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La banana è uno di quei frutti che non manca quasi mai in casa per vari motivi: si trova tutto l’anno, è ricca di sali minerali – soprattutto potassio – e vitamine che le conferiscono indiscusse proprietà benefiche per l’organismo e la salute; infine è facile da sbucciare e mangiare, anche per uno spuntino fuori casa, un aspetto che soprattutto i più pigri non sottovalutano.

 

Purtroppo le banane mano a mano che maturano diventano sempre più scure, di un colore tra il marroncino e il nero e non tutti gradiscono il sapore e la consistenza tipici di questo “stadio finale” di vita della banana. Anche matura e prossima ad essere gettata nel secchio dell’umido la banana racchiude una serie di vantaggi, trasformandosi in ingrediente base per la preparazioni di prodotti per la cura della persona, della casa e del giardino, basta conoscere gli usi alternativi per riutilizzare la polpa e la buccia della banana.

 

1. Scrub e maschera alla banana

La polpa della banana è ricca di sostanze nutritive e idratanti per la pelle e una volta schiacciata (quando è matura è molto più facile) con una consistenza cremosa diventa la base sia per uno scrub per il corpo che per una maschera per il viso. Per lo scrub la polpa di una banana va mescolata con tre cucchiai di zucchero semolato e qualche goccia di estratto di vaniglia (facoltativo un cucchiaino d’olio per rendere il composto più cremoso) da applicare sulla pelle umida con movimenti circolari e poi risciacquato; banana e vaniglia (senza zucchero) possono essere usati come maschera idratante per il viso, avendo cura di evitare il contorno occhi.

Una maschera antirughe si prepara con una piccola banana schiacciata, due cucchiai di panna da montare, un cucchiaio di miele biologico, un cucchiaio di farina d’avena con un po’ d’ acqua o acqua di rose necessaria a rendere il composto cremoso da tenere in posa per 30 minuti sul viso pulito prima di risciacquare.

 

2. Gelato veloce

La banana congelata è il modo più rapido per preparare anche senza gelatiera un dessert gustoso e fresco; basta sbucciare una banana, tagliarla a pezzi o rondelle e surgelarle. All’occorrenza si prendono i pezzetti dal congelatore e si frullano direttamente aggiungendo eventualmente altra frutta o del cacao in polvere.

 

3. Sbiancare i denti

Prendere l’abitudine di sfregare un pezzettino di buccia di banana dalla parte interna sui denti per due minuti prima di lavarli li farà diventare brillanti e bianchi.

 

4. Punture di insetti

In caso di punture di insetti, soprattutto zanzare, per alleviare il fastidioso prurito basta strofinare sulla zona colpita la buccia della banana dalla parte interna.

 

5. Graffi e lividi

Il potassio di cui la banana è ricca aiuta a trattare piccoli graffi, su cui si strofina la buccia dalla parte interna per favorirne la guarigione, e i lividi con un impacco di polpa schiacciata che ne velocizza la scomparsa.

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25 Febbraio 2017
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In estate è più facile perdere peso, anche perché con l’afa abbiamo più voglia di leggerezza e piatti semplici anche a tavola. Quali sono i cibi che aiutano a contrastare il caldo e allo stesso tempo ci fanno dimagrire? 

 

Il cocomero, per esempio ricco di vitaminaC e carotenoidi, combatte i problemi di ritenzione idrica. Questo frutto è ottimo anche in insalata, tagliato a cubetti con olive nere, pomodori, formaggio e foglie di menta.

La carne bianca magra, come il pollo o il tacchino, è una preziosa fonte di proteine e contiene pochi grassi e poche calorie. Meglio preferire tagli magri come il petto. 

 

Se si vuole fare una buona ma fresca merenda i mirtilli contengono fibre, vitaminaC e B e sono ricchi di flavonoidi che aiutano a dare sostegno al sistema immunitario e a migliorare la funzione circolatoria. Per una merenda energetica, si può preparare un dessert alternando strati di yogurt magro, avena e frutti di bosco. 

 

L’ananas contiene la bromelina, un potente enzima che favorisce la digestione ed agisce sul metabolismo dei grassi. 

Per una colazione fresca e idratante, il melone è un frutto ricco di carotene, possiede proprietà anticancerogene ed in più aumenta il senso di sazietà. 

 

La frutta secca contiene elevate dosi di selenio e vitamineE, elementi energetici che aiutano a controllare il colesterolo. Si possono abbinare una manciata di mandorle o nocciole a un frutto oppure uno yogurt magro. 

Ultima ma non ultima la verdura fresca è un concentrato di vitamine, minerali e fibre: è possibile mangiarne a volontà e aumenta il senso di sazietà. 

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29 Luglio 2016
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Il pane nero al carbone vegetale è moda. Sta contagiando tutti dai più piccoli ai più grandi. Questo alimento, sempre più presente sulle tavole degli italiani, divide però il parere degli esperti: fa bene o fa male?

 

Il carbone vegetale

Gli esperti si dividono come pure i fornai sul pane nero proprio a causa del suo ingrediente principale: il carbone vegetale. In America questo ingrediente è bandito e proprio per questo ora anche in Italia ci si interroga:il pane nero fa male?

 

Il carbone vegetale è una sostanza classificata come additivo, un colorante, e questa sua natura ha sollevato dubbi nei produttori. Ma non ci sono studi che abbiano provato che faccia male. Ma i dubbi restano e ci si chiede come mai l’ America, continente in cui tutto diventa lecito anche se non lo è, invece lo abbia bandito.

 

Benefici del pane nero

Il pane al carbone vegetale ha davvero qualche beneficio, al di là dell’estetica che per tanti è considerata glamour per il suo color nero sfumato, esso si comporta allo stesso modo di un integratore, se non meno visto che gli integratori hanno dosaggi di gran lunga superiori.

Il carbone è il risultato della combustione di legni diversi e poi trattato per fargli acquisire porosità e capacità assorbente grazie alla riduzione a polvere finissima. Transitando nell’apparato digerente , si comporta come una spugna, con proprietà benefiche contro il reflusso gastrico, l’acidità di stomaco, il gonfiore addominale. La flatulenza. Per avere questi effetti però l’additivo-ingrediente deve essere ben trattato e non per lunghi periodi.

 

Rischi del pane nero

Come ogni cibo anche il pane nero se consumato in dosi eccessive provocherà le stesse conseguenze negative che potremmo incontrare ingerendo altre sostanze. Il vero pane nero fatto con le stesse farine di quello bianco non fa male. Il pane nero con una lavorazione artigianale e onesta non fa male, ma il carbone vegetale in aggiunta e soprattutto se fatto per business e non con attenzione alla nostra salute può a lungo andar provocare effetti contrari.

 

Quindi se da un lato il carbone nero contrasta i gas addominali nel breve periodo, a lungo termine può invece provocarli ed aumentarli per la sua difficile digeribilità. Il pane nero viene considerato leggero e allo stesso tempo aumenta il senso di sazietà. Ma non è vero. Il pane nero ha la stessa consistenza e ‘pesantezza’ del pane bianco, quindi non bisogna farne un abuso.

 

Il pane nero non deve e non può essere consumato per contrastare i gas e gonfiori addominali se poi allo stesso tempo continuiamo ad ingerire farine raffinate con lievito di birra di altri cibi. Risulterebbe un controsenso

A parità di effetto, a differenza di contenuto e a disparità di prezzo ( il pane nero costa il doppio di quello bianco) possiamo sostenere con orgoglio ed onestà: abbasso alle mode di passaggio, attenzione alle produzioni e promozione della nostra salutare cucina tradizionale. Viva i nostri lieviti madre e le nostre amate farine integrali macinate a pietra.

 

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23 Febbraio 2016
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Siamo abituati ad associare i datteri al misto di frutta secca che si mangia durante le festività natalizie, ma non sono solo questo. I datteri sono in realtà di un frutto ricco di nutrienti fondamentali come potassio, fibre e proteine.

 

I datteri, ricchissimi di prorietà benefiche, favorisconoo transito intestinale ma permettono di risvegliare l’intestino in caso di stipsi sotto forma di rimedio naturale facile da preparare, infatti basta mettere a mollo un paio di datteri secchi in un bicchiere di acqua e tenerli così per tutta la notte: al mattino si beve il liquido filtrato e si mangiano i fichi ammorbiditi.

 

I datteri secchi sono quelli che più facilmente si trovano in commercio e rappresentano un vero concentrato di benefici rispetto a quelli freschi che, invece, si possono trovare solo in pochi negozi specializzati e in un periodo di tempo limitato, ovvero un paio di settimane a fine estate. I datteri è possibile trovarli anche in versione semi-essiccata: meno dolci rispetto a quelli completamente secchi ma con la medesima concentrazione di fibre e nutrienti.

 

La dolcezza è una delle caratteristiche principali del gusto dei datteri e questo si deve soprattutto allapresenza di fruttosio che rende i datteri una fonte di energia subito disponibile, ottimi a colazione per iniziare la giornata con energia e buoni come dolce snack che può sostituire anche dessert molto più calorici e soddisfare la voglia di “qualcosa di buono”. Per sfruttare la carica energetica dei datteri si possono mangiare interi come sono o aggiunti a pezzetti allo yogurt, ai cereali o ai frullati.

 

Tra i minerali presenti nei datteri il potassio è quello presente in maggior quantità: il potassio è fondamentale per la contrazione dei muscoli, compreso quello cardiaco, favorendo la salute del cuore e la circolazione sanguigna. I datteri aiutano ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) e sono una buona fonte di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3 e B5).

 

I datteri sono ampiamente utilizzati come rimedio naturale in presenza di sintomi influenzali, alla base di un decotto utile in caso di raffreddore, mal di gola e catarro bronchiale. Per preparare il decottoè sufficiente farne bollire un paio in una tazza di acqua, filtrare il tutto e bere (dovrebbe risultare già dolce a sufficienza). I datteri bolliti in acqua possono essere mangiati o utilizzati nelle ricette insostituzione dello zucchero per dolcificare bevande, dolci, biscotti o marmellate.

 

Una curiosità per concludere:
La palma da dattero è una delle piante che più longeve al mondo: può vivere fino a 300 anni, producendo fino a 50 kg di datteri all’anno.

 

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10 Novembre 2015
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Si dice che dopo molti anni dalla creazione del mondo, qualcuno accortosi che mancava qualche cosa ha inventato la pasta: "Solo ora l'opera poteva dirsi perfettamente compiuta".

 

Non siamo, enfasi a parte, distanti dal vero, se con questa espressione si vuole sottolineare l'appartenenza della pasta alle cose più belle, più buone e più benefiche del mondo, anche per questo la pasta è una costante della dieta CADN proposta da DCD Tuscolano.

 

 

Per quanto, invece, riguarda la rapidità dell'invenzione, sappiamo che le cose sono andate un poì più per le lunghe: "l'invenzione della pasta" è parte di un processo molto lungo che ha portato soltanto nel secolo scorso al trionfo popolare di questo alimento; un trionfo che dall'Italia gradualmente si è esteso a tutto il mondo. 

 

La produzione di massa della pasta è cominciata nell'ottocento, in quegli anni, la passione per essa dilaga al punto che i maccheroni vengono cotti all'aperto dagli ambulanti (i maccaronai) e mangiati per strada.

 

Il regno della pasta è la Sicilia, intorno all'anno Mille.

Qui, nel granaio d'Europa, dal fecondo e incessante scambio con la cultura araba e di tutta l'area mediterranea, nasce la moderna tecnica di produzione della pasta; e soprattutto s'inventa quel modo di prepararla e "viverla" nella dieta quotidiana che è ancora il nostro. Ci vorrà, come abbiamo visto, ancora del tempo prima che la pasta da prodotto di élite diventi consumo universale; ma ora la strada è veramente aperta.

 

Manca, in questa rapida carrellata una tappa fondamentale. L'incontro tra la pasta e il pomodoro. Quest'ultimo era giunto da molto lontano, dall'America, in seguito ai viaggi di Colombo. E per lungo tempo aveva condotto un vita stentata e piuttosto marginale; alcuni botanici tedeschi lo ritenevano addirittura una pianta tossica. In Italia veniva mangiato soltanto in insalata, condito con sale, pepe e olio, insieme ai cetrioli. 

 

Finalmente, nell'Ottocento, secolo cruciale per il nostro destino alimentare, il colpo di genio dei napoletani, che cominciano a condire gli spaghetti con la salsa di pomodoro. 

E' la svolta: la salsa di pomodoro ( 'a pummarola) dà alla pasta un sapore ed un colore che conquistano il mondo. Una porzione di gr. 80 di pasta al pomodoro può essere inserita in una dieta anche ipocalorica, a patto che nel pasto non vengano altri alimenti ricchi di carboidrati. Una recente novità è la pasta biologica.

 

A voi non è venuta fame? Che dite, ci facciamo una spaghettata?

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25 Luglio 2015
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Il mondo delle diete dimagranti (e noi di DCD Tuscolano ne sappiamo qualcosa) e dei piani alimentari è pieno di alternative, ma anche di falsi miti: spesso, quello che si crede che sia vero è spesso l’esatto opposto.

Ne volete sapere qualcuno?

 

  1. 1.Colazione a base di cereali

Iniziamo dai cereali.

Sì, proprio loro, i protagonisti di intere corsie di tutti i supermercati. 

Questi gustosi alimenti, sono quasi tutti addizionati di zuccheri e carboidrati raffinati, autentica combinazione micidiale per ingrassare.

Ormai è risaputo, la colazione è il pasto più importante della giornata, una colazione a base di cereali produce l’effetto di alzare il picco del livello di zuccheri e di insulina in circolo nel corpo. 

Succede così che, qualche ora più tardi, quando i valori si stabilizzeranno di nuovo, lo sgradevole effetto sarà che il sistema metabolico, predisposto a bruciare i carboidrati, produrrà la classica sensazione di fame che verrà placata appunto con l’assunzione di altri carboidrati. Si tratta di uno scompenso che ha effetti molto negativi soprattutto per le persone che vogliono o devono perdere peso.

Il consiglio di DCD Tuscolano è quello di leggere sempre con attenzione le etichette sulle confezioni: si scoprirà che la maggior parte dei cereali, anche quelli reclamizzati come “a basso contenuto di grassi” o “integrali” sul pacchetto, di solito sono addizionati di zuccheri e/o dolcificanti vari.

 

2 . Sciroppo di agave

Il cosiddetto “nettare di agave” (o sciroppo) viene commercializzato come alternativa naturale dello zucchero e degli sciroppi di fruttosio. Sta di fatto, però, che non si tratta di un alimento così sano: per certi versi può essere anche più nocivo dello zucchero. Uno dei principali motivi per cui gli zuccheri bianchi sono così malsani è il fatto che, come già specificato precedentemente, entrino rapidamente in circolo nel corpo e contengano quantità eccessive di fruttosio. Per cui, considerando che lo zucchero contiene mediamente una percentuale del 50% di fruttosio, lo sciroppo di agave può arrivare a contenerne fino al 70-90%. Naturalmente le moderate quantità di fruttosio che contiene la frutta sono giuste, ma è chiaro che assumerne percentuali eccessive può avere effetti molto negativi sulla salute.sia a breve che a lungo termine.  

 

3. Pane integrale

I prodotti confezionati con grano integrale vengono spesso indicati come una sana alternativa ai graminacei raffinati. 

In realtà è parzialmente corretto, in quanto il frumento integrale è, in effetti, “meno cattivo” rispetto agli altri. Tuttavia, uno dei problemi principali che comportano la maggior parte dei cibi cosiddetti integrali, è che non sono realmente costituiti da veri cereali integrali: si tratta di una manovra di marketing. Il fatto è che in praticamente tutti i prodotti in commercio, eccetto pochissime alternative, i grani sono stati triturati fino a formare una farina finissima che, se da un lato è più facilmente digeribile, dall’altro convoglia alti picchi di zucchero nel sangue quasi come i cereali raffinati.

Molte ricerche mediche dimostrano che il consumo di grano potrebbe portare addirittura anche problemi di salute, in particolare modo per quanto riguarda le persone con problemi di intolleranze.

 

4. Muesli

Se il muesli è preparato con ingredienti veri, ovviamente è un alimento sano che contribuisce alla buona salute, ma, nella quasi totalità delle confezioni, c’è lo stesso problema che si riscontra nella maggior parte degli altri cosiddetti “alimenti salutari”. Le problematiche iniziano nel momento in cui i produttori che preparano e confezionano gli alimenti ne fanno produzione di massa, perché gli stessi alimenti vengono modificati fino a ridurre decisamente le proprietà benefiche che contengono naturalmente. Il muesli contiene alcuni ingredienti sani, come l’avena e la frutta secca ma, leggendo l’etichetta sulle confezioni, si scopre che contiene zucchero e semi oleosi di nocciole e mandorle, una combinazione che induce addirittura ad un consumo eccessivo. Si evince dunque che non si tratta di un alimento veramente “sano”.

Ricapitolando: Il muesli è spesso altamente trasformato, contiene zuccheri e olio aggiunto. È molto energetico e può provocare un eccessivo consumo.

 

5. Gli yogurt “magri”

Lo yogurt è quasi universalmente considerato come alimento sano, e in effetti lo sarebbe. Tuttavia, il problema che si pone è il fatto che la maggior parte degli yogurt in vendita nelle grandi distribuzioni è sì yogurt magro, ma spesso altamente elaborato con elementi non sani.

Quindi, anche per gli yogurt, attenti alle etichette!

 

6. Condimenti per insalate commerciali

Le verdure sono universalmente riconosciute come alimento molto sano. Contengono alte concentrazioni di sostanze nutritive, antiossidanti, fibre solubili e molti altri elementi: proprio per tutti questi motivi, le insalate sono di solito molto pasti sani. Tuttavia, a molte persone non piace, o non “basta”, il sapore dolce delle varie verdure, e così aggiungono una serie di condimenti alle stesse. Il problema che si presenta è sempre lo stesso: spesso la maggior parte dei condimenti commerciali è fatta anche con con ingredienti insalubri, come per esempio l’olio di soia e lo sciroppo di fruttosio. Si consiglia perciò di preferire condimenti sani e naturali, come per esempio l’olio extravergine di oliva, l’aceto e alcune altre spezie non modificate.

 

7. Succhi di frutta

Il succo di frutta è considerato alimento sano e nutritivo. Del resto viene estratto dalla frutta, giusto? In effetti, non sempre. Spesso, leggendo le tabelle degli ingredienti apposte sulle confezioni, il “succo di frutta” è in realtà solo frutta aromatizzata con acqua zuccherata. Addirittura, potrebbero esserci quasi solo prodotti chimici che ricreano il sapore della frutta, grandi quantità di zucchero acqua. Anche se fosse possibile avere un succo di frutta “reale”, ricavato al 100% in modo naturale, ci sarebbe il problema del sapore. Come per gli yogurt, spesso le sostanze nutritive vengono tolte in favore di correttori ed additivi. Tutta la frutta contiene quantità, variabili da specie a specie , di zucchero, ma viene “trattenuto” all’interno delle pareti cellulari fibrose, col risultato di, una volta consumato il frutto, rallentarne il rilascio nel sangue. Ma il succo di frutta è diverso: non c’è nessuna fibra, nessuna resistenza che comporti masticazione e nulla che impedisca quando lo si assume il rilascio di enormi quantità di zucchero in una manciata di secondi. Una tazza di succo d’arancia contiene percentuali di zucchero pari se non superiori a due arance intere. Il contenuto di zuccheri del succo di frutta in realtà si avvicina a quello delle tanto vituperate bevande zuccherate come la Coca Cola. La soluzione? è molto semplice: mangiare frutta intera ed evitare i succhi di frutta, se si sta cercando di dimagrire.

 

8. Bibite dietetiche

Una delle cose più semplici ed immediate che la maggior parte delle persone alle prese con una dieta dimagrante fanno è quella di sostituire le bevande gassate e zuccherate con altre definite “dietetiche”: in effetti è un modo efficace e veloce per ridurre sia lo zucchero che la quantità di calorie assunte durante la giornata. Tuttavia, le ricerche mediche non hanno ancora dimostrato che tutto questo porti effettivamente a perdere peso: vari campioni monitorati di persone che hanno sostituito le bevande gassate e zuccherato con quelle dietetiche non hanno giovato di grandi benefici rispetto alle altre. La spiegazione potrebbe stare nel fatto che i dolcificanti artificiali tendono a stimolare l’appetito, in alcune persone: anche se non contengono calorie, possono indurre mangiare quantitativi maggiori di altri alimenti che invece ne contengono. Detto questo, molte persone possono perdere peso bevendo bevande dietetiche al posto di quelle tradizionali, ma probabilmente la cosa si verifica soprattutto perché si modificano anche tutte le altre abitudini alimentari sbagliate. Come per tutto il resto questo dipende dall’individuo. Di per sé, il solo passaggio alla bibite dietetiche non incide sugli effetti delle diete dimagranti e anzi, in certi casi potrebbe anche addirittura peggiorare le cose.

 

9. Alimenti “ecologici” trasformati

I vari cibi cosiddetti “biologici” e integrali sono eccellenti ma, essendo anche loro trasformati, non possono certamente definirsi “bio”. Leggendo attentamente le etichette degli ingredienti, per esempio, di molte di queste barrette chiamate anche “pasto sostitutivo”: certo, contengono per esempio sostanze più sane come lo zucchero di canna al posto dello zucchero normale ma, il problema è che il fegato non si accorge della differenza. In definitiva, lo zucchero biologico produce nel metabolismo gli stessi effetti di quello normale. 

 

 

Ultimo consiglio?

Non seguite diete da soli, ma chiedete sempre un consiglio ad un nutrizionista esperto.

Noi di DCD Tuscolano ne abbiamo diversi, in sede, pronti ad ascoltarvi e a supportarvi nel vostro percorso di dimagrimento.

Veniteci a trovare, vi aspettiamo!

 

Pubblicato in Alimentazione
28 Giugno 2015
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Non era partita con una buona reputazione.

Da prima "mela tentatrice" che ha condannato l'uomo ad abbandonare il paradiso terrestre a  "pomo della discordia" nell'epoca greca, che ha provocato lutti e tragedie nella guerra di Troia.

 

Sembra quasi il destino di un nome: i Romani la chiamavano "malum" usando, per essa, lo stesso termine (omonimo) con cui indicavano "il male" in tutte le sue accezioni: sofferenza, peccato, sventura, delitto, castigo, fatica. Nella nostra lingua neolatina i due termini "mela" e "male" hanno conservato questo legame etimologico diventando l'uno l'anagramma dell'altro.

Ma mai cattiva fama fu più immeritata! La mela è diventata uno dei frutti più coltivati e consumati nel mondo. Per il colore, il sapore e gli usi se ne distinguono diverse varietà e negli orti botanici si conservano addirittura centinaia di campioni di mele commercialmente “estinte".

 

La stagione ideale per gustare mele di ottimo profumo e consistenza è l'autunno, ma, grazie ai moderni sistemi di conservazione, il frutto è disponibile tutto l'anno.

Mentre il consumo di mele come frutta è il più rilevante, vanno ricordati altri importanti utilizzi: la produzione di sidro e di agro di mele, i succhi dissetanti ottenuti con la spremitura di mele, le mele da spalmare e le mele secche.

La mela ha delle caratteristiche nutrizionali interessanti: ha un alto contenuto di vitamine, di sali minerali e di fibre.

La polpa di mele può essere utilizzata nella cura delle malattie intestinali di tipo diarroico, mentre alcuni studiosi raccomandano la masticazione giornaliera di una mela come aiuto per l'igiene dentaria.

L'apporto calorico è limitato (circa 45 kcal per 100 grammi) e ciò ne fa lo spuntino ideale per chi vuole mantenere il proprio peso forma.

 

 

Lo sapevate che…?

L'Italia è uno dei maggiori produttori europei, con coltivazioni prevalentemente concentrate in Trentino, Veneto, Emilia e Piemonte. Le varietà più diffuse sono la Delizia Golden e la Delizia rossa, la Renetta, a polpa compatta e un po' acidula, la Annurca, dal colore rosso violaceo, la Limoncella, gialla con polpa asprigna, e la Granny Smith, verde chiara.

 

Pubblicato in Alimentazione
3 Giugno 2015
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I pistacchi sono più di un semplice cibo da aperitivo e da sgranocchiare davanti alla tv, di un ingrediente capace di caratterizzare con il suo aroma e la sua consistenza il condimento di una pasta, di dare croccantezza alla panatura di un taglio di carne, di rendere indimenticabili dolci, creme, gelati, granite.

Questo alimento porta in sè una storia affascinante con le sue origini mediorientali e la successiva diffusione in tutto il mondo. Curiosità anche dal punto di vista botanico in quanto prodotto da piante che possono arrivare fino ai trecento anni d’età.

Noi italiani pensiamo subito a Bronte, comune siciliano diventato celebre proprio per il suo pistacchio Dop: presidio Slow Food, il cosiddetto oro verde di Bronte è protagonista di ricette che come il pesto alla siciliana (o alla brontese ) per la pasta, ai dolci, ai salumi. Il pistacchio di Bronte è riconoscibile per le dimensioni , per il colore, verde smeraldo, e per il gusto, ed è un prodotto molto richiesto anche all’estero, dall’Europa al Giappone. 

Il pistacchio però ha origini ben più lontante dalla nostra sicili:, originario del Medio Oriente, l’albero del pistacchio può superare i dieci metri di altezza e i tre secoli d’età.

Attualmentei principali produttori mondiali sono Iran, Turchia, Stati Uniti e Siria.



I pistacchi in cucina


Per chi ama la cucina i pistacchi sono una preziosa fonte di idee e ricette. Possono accompagnare la pasta come condimento di un pesto, essere usati con le carni, anche quelle particolari come l’agnello, sotto forma di panatura; insaporiscono salumi come la mortadella; e il loro impiego in pasticceria spazia dai gelati alle creme, dai torroni alle torte. 
La sicilia, unica regione italiana a produrre pistacchi, è particolarmente ricca di ricette che ne esaltano il gusto e ne sanno sfruttare al meglio l’aroma: dalle salse ai primi, dai risotti alle paste, dalle lasagne agli gnocchi, ai fagottini.

Il pesto per condire spaghetti o altri tipi di pasta si realizza con pistacchi di Bronte, basilico, pinoli e mandorle tostate, olio, sale, pepe, parmigiano.

I pistacchi sono ottimi  come panatura, condimento o ripieno per i secondi di carne e pesce, dall’agnello al maiale al manzo al pollo, dalle alici al pescespada.

In pasticceria, il pistacchio viene esaltato nelle torte, nei gelati e nelle granite, nei biscotti e nei semifreddi, nelle creme e nei torroni. 
Ma i pistacchi non sono presenti solo nella nostra cucina ma anche in quella internazionale: un esempio classico è il baklava, un dolce presente in molti paesi, dalla Turchia al Libano, realizzato con fagottini di vari strati sovrapposti di pasta fillo o pasta sfoglia, frutta secca, sciroppo di zucchero, miele, burro, limone ed eventuali spezie. 

Pistacchi e salute

Il pistacchio non presenta particolari controindicazioni, e la sua ricchezza di 
vitamine e minerali fa un cibo interessante dal punto di vista delle proprietà: per quanto per la maggior parte sia composto di grassi si tratta di grassi monoinsaturi, che aiutano a regolare la quantità di colesterolo nel sangue e quindi ad aiutare la salute del sistema cardiovascolare.

Uno studio condotto nel 2008 negli Stati Uniti su tre gruppi di volontari è stato incentrato sull’eventualità che un consumo moderato di pistacchi ogni giorno possa essere in grado di abbassare i livelli di colesterolo totale e soprattutto colesterolo Ldl, responsabile dei danni al sistema cardiovascolare. Il consumo era effettuato sotto costante controllo medico, per bilanciare la quantità di sale e grassi che vengono ingeriti con semi di pistacchio. Iniziative individuali in tal senso, effettuate senza consultare un medico, rischiano di apportare più danni che benefici. 
Le sostanze presenti in questo seme, come isoflavoni, luteina e polifenoli, inoltre hanno proprietà ricostituenti e antiossidanti. 

 

I (pochi) lati negativi

Il pistacchio è molto calorico e quindi sconsigliato per chi deve seguire un’alimentazione dietetica. Come tutta la frutta a guscio inoltre c’è il rischio di allergie ed è inoltre sconsigliato a chi ha problemi di diabete ed ipertensione.

Pubblicato in Alimentazione
3 Maggio 2015
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Ormai è risaputo, il cioccolato non solo aiuta l’umore e ha proprietà benefiche per la gola, ma è portatore anche di tanti altri vantaggi per la salute.

 

Il cioccolato fondente, come prima cosa, contiene flavonoidi: sostanze che si trovano anche nel vino rosso e nel tè verde, ricche di antiossidanti, proteggono il cuore ed evitano la formazione di trombi dovuti a coaguli di sangue e aiutano a regolare la pressione sanguigna.

 

Questo è il motivo per cui il cioccolato fondente, se mangiato quotidianamente (non più di 10 grammi giornalieri)  è un ottimo alleato contro le malattie cardiovascolari.

 

Oltre il cuore, anche tosse e diuresi trovano giovamento grazie al cioccolato fondente e alla teobromina contenuta al suo interno.

 

Il cioccolato fondente non è solo un’alimento ottimo per chi ama fare dolci ma anche per gli sportivi: la quantità di magnesio, 80 milligrammi ogni 100 grammi di cioccolato fondente, lo rende adatto a chi fa sport ed aiuta ad evitare crampi o cali di pressione.  

 

Un altro effetto positivo del fondente è quello che ha sulla pelle, infatti, nel caso di eccessiva esposizione ai raggi UV le sostanze antiossidanti contenute al suo interno migliorano l'idratazione e prevengono l'insorgere di sfoghi cutanei.

 

Un consiglio? Attenzione all’ingrediente più importante: il cacao. Più è alta la percentuale, maggiore sarà la qualità del prodotto. Controllate quindi che l’etichetta riporti almeno una percentuale del 60%.

 

Questo alimento non è pero’ esclusivamente positivo: i soggetti affetti da gastrite, reflusso, ulcere, mal di testa frequenti non dovrebbero abusarne in quanto ha un effetto infatti vasodilatatore che può peggiorare i sintomi.

 

Un’altra categoria che non dovrebbe abusare del cellulare è quella composta da coloro che stanno cercando di perdere peso: le calorie infatti, non sono poche, attenti quindi a concedervene poco e non troppo spesso se siete a dieta!

 

Ad ogni modo, questo alimento è una buona fonte di ferro, fosforo e potassio, quindi preferite sempre il cioccolato fondente a quello al latte, bianco o lavorato. 

 

Ricordate: un quadratino di fondente al giorno toglie il medico e l’acquolina di torno!

Pubblicato in Alimentazione
13 Aprile 2015
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Tra pochi giorni sarà Pasqua e se siete alla ricerca di un pranzo gustoso ma light che possa salvare la vostra forma fisica, noi di DCD Tuscolano abbiamo quello che fa al caso vostro!
Un menù pasquale a basso contenuto calorico per chi è a dieta, che permette di contenere l'apporto calorico che solitamente si assume in questi giorni senza pero' rinunciare alle pietanze tipiche della tradizione pasquale.

Primo piatto: risotto agli asparagi
Sicuramente uno dei simboliper eccellenza della Pasqua sono gli asparagi. Solitamente utilizzati per preparare gustose frittate o come contorno, possono essere impiegati anche cucinare per un gustoso risotto.
Questo piatto può essere servito anche su un cestino di formaggio, per rendere più appetitosa la pietanza.

 

Secondo Piatto: agnello alla brace

Il nostro consiglio è preparare al forno o sulla brace delle costine di agnello alle erbette aromatiche. Anche qui è possibile apportare una simpatica e squisita variante per gli ospiti che non badano alla linea: aggiungendovi delle patate al forno.


Contorno: c'è da sbizzarrirsi 
Sono tanti i contorni light tra i quali scegliere, come un’ottima insalata mista, la minestra nera o un’insalata di carciofi, o fave con piselli al vapore.


Per una dolce Pasqua
Per concludere in bellezza il pranzo pasquale consigliamo un ottimo Soufflé al caffè. 
Per gli ospiti? Aggiungete della cioccolata fondente e panna come decorazione!


Buona Pasqua e buon appetito da DCD Tuscolano!

Pubblicato in Alimentazione
31 Marzo 2015
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