla primavera di nuovo in forza evitando la solita annuale iscrizione in palestra che poi, come sempre, si traduce solo in soldi sprecati?

 

Ecco 4 consigli per voi:

 

1. Yoga:

Giova sia alla linea che alla flessibilità e ai muscoli.

Partite da un corso base e poi, nel giro di tre mesi, passate ai livelli successivi: se volete rimettervi in forma e allo stesso tempo recuperare flessibilità e tonicità sicuramente l'Ashtanga Yoga è quello che fa per voi perché unisce i movimenti del corpo alla respirazione. Se invece volete puntare tutto sul benessere interiore allora il Vinyasa è da provare perché aiuta a recuperare benessere corporeo e mentale grazie alla respirazione.

In tutti i casi gli effetti non sono immediati e richiedono sforzo soprattutto per entrare nell’idea che ci si deve concentrare per riuscire a far lavorare i muscoli e il corpo in maniera corretta, anche e soprattutto quando i movimenti sono lenti.


2. Corsa:

Iniziate correndo pochi minuti poi quando il fiato si “spezza” aumentate.

Il consiglio è quindi quello di abituare il corpo piano piano, di prendere un proprio ritmo e mantenerlo anche se magari accanto a voi stanno correndo persone a velocità superiori, di fermarvi quando non ce la fate più ma evitando di commiserarvi senza nemmeno provarci. Tra i benefici, oltre ai classicissimi, c’è anche il fatto che ci si sente liberi e si è autonomi.


3. Eliminare lo zucchero:

affermazione drastica che non vuol dire toglierlo del tutto dalla propria dieta ma sforzarsi di stare una settimana senza zucchero rimpiazzandolo con frutta e alimenti naturali. Lo zucchero non solo fa ingrassare ma soprattutto a volte può rallentare gli effetti benefici di altre attività collaterali.

 

4. Mangiare frutta e verdura:

Per rimettervi in forma si dimostrerà necessaria l’assunzione in dosi massicce di frutta e verdura con riduzione di carne rossa, aumento della bianca ma solo alla piastra o al vapore e riduzione/eliminazione di carboidrati complessi come la pasta. Bevete inoltre tanta acqua.



 

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26 Dicembre 2015
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Non contagiosa, colpisce prevalentemente individui di sesso maschile di età compresa fra i 18 e i 40 anni. La variante più comune è la forfora a piccole scaglie: più frequente nei mesi invernali, si manifesta con lieve prurito e abbondante turnover di squame secche e grigiastre. La forfora a grosse scaglie, invece, si caratterizza per la sua colorazione giallastra e la consistenza spessa e untuosa. Il prurito è intenso ed è frequente il diradamento dei capelli. Nei casi più gravi il quadro clinico è simile a quello della dermatite seborroica, alla quale può sovrapporsi. Entrambi i tipi di forfora sono caratterizzati dalla presenza di focolai infiammatori costituiti da gruppi di cellule che, probabilmente sollecitate da microrganismi, rilasciano sostanze che contrastano l’infezione. Tali sostanze (mediatori chimici dell’infiammazione) alterano l’ambiente del derma e originano una maggiore desquamazione.

 

Le cause
Analizzando la cute si osserva come la forfora si accompagni all’infiammazione dei piccoli vasi sottocutanei. Il principale imputato sembra essere un lievito del genere Pityrosporum. Normalmente questo microrganismo costituisce circa la metà della nutrita flora residente sul cuoio capelluto dei soggetti normali. In caso di forfora la sua presenza sale fino al 75%. Non è chiaro, però, se l’aumento della percentuale provochi l’infiammazione locale o se ne sia una conseguenza. L’esatta causa che porta all’incontrollata proliferazione del Pityrospum è incerta; in proposito le ipotesi avanzate sono diverse: eccessiva produzione di sebo, secchezza della cute, stress, debolezza del sistema immunitario, esagerato o insufficiente numero di lavaggi, alimentazione scorretta, fattori climatici, squilibri ormonali (in particolare l’aumento degli ormoni androgeni o l’aumentata sensibilità locale alla loro azione). Il meccanismo attraverso il quale il fungo determina la comparsa della forfora sembrerebbe dovuto alla sua capacità di scindere i trigliceridi, normali costituenti del sebo prodotto dalle ghiandole sebacee, in acidi grassi irritanti, accelerando il rinnovo cellulare.

 

I rimedi
I soggetti predisposti possono prevenire la forfora con adeguati trattamenti da eseguire a ridosso dei periodi critici dell’anno come l’inverno, quando il problema peggiora a causa della diminuzione dei raggi ultravioletti, che rallentano la velocità di ricambio dell’epidermide ed esercitano un’azione curativa. La scelta del prodotto va sempre effettuata consultando uno specialista perché l’uso di rimedi troppo aggressivi può far peggiorare il quadro clinico. Nell’identikit di uno shampoo o di un balsamo antiforfora entrano in gioco composti multifunzione come il ketoconazolo, lo zinco piritione e il piroctone olamina. Il primo è dotato di una spiccata azione antinfiammatoria ed è un antifungino ad ampio spettro, mentre lo zinco piritione e gli altri derivati piridinici sono dotati di un effetto citostatico e quindi antiproliferativo, oltre a contenere agenti antibattericidi e antifungini. Analoga attività hanno anche i distillati di catrame. Fra i detergenti, un nuovo tipo di prodotto, dall’elevata tollerabilità, è costituito dall’olioshampoo, che basa il suo meccanismo d’azione su un diverso concetto di pulizia, la cosiddetta detersione per affinità: al film idrolipidico del cuoio capelluto si sostituisce il film lipidico contenuto nel prodotto. In generale l’approccio terapeutico viene completato da lenitivi ed emollienti a base oleosa che facilitano il distacco delle squame. In casi importanti il medico può prescrivere steroidi per uso topico. In commercio si trovano anche ritrovati fitoterapici: estratto di peperoncino, aceto di mele, oli essenziali di eucalipto, rosmarino, limone, salvia e ortica possono essere efficaci nei casi di forfora non particolarmente ostinata. Così come l’olio di Tea tree (od olio essenziale di Melaleuca alternifolia), dalle proprietà antisettiche e antifungine. Tutti gli antiforfora vanno adoperati quotidianamente sino a quando il disturbo non scompare, poi il consiglio è di utilizzarli tre volte a settimana, alternandoli, qualora si richiedano lavaggi frequenti, a prodotti particolarmente delicati. Il tempo di applicazione, generalmente di almeno un minuto, deve rispettare le indicazioni del produttore, in modo tale da lasciare agire i principi attivi per un tempo sufficiente. La patologia, tuttavia, risponde alla terapia medica ma tende a recidivare. In più qualche volta possono sovrapporsi psoriasi o dermatite seborroica. Per questo motivo è utile affidarsi sempre allo specialista dermatologo.

 

Consigli pratici
Anche lo stile di vita può molto nel trattamento della forfora:
- A tavola è bene seguire una dieta ricca di frutta e verdura, ma anche di pesce e proteine magre, per assicurare all’organismo un adeguato apporto di aminoacidi solforati, zinco, omega-3, antiossidanti e vitamine del gruppo B. Da evitare l’abuso di alcol e di alimenti iperlipidici, come i formaggi grassi.
- Se la dieta ne è carente sono utili integratori a base di vitamina A, C ed E, selenio e zinco.
- Frizionare energicamente i capelli sotto la doccia non serve, anzi: questa abitudine tende a irritare ulteriormente il cuoio capelluto. 

- In caso di prurito è bene non grattarsi, ma lavare testa con uno shampoo delicato.
- Non utilizzare il phon a distanza troppo ravvicinata ed evitare il getto d’aria troppo caldo, perché in questo modo si rischia di seccare la cute e stimolare la produzione di sebo.
- Fare attenzione a tinte e trattamenti decoloranti: in soggetti allergici e dalla pelle sensibile possono peggiorare il problema.
- Non soffocare i capelli con foulard e cappelli: anche se sembrano fornire un momentaneo sollievo all’imbarazzo della forfora, qualsiasi abitudine che impedisca la corretta traspirazione del cuoio capelluto tende a peggiorare il problema.
- Ridurre l’applicazione sui capelli di cosmetici quali gel, lacche o mousse, che possono essere irritanti per il cuoio capelluto, renderlo più untuoso e aumentare il prurito.

 

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10 Novembre 2015
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Naso chiuso, occhi gonfi e un fortissimo mal di testa: i sintomi del raffreddore sono ben noti a chiunque.

I virus da raffreddamento entrano nelle cellule respiratorie del naso, le rompono e la conseguente liberazione di sostanze irritanti e infiammatorie provoca i sintomi fa­stidiosi che tutti ben conosciamo. Se si è de­bilitati e con  le difese im­munitarie abbassate può anche essere particolarmente cruento o ripresentarsi spesso durante la stagione. Ma come contrastarne gli effetti ricorrendo a rimedi naturali?

 

I calzettoni umidi

Antiche saggezze popolari consigliano i calzettoni umidi: iniziamo con un caldo pediluvio, asciughiamo i piedi con cura, indossiamo un paio di calze di cotone immerse poco prima in acqua fredda ma ben strizzate, indossiamo poi un paio di calzettoni di lana. La massima efficacia – per quanto possa sembrare assurdo – la si raggiunge andando a letto e concedendosi un riposo ristoratore.  Per aumentare i benefici del pediluvio aggiungiamo qualche goccia di olio essenziale, meglio se di Eucalipto o Menta Piperita; se la tosse è insistente e impedisce il sonno optiamo per la Lavanda che è calmante.

 

Rimedi naturali della tradizione

In Asia per prevenire le malattie da raffreddamento si usa masticare della radice fresca di zenzero almeno tre volte al giorno. Quando la malattia è già iniziata si versa in una tazza di acqua calda la punta di un cucchiaino di zenzero in polvere e un paio di cucchiaini di miele. La bevanda ha un eccellente azione espettorante e febbrifuga.

In India, contro le malattie da raffreddamento, si usa preparare una bevanda preparata versando un litro di acqua calda in una tazza contenente polpa di tamarindo. Si chiude bene e si lascia in infusione per 2-3 ore.

Quindi si filtra e si aggiunge del miele si diluisce con poca acqua. Si assume più volte durante la giornata.

Nei paesi arabi si prepara un composto per gargarismi facendo bollire per una ventina di minuti, in 650ml di acqua, della scorza di melagrana essiccata. Quindi si filtra e si utilizza come di consueto per gargarismi contro mal di gola e raffreddore.

In Grecia si cuociono a vapore dei fichi con miele e limone e si assume a cucchiai i composto ottenuto durante la giornata, mentre in Finlandia si riduce in purea dell’uva ursina precedentemente bollita e poi miscelata con del miele e si assume durante il  giorno. Sembra che il rimedio ottenuto abbia un ottimo sapore!

 

Piccoli accorgimenti per prevenire il raffreddore

Restano comunque sempre validi i soliti accorgimenti: se fa freddo, per prevenirne la comparsa, è bene quando si sta al­l’aperto indossare una sciarpa per coprire naso e bocca, per bloccare le vie d’accesso di virus e batteri, ma soprattutto per evitare che l’aria troppo fredda colpisca il volto e la gola.

La cosa più utile in ogni caso, è lavarsi spesso le mani. Il virus del raffreddore infatti si trasmette attraverso il contatto fisico, soprattutto tra i bambini che lo raccolgono a scuola e che, toc­candosi occhi e bocca, poi lo passano a chi ancora non è raffreddato, ma lo diverrà presto… compresi genitori e fratellini. Lavarsi le mani di frequente, con il sapone, aiuta a limitare il contagio.

E poi via libera anche alla prevenzione con la vitamina C di cui è ricca la frutta e la verdura come gli agrumi, i kiwi, i pomodori e i peperoni.

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26 Ottobre 2015
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Le basse temperature sono arrivate e, avere i piedi freddi è un problema di molti.

Il freddo però non è l'unica causa, spesso ci si mettono anche le difficoltà circolatorie: i piedi si raffreddano e hanno difficoltà a riacquistare calore quando è insufficiente l’apporto di ossigeno trasportato dal sangue; pur essendo questa la causa principale i piedi freddi possono essere dovuti anche a carenze alimentari, abuso di alcool o fumo, il sintomo di altri disturbi come l’anemia, la sindrome da fatica cronica, il diabete o l’ipotermia che il medico saprà diagnosticare.

 

I piedi freddi sono un disturbo a cui porre subito rimedio sia per evitare il diffondersi per tutto l’organismo della sensazione di freddo che porta con sè “disagio” e malessere sia per evitare il presentarsi di intorpidimento e formicolio delle estremità e la comparsa di piccoli tagli. Rovistando in dispensa è possibile mettere in pratica alcuni rimedi semplici ed efficaci per riattivare e favorire la circolazione e così riscaldare i piedi freddi.

 

Massaggio con olio caldo

Massaggiare i piedi è forse il modo più semplice per riscaldarli, un rimedio ancora più efficace se abbinato all’uso di olio caldo: il flusso di sangue alle estremità viene stimolato e l’uso dell’olio ha anche una funzione emolliente. Per il massaggio si può usare un olio specifico o anche da cucina (di oliva, di sesamo) basta riscaldarlo leggermente anche con un passaggio di qualche secondo nel forno a microonde. Con le dita massaggia per 5-10 minuti ogni piede esercitando una leggera pressione con un movimento che va dalla punta fino alla caviglia e  indossa delle calze di cotone una volta terminato il massaggio che è preferibile fare la sera prima di andare a dormire o quando si ha necessità durante la giornata (e la possibilità di restare in relax).

 

Idroterapia

L’alternanza di acqua calda e fredda è un modo semplice e diffuso per riattivare la circolazione, basta preparare due bacinelle ed immergere i piedi nell’una o nell’altra, restando in ammollo per 2 minuti in quella fredda e per 1 minuto in quella calda. E’ preferibile iniziare mettendo entrambi i piedi nella bacinella con l’acqua fredda e poi alternare per almeno 10-15 minuti trascorsi i quali i piedi vanno asciugati bene e infilati in un paio di calzini caldi.

 

Esercizi per i piedi

In caso di piedi freddi è molto importante cercare di tenerli in movimento così da facilitare la circolazione e, di conseguenza, evitare che diventino troppo freddi. Si tratta di esercizi molto semplici che si possono effettuare in qualunque momento della giornata, sia a casa che sul posto di lavoro:

– in piedi stare sulle punte e mantenere la posizione per 1 minuto per poi scendere lentamente sui talloni, ripetendo il movimento per 10 minuti.

– da seduti ruotare ogni piede in senso orario e poi in senso antiorario, ripetendo il movimento per 10 minuti

Bisogna inoltre ricordare quando si è seduti di avere sempre i piedi appoggiati a terra o su un sostegno ed evitare di tenerli a penzolare.

 

Sale di Epsom

Quando si hanno i piedi freddi l’idea di metterli nell’acqua calda è tra le prime che vengono, anche se bisogna far attenzione ai geloni! Al pediluvio è possibile aggiungere mezza tazza di Sale di Epsom ricco di solfato di magnesio che, una volta sciolto nell’acqua, potrà essere assorbito dal corpo; bisogna infatti ricordare che la carenza di magnesio è spesso causa di piedi (e mani) freddi.

 

Assumere più magnesio

Il magnesio è un elemento molto importante per aiutare una corretta circolazione e l’assorbimento di vitamina D. Bisogna ricordare che il nostro organismo non riesce ad immagazzinare magnesio a lungo quindi è importante inserire con frequenza nella dieta settimanale degli alimenti che ne sono ricchi come spinaci, bietole, rape, senape, broccoli, alghe, avocado, cetrioli, fagiolini, cereali integrali, semi di zucca, semi di sesamo e mandorle.

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26 Ottobre 2015
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Il giorno del vostro matrimonio sarà il più bello della vostra vita ma, insieme a tanta gioia, è possibile anche che porti un po’ di stress.

Per voi qualche piccolo suggerimento da mettere in pratica per alleviare la tensione pre matrimonio.

 


La preoccupazione maggiore del matrimonio, non riguarda tanto la vita a due che si sta per affrontare, ma l’organizzazione del giorno stesso. Il desiderio comune è uno solo: che sia tutto perfetto, dall’abito, al ricevimento, alla chiesa.

Temiamo gli imprevisti dell’ultimo minuto e ci spaventa che qualcosa possa andare storto.


Prima cosa? Rilassiamoci.

Usiamo tecniche di respirazione yoga, beviamo tisane e impariamo a prendere la vita con filosofia. Basta pensare che se qualcosa non sarà perfetto non sarà poi così un dramma. Gli invitati, se ci vogliono davvero bene, sono lì per noi e non per esaminarci!

Soprattutto, non vivete le vostre paure da sole ma condividetele con il partner o con un’amica (necessariamente dotata di un sano senso dell’umorismo!).

 

Stress: i parenti invadenti
Spesso ad aumentare nervosismo e stress, ci si mettono anche amici e famigliari.

Succede delle volte che genitori e parenti si sentano in diritto di metterci di imporre la propria idea.

In questo caso, fate un bel respirone e con calma e gentilezza fategli capire che è il vostro matrimonio (e che il loro c’è già stato).

Quindi rendeteli partecipi, solo a decisioni prese, così non potranno influenzarvi e farvi venire inutili sensi di colpa.

 

Fate una lista
Vi aiuterà a non dimenticare le cose da fare.

Se poi si hanno parenti e amici ben disposti, si possono coinvolgere e delegargli le cose che non necessitano la vostra presenza. Qualche esempio?

La telefonata al ristorante il giorno prima del ricevimento, passare dal fiorista per controllare che sia tutto pronto, e andare a ritirare le fedi. Ovviamente (anche se non è facile) bisogna essere in grado di affidarsi agli altri!

Una pausa per voi, futuri sposi!
Spesso capita che nei mesi che precedono le nozze, i futuri sposi, talmente presi da preparativi, ansie e cose da fare, si dimentichino del perché stanno vivendo tutto quel trambusto; così si perde di vista la voglia di stare insieme.

Per questo motivo, è importante, ogni tanto, tra un preparativo e un altro, concedersi una pausa, stare insieme da fidanzati evitando di parlare del matrimonio!

Una pausa per te stessa


Dal momento che i preparativi per il matrimonio, sono un po’ come una maratona, bisogna prepararsi mentalmente e fisicamente, con gioia e buonumore!
Per prima cosa non dimenticarti mai di te stessa; cerca un passatempo che ti rilassi ti aiuti a sfogare l’ansia: può essere uno sport o un hobby, l’importante è che per quell’ora tu non pensi ad altro! La parola d’ordine è coccolarsi: concediti una pausa con le amiche, un massaggio o un pomeriggio sul divano a leggere un libro.
Impara che la vita non è solo il tuo matrimonio; quindi quando stai con gli altri, ascolta i loro problemi, i loro discorsi, e distogliti dalle tue, a volte inutili, preoccupazioni.

 

Una pausa per te stessa

Roma non è stata costruita in un giorno e vale lo stesso per un fisico invidiabile da sfoggiare il giorno delle vostre nozze.

Per questo Noi di DCD TUSCOLANO abbiamo in mente quello che fa per te: 500 euro in trattamenti estetici in omaggio per tutte le clienti che acquistano una combo diamond. Per maggiori informazioni chiamateci allo 06 76968250.

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18 Settembre 2015
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Ammettiamolo, diimagrire è il sogno della maggior di noi, ma in poche riusciamo a trovare la motivazione per iniziare un’attività che conduca alla fatidica perdita di peso e all’eliminazione dei chili superflui su pancia, cosce e glutei.

 

Una soluzione potrebbe essere quella di dimagrire effettuando attività divertenti, accompagnate dalla musica che ci piace, balli o giochi di gruppo.

 

Ecco qui una piccola serie di consigli che possono essere utili al tempo stesso a chi è sovrappeso e a chi si annoia nel tran tran quotidiano.

 

Primo consiglio: kickboxing con foto. Nessuna si dovrà confrontare a calci e pugni con un’amica, una vicina di casa o la suocera invadente (anche se vi piacerebbe). Questa disciplina prevede un combattimento a distanza di sicurezza e prevede un’attività che comprende aerobica, pugilato e arti marziali allo stesso tempo: inizia con lo stretching e continua con il movimento di arti superiori e inferiori mossi come per dare dei pugni e dei calci a un avversario.

 

Un ulteriore valvola di sfogo che permette di bruciare qualche caloria in più rispetto alle 400 orarie che si bruciano in media potrebbe essere quella di incollare sul “punching ball” la foto di qualcuno che sta antipatico e sfogare la propria rabbia prendendola – o prendendolo – a pugni e calci.

 

Il secondo modo per perder peso è meno violento ma è altrettanto divertente e dimagrante: il frisbee. Molto in voga negli anni ’70 e ’80 può essere utilizzato a guisa di palla insieme a un gruppo di amici o amiche. Scopo del gioco: dividersi in 2 squadre e passarsi il frisbee cercando di non farselo portar via dagli avversari. Alla fine, oltre ad aver riso a crepapelle facendo emergere il fanciullo che è in ciascuno, si avrà perso peso.

 

Ed ecco il ballo: scatenarsi a suon di salsa è fra i modi migliori per dimagrire ed è una delle poche attività fatte a stretto contatto con un uomo che faccia perder peso e che non sia associato al sesso anche se secondo alcuni “la salsa è un’attività verticale propedeutica a una orizzontale”. In entrambi i casi, comunque, si dimagrisce.

Se la musica latinoamericana non piace, ecco la pole dance nuova frontiera del ballo sensuale (dimagrante) senza bisogno di un partner maschile: musica, energia, amiche, attrezzi e magari un insegnante che faccia effettuare movimenti sinuosi e faticosi attorno a una pertica: anche in questo caso, si bruciano tante calorie e ci si prepara spiritualmente per un altro tipo di “ginnastica”.

 

Un bel pic nic con amici e amiche aiuta a faticare, a bruciare calorie e a passare un fine settimana all’insegna dell’allegria. I dintorni di Roma offrono luoghi incantati. Dopo la sveglia di prima mattina e aver preso le provviste preparate la sera precedente - magari senza eccedere in grassi e in zuccheri – è molto cameratesco partire per la campagna con un bel gruppo di amici con i quali condividere una giornata all’insegna dell’aria aperta, del movimento e – perché no – magari anche in compagnia di un bel frisbee.

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18 Settembre 2015
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Ci siamo, è arrivato il momento più duro delle vacanze: il rientro!

Alcuni sintomi comuni di quella comunemente indicata come sindrome da post-rientro possono essere: mal di ritorno, depressione, malinconia, ansia, stanchezza.

DCD TUSCOLANO in questo articolo vi propone qualche consiglio e tecnica ideale per tirarvi su e recuperare le forze ed il buonumore.

 

Cominciamo!

 

1. Prendetevi un periodo di decompressione

Come prima cosa provate a tenere 2 giorni di riposo tra la fine delle ferie ed il rientro al lavoro (o ricordatelo la prossima volta!): questo servirà ad avere il giusto tempo abituarvi nuovamente a ritmi della vita di tutti i giorni, nonché di prepararvi psicologicamente e fisicamente al nuovo inizio lavorativo.

 

2. Ricominciate gradualmente

Evitate di riprendere tutte le vostre consuete attività al 100% e con foga: andate con calma e aumentate l’intensità di lavoro e ritmi di vita pian piano, con gradualità.

 

3. Non smettete di prendervi cura di voi

Continuate a pensare a voi stessi come avete fatto in vacanza: alla vostra mente e al vostro corpo non bastano 2 settimane per star bene sempre. Quindi, continuate a prendervi cura di voi e a coccolarvi, facendo manicure, pedicure, massaggi, palestra, hobbies, … per darvi ripetutamente la sensazione di essere in ferie! Il vostro aspetto fisico poi è migliorato: siete più tonici, attivi e abbronzati: prolunghiamo perciò questo benessere con creme e prodotti adatti

 

4. Non sottovalutate i vantaggi dell’aria aperta

Provate a non smettere di stare all’aria aperta: quanto potete fate passeggiate, uscite a cena e cercate di alzarvi più possibile dalla scrivania per fare 4 passi e respirare sole e ossigeno, uscite la sera e rimandate il più a lungo possibile la simbiosi con divano e tv.

 

5. Dite addio alla vostra vecchia routine

Non dovete stravorgerla, ma provate a fate un cambiamento nella vostra vecchia routine: basta anche un orario diverso, un percorso modificato, un’abitudine di comportamento variata per non farvi percepire la pesantezza della “vecchia solita vita” e dare un’idea di novità. Mettete in atto i buoni propositi o i cambiamenti su cui avete meditato e avete elaborato in ferie: la carica giusta l’avete accumulata, ora è tempo di agire ed impegnarvi su quello

 

6. Fate sport

Fate sport ed attività fisica: il vostro corpo si è abituato al movimento, non perdete l’occasione e continuate a farlo!

 

7. Nostalgici ma con moderazione 

Evitate di tappezzare ogni vostro oggetto, strumento e luogo con le foto della vacanza: son belle da guardare e son lieti ricordi ma, se la vostra sindrome da post-rientro è piuttosto accentuata, non farete altro che aumentarvi da soli la già naturale e presente malinconia. 

Cercate però di mantenere i contatti con le persone amiche conosciute in vacanza: vi porteranno buonumore e una costante sensazione di clima vacanziero.

 

8. Pensate al prossimo viaggio

Pensate e programmate il prossimo viaggio, che sia una vera vacanza, un weekend o solo una gita non importa: vi darà quella carica e spinta per andare avanti e non ricordare solo il passato. Vi sentirete risollevati nell’umore.

 

9. Continuate a vivere la coppia come in vacanza

In coppia, continuate a vivere la vostra intimità sessuale come in vacanza: non rilegate al sesso solo la breve fase pre-sonno, ma continuate a viverlo con spensieratezza come elemento importante, divertente e sempre nuovo delle vostre giornate intere

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15 Agosto 2015
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La dieta per avere un'abbronzatura perfetta esiste ed è ricca di cibi che aiutano la vostra pelle a ad ottenere un'abbronzatura davvero perfetta!

 

Lo sapevate che esistono dei cibi abbronzanti?

Con le loro proprietà nutritive questi cibi aiutano infatti la vostra pelle a reagire ai raggi del sole e a farvi ottenere una tintarella invidiabile.

 

Qualunque sia la vostra carnagione, e indipendentemente dal tempo che prevedete di stare stesi sotto il sole: il primo segreto per avere una pelle abbronzata e idratata è bere tantissima acqua.

Bere tanta acqua non solo aiuterà la vostra abbronzatura ma vi aiuterà anche a spazzar via la tanto odiata cellulite!

 

Ma torniamo ai cibi abbronzanti:

altro non sono che cibi ricchi di vitamina A e che grazie a questa proprietà sono in grado di stimolare la produzione della melanina, la responsabile della vostra tintarella.

Il modo più facile e veloce per riconoscere i cibi abbronzanti è guardare il loro colore:i frutti e le verdure arancioni o rossi sono tendenzialmente ricchi di betacarotene e vitamina A.

Tuttavia non sono gli unici cibi abbronzanti, ma solo quelli con un maggiore potere abbronzante.

 

Il segreto per una dieta abbronzate perfetta sarà quindi integrare il più possibile cibi abbronzanti: le carote sono il cibo più ricco vitamina A, con ben 1200 microgrammi ogni 100 grammi di prodotto.

Basterà inserire nella vostra dieta 100 gr di insalata di carote per far intensificare il vostro colorito.

 

 

Aggiungete quindi alla dieta albicocche (che hanno 500 milligrammi di vitamina A ogni 100 grammi) ma anche peperoni, ciliegie, cocomeri e meloni. Preziosi per la vostra dieta anche albicocche, pomodori e zucca.

 

Non sono solo i cibi ricchi di vitamina A ad essere dei preziosi alleati per la vostra abbronzatura: non basta infatti scurirsi ma bisogna anche che la pelle abbia tutti gli elementi nutritivi per mantenersi elastica e luminosa.

 

Anche se la vitamina C tende a rallentare l’abbronzatura, è meglio integrarla nella dieta: non solo infatti alzerà le vostre barriere immunitarie, ma è anche un ottimo antiossidante in grado cioè di combattere l’invecchiamento della pelle. I raggi uva infatti stressano la pelle e integrando con cibi antiossidanti ( come frutti di bosco, arance, papaya e kiwi) avrete un aiuto in più per mantenere la pelle giovane e abbronzata.

 

Infine dovrete cercare di tener lontani dalla vostra pelle pericolosi eritemi e irritazioni cutanee e aiutare soprattutto la pelle a restare elastica: nulla come i cibi ricchi di Omega 3 sono in grado di aiutarvi.

Via libera a salmone, pesce, avocado e no

ci.

Naturalmente tutto ciò è solo un piccolo aiuto, da affiancare a tutte le precauzioni necessarie per avere un’abbronzatura sana e intensa: niente maratone sotto il sole ed evitare sempre e comunque le ora più calde del giorno!

 

Bere molto per reintegrare i liquidi e soprattutto far uso di una buona crema abbronzante con una protezione adatta al vostro fototipo!

 

Pubblicato in Consigli
23 Giugno 2015
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Ha molti nomi: colon irritabile, colon spastico e colite mucosa, ma indicano tutti lo stesso problema. La sindrome dell'intestino irritabile è uno tra i disturbi senza cause organiche più comuni e frequenti.

Le cause che possono portare a questa patologia sono diverse, e non è ben chiara la causa scatenante della sindrome, ma le persone affette dal problema spesso sono ansiose e manifestano tensione o aggressività e depressione. Agli stimoli emotivi e alla somministrazione di alcuni farmaci (come i lassativi) corrisponde un aumento dell'attività motoria del colon, e questo fa pensare che la sindrome rappresenti una esagerazione delle normali funzioni.

 

Colite: come si manifesta

La vittima tipo della colite (con un rapporto 2 a 1) è donna. I primi sintomi avvertiti sono quelli di dolore e gonfiore addominale, diarrea o stipsi.

Il dolore,  può comparire in qualsiasi parte dell'addome ma di solito si manifesta al fianco sinistro è sicuramente una condizione sempre presente in tutti i soggetti. Le fitte peggiorano con l'assunzione di cibo e qualche volta nelle ore notturne. Non è ascluso che queste fitte siano accompagnate inoltre da problemi di stipsi con distensione addominale ed espulsione di feci sotto forma di palline dure e secche, oppure forti episodi di o espulsione di semplice muco. Alcune persone lamentano anche una cattiva digestione e un senso di pienezza dello stomaco dopo i pasti.

 

Colite: come si cura

La colite, per quanto fastidiosa possa essere, non è una malattia grave. E' difficile consigliare una cura, perché la causa della malattia, come dicevamo, non è conosciuta. I sintomi possono però essere ammorbiditi cercando di diminuire lo stress limitando risposte brusche o esagerate a situazioni di tensione emotiva.

Ci sono anche soluzioni farmacologiche come antispastici, sedativi e antidepressivi nei casi determinati da grande ansia e con molto dolore.

 

Un consiglio valido per tutti è quello di seguire una buona regola alimentare, con pasti regolari e moderati, evitare gli alcolici e i cibi troppo speziati aiuterà a migliorare il problema. Per combattere la stipsi invece è opportuno non abusare di lassativi irritanti, ma ricorrere all'aiuto di una dieta idonea, integrata da una buona attività fisica.

Pubblicato in Consigli
12 Aprile 2015
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